04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

Agorà

Il “Tecnopolo di Taranto” è ancora incorporeo

foto di Microscopio
Microscopio

Nato ufficialmente il 30 dicembre 2018 con la legge di bilancio del 2019 e con uno stanziamento di tre milioni/anno di euro per tre anni a partire dal 2019, il “Tecnopolo di Taranto”, a fine giugno 2021, resta sempre nel recinto della “mossa”, bloccato da “canapi” fermamente serrati da deprecabili, innominate “manine” governative, partitiche e burocratiche, alla faccia della invocata “semplificazione”.

Pubblichiamo di seguito gli articoli del suo Statuto, dal numero 3 al numero 8, quelli che stabiliscono con assoluta nettezza enti e modalità per dare corpo e vita ai suoi organismi operativi. Con la recondita speranza che, visti gli scoraggianti precedenti, il Presidente Draghi, se ci crede, decida di nominare un Commissario Straordinario con pieni poteri che avvii concretamente il Tecnopolo di Taranto.

STATUTO DELLA FONDAZIONE «ISTITUTO DI RICERCHE TECNOPOLO MEDITERRANEO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE»
(Per gli artt. 1 e 2 su istituzione, scopo e attività vedasi Buonasera del 15 giugno 2021)
Art. 3.
Patrimonio 1.
Il patrimonio del Tecnopolo è articolato in un fondo di dotazione indisponibile e vincolato al perseguimento delle finalità statutarie e in un fondo di gestione, destinato alle spese di funzionamento della fondazione. 2. Il patrimonio è composto: a) dal fondo di dotazione, il quale è costituito: 1. da euro 1.000.000, conferiti dallo Stato ai sensi dell’articolo 1, comma 732, della legge 30 dicembre 2018, n. 145; 2. dalle contribuzioni pubbliche e private con destinazione deliberata dal Consiglio di amministrazione ad incremento del fondo di dotazione; 3. da ogni altro bene che pervenga al Tecnopolo a qualsiasi titolo, anche per legge, e che sia espressamente destinato da una delibera del Consiglio di amministrazione ad incremento del fondo di dotazione; 4. dai residui di gestione imputati al fondo di dotazione; 5. dai fondi di riserva costituiti con eventuali avanzi di gestione e imputati ad incremento del fondo di dotazione; b) dal fondo di gestione, il quale è costituito: 1. dalla dotazione iniziale dello Stato pari a euro 2.000.000, conferiti per l’anno 2019, ai sensi dell’articolo 1, comma 732, della legge 30 dicembre 2018, n. 145; le restanti somme, pari ad euro 3.000.000 per il 2020 e ad euro 3.000.000 per il 2021, previste ai sensi dell’articolo 1, comma 732, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, verranno conferite al fondo di gestione del Tecnopolo; 2. dalle donazioni, dalle disposizioni testamentarie, dalle erogazioni liberali e dai contributi di soggetti pubblici e privati che non siano espressamente destinate al fondo di dotazione; 3. dalle somme derivanti da alienazione di beni facenti parte del patrimonio destinate da una delibera del Consiglio di amministrazione a finalità diverse dall’incremento del fondo di dotazione; 4. dai ricavi delle attività accessorie svolte, ottenuti direttamente o indirettamente; 5. dagli avanzi di gestione dei precedenti esercizi; 6. da ogni altra elargizione, anche sotto forma di contributo, diversa dai conferimenti patrimoniali, proveniente da enti e da amministrazioni pubbliche, ovvero da privati. 3. Le rendite e le risorse del Tecnopolo sono impiegate per la realizzazione degli scopi del Tecnopolo e per il suo funzionamento, nel rispetto dei principi di sana e prudente gestione.

Art. 4.
Attività di vigilanza
1.
Il Tecnopolo è sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca e al controllo della Corte dei conti, ai sensi dell’articolo 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259. 2. Nell’esercizio dell’attività di cui al comma 1, il Ministero dell’università e della ricerca assicura l’osservanza delle finalità del presente statuto, nonché delle disposizioni e circolari che specificamente potranno prevedere il coinvolgimento del medesimo Ministero, anche avvalendosi del parere di altre competenti amministrazioni o d’intesa con queste. 3. Con riferimento agli ambiti richiamati all’articolo 2 del presente statuto, il Ministero dell’università e della ricerca monitora i risultati e i prodotti delle tecnologie emergenti, delle innovazioni di processo e di prodotto e delle attività di ricerca, in relazione alla competitività, alle performance in termini di sostenibilità del sistema produttivo e della ricerca italiano, secondo i criteri definiti per la valutazione della qualità della ricerca delle università e degli enti di ricerca ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 1° febbraio 2010, n. 76.

Art. 5.
Partecipanti 1.
Possono essere nominati Partecipanti, con delibera adottata a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio di amministrazione, le persone giuridiche, pubbliche o private, le università, i centri di ricerca e gli enti aventi natura sia non lucrativa sia lucrativa, in ragione dell’interesse della fondazione a ciascuna partecipazione in relazione agli scopi della fondazione medesima, che contribuiscano al fondo di gestione, per un periodo di almeno tre anni, mediante apporti di risorse in denaro non inferiori alla quota minima dello 0,5 per cento dell’apporto pubblico in ragione d’anno.

  1. Il versamento del contributo annuale di partecipazione al fondo di gestione attribuisce ai soggetti di cui al comma 1 il diritto di entrare a far parte del Comitato dei partecipanti e di partecipare alle decisioni dello stesso. A tal fine, sussiste l’obbligo di versare il contributo al fondo di gestione entro due mesi dalla nomina come partecipante e, successivamente, ogni singolo anno.
  2. Il Consiglio di amministrazione decide, con deliberazione assunta con la maggioranza di due terzi dei suoi componenti, l’esclusione per cessazione dei Partecipanti nei casi di grave e reiterato inadempimento degli obblighi derivanti dal presente statuto nonché per le ragioni di seguito elencate in via tassativa: a) inadempimento dell’obbligo di effettuare le contribuzioni ed i conferimenti previsti dal presente statuto; b) apertura di procedure di liquidazione; c) fallimento o sottoposizione a procedure liquidatorie e concorsuali, anche stragiudiziali.
  3. In ogni caso, nelle ipotesi di cessazione dei Partecipanti, i contributi versati al Fondo di gestione non sono restituiti.
  4. I Partecipanti possono, in ogni momento, con preavviso non inferiore ai novanta giorni, recedere dal Tecnopolo, fermo restando il dovere di adempiere alle obbligazioni assunte sino alla data del recesso. Dal recesso non consegue il diritto alla restituzione dei contributi versati.

Art. 6.
Organi
Sono organi del Tecnopolo: a) il Comitato dei partecipanti; b) il Consiglio di amministrazione; c) il Presidente; d) il Segretario generale; e) il Comitato scientifico; f) l’Organo di revisione.

Art. 7.
Comitato dei partecipanti 1.
Il Comitato dei partecipanti è costituito dai Partecipanti nominati ai sensi dell’articolo 5. Il Presidente convoca il Comitato, almeno una volta l’anno, ogni volta che lo ritenga opportuno o ne facciano richiesta scritta almeno due membri del Consiglio di amministrazione o un quinto dei Partecipanti, indicando gli argomenti da trattare. 2. Il Comitato dei partecipanti è convocato e presieduto dal Presidente del Tecnopolo. 3. Alle riunioni del Comitato dei partecipanti si applicano le disposizioni di cui all’articolo 10, in quanto compatibili. 4. Il Comitato dei partecipanti svolge una funzione generale di verifica dell’attività del Tecnopolo. In particolare esprime pareri sull’attività del Tecnopolo quando previsto dal presente statuto o richiesto dal Consiglio di amministrazione. 5. Alle riunioni del Comitato dei partecipanti possono prendere parte, senza diritto di voto, i membri del Consiglio di amministrazione e il Segretario generale. 6. Il verbale delle riunioni del Comitato dei partecipanti è redatto dal segretario che lo firma unitamente al Presidente. Ove il Comitato dei partecipanti non abbia provveduto alla nomina del segretario, le relative funzioni sono svolte dal Segretario generale del Tecnopolo.

Art. 8.
Consiglio di amministrazione 1.
Il Tecnopolo è amministrato da un Consiglio di amministrazione composto da nove membri, di cui: a) cinque consiglieri di designazione pubblica, di cui: due consiglieri designati dal Ministro dello sviluppo economico, due designati dal Ministro dell’università e della ricerca ed uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze; b) quattro consiglieri designati di intesa tra i Partecipanti, in seno al loro Comitato, a condizione che, anche in associazione tra loro, versino almeno il 10 per cento del contributo annuo erogato dai soci fondatori al Fondo di gestione.

  1. I membri del Consiglio di amministrazione sono scelti tra persone in possesso di requisiti di onorabilità e di comprovata esperienza di natura amministrativa, tecnica e gestionale.
  2. Non può essere nominato consigliere e, se nominato, decade dal suo ufficio, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito o chi è stato condannato ad una pena che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
  3. I componenti del Consiglio di amministrazione, di cui alle lettere a) e b) del comma 1 sono nominati con decreto del Ministro dello sviluppo economico. Il Presidente del Tecnopolo è nominato dal Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro dell’università e della ricerca, tra i consiglieri che compongono il Consiglio di amministrazione. Tutti i componenti del Consiglio di amministrazione, incluso il Presidente, restano in carica fino all’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio successivo alla loro nomina e possono essere riconfermati consecutivamente una sola volta.
  4. In caso di dimissioni, decadenza o decesso di un consigliere si procede alla sua sostituzione secondo le modalità indicate nel presente articolo. Relativamente ai Consiglieri di cui al comma 1, lettera b), nel caso in cui il Comitato dei partecipanti non provveda alla sostituzione dei membri entro due mesi dal verificarsi dell’evento che ha determinato la cessazione dalla carica, il Consiglio di amministrazione provvederà a designare per cooptazione i nuovi consiglieri. I consiglieri così designati, nominati in conformità alle previsioni del comma 4, cessano dalla carica allo scadere del mandato degli altri componenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche