02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 15:59:00

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Per essere liberi fino alla fine

L’assenza nel nostro paese di una legge chiara in materia di fine vita è nel nostro paese un alibi per delegare a terzi decisioni cruciali e vincolanti sul trattamento di fine vita dei pazienti. In questo giudizio non rientrano solo valutazioni di carattere medico scientifico ma anche valutazioni di natura etica, che nulla dovrebbero avere a che vedere con una valutazione tecnico-scientifica del caso che si va a trattare. Questo trasforma l’eutanasia in una pratica largamente impiegata in maniera illecita. In molti casi il decesso avviene a causa di una somministrazione eccessiva di farmaci, in assenza di una espressa volontà vincolante da parte del paziente. Questo espone il personale medico ad evidenti rischi di natura legale. Ma facciamo un pò di chiarezza.

Cosa si intende per eutanasia attiva, passiva o suicidio assistito? Nell’eutanasia attiva il decesso avviene a causa di un farmaco, somministrato solitamente attraverso iniezione indovenosa da parte del medico. Nel caso invece di eutanasia passiva il medico si limita alla sospensione del trattamento o a spegnere le macchine che mantengono in vita il paziente. In caso di suicidio assistito il medico prescrive o fornisce al paziente il farmaco senza somministrarlo al paziente, che è libero di decidere quando e se utilizzarlo. Evidentemente tale procedura è riservata al paziente in grado di procedere al trattamento autonomamente. Altro caso ancora quello della sedazione profonda, attraverso cui il paziente viene portato in uno stato di incoscienza prima che intervenga la sospensione delle cure. Interessante notare che l’86% dei medici dichiari ininfluente la volontà del paziente rispetto alla decisione di interrompere i supporti vitali.

E cosa accade nel resto d’Europa? In Olanda l’eutanasia è legale dal 2002. In Belgio dal 2003. La Svizzera prevede sia l’eutanasia attiva che passiva, e riconosce tale diritto anche agli stranieri. Il Lussemburgo ha promulgato il testo sul suicidio assistito nel 2009. La Svezia ha legalizzato l’eutanasia passiva nel 2010. In Danimarca, Norvegia, Ungheria, Spagna e Repubblica Ceca, i cittadini hanno diritto a far valere il proprio diniego all’accanimento terapeutico. In Germania, dove era già tollerata l’eutanasia passiva in presenza di consenso espicito del paziente, il Bundesverfassungsgericht, organo di giustizia costituzionale della Repubblica Federale, ha riconosciuto il diritto al fine vita come un diritto fondamentale. Con una sentenza storica, il 27 Febbraio 2020 la Corte si è espressa sulle penalizzazioni delle associazioni di aiuto al suicidio introdotte nel codice penale nel 2015, dichiarandole incostituzionali. “Come espressione di autonomia personale, il diritto di carattere generale alla personalità comprende al suo interno il diritto a una morte autodeterminata. Questo diritto comporta non solo la libertà di togliersi la vita, ma tutela anche la libertà di cercare e, se offerta, di utilizzare l’assistenza di terzi a tal fine”.

In Portogallo il dibattito sul fine vita è ormai vivo da anni. Il 29 Gennaio di quest’anno l’Assemblea della Repubblica aveva definitivamente approvato la Legge per la morte medicalmente assistita depenalizzando definitivamente l’eutanasia e l’assistenza al suicidio. Il Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa ha tuttavia inviato, il 18 febbraio 2021, una lettera al Presidente della Corte costituzionale chiedendo un parere di costituzionalità, e la Corte si è espressa dichiarando incostituzionale la legge. L’eutanasia resta illegale in Irlanda. In Italia l’eutanasia attiva è assimilata all’omicidio volontario in virtù dell’art 575 del Codice Penale. Il reato di “omicidio del consenziente” è materia dell’art 579 del Codice Penale, e l’istigazione al sucidio e l’aiuto al suicidio sono puniti in base all’art 580 del Codice. Come troppo spesso accade nel nostro paese, a rompere il silenzio della politica è intervenuta la Corte Costituzionale, con sentenza 242 del 2019 in relazione al caso di Fabiano Antoniani, noto come DJ Fabo.

La sentenza ha individuato le condizioni per cui chi accompagna alla morte un paziente non è punibile, ovvero la totale consapevolezza del paziente, l’irreversibilità della patologia, l’implicazione di atroci sofferenze connesse alla patologia, l’impiego di supporti di sostegno vitale. Il diritto al fine vita resta dunque precluso a tutti quei pazienti, come ad esempio molti pazienti oncologici, che pur soffrendo condizioni atroci a causa di una patologia irreversibile, non necessitano di supporti di sostegno vitale per restare in vita. Una proposta d’iniziativa popolare sull’eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico giace in parlamento ormai da Settembre 2013. Una proposta di legge d’iniziativa popolare sottoscritta da quasi centomila cittadini che il parlamento ha deliberatamente ignorato. Centomila cittadini a cui i nostri parlamentari non hanno riservato nemmeno cinque minuti di attenzione. Per questa ragione è oggi più importante che mai firmare a sostegno del referendum promosso dall’Associazione Luca Coscioni. Perché sia indetto referendum serviranno 500mila firme entro il 30 Settembre. Nella speranza che questo serva a riaccendere il dibattito e da stimolo alla politica per interrompere un silenzio inaccettabile. Nella consapevolezza che non esiste legge che possa ottundere il principio che vede la libertà individuale come inviolabile e inalienabile. Per essere liberi fino alla fine.

Mirko Venturini

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