19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

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La città sostenibile: un modello di sviluppo

Una veduta aerea del Ponte Girevole
Una veduta aerea del Ponte Girevole

L’ASVIS E IL FESTIVAL

Il Centro di Cultura “G. Lazzati” di Taranto, primo soggetto tarantino aderente all’ASviS per il quinto anno di seguito, parteciperà, insieme con la locale Camera di Commercio ed altri importanti partner, al FESTIVAL DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE, la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Esso si svolgerà a livello nazionale, dal 28 settembre al 14 ottobre, in numerose città italiane ma sarà aperta anche all’estero – grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – con l’obiettivo di diffondere in tutto il mondo i messaggi della manifestazione attraverso il coinvolgimento delle sedi diplomatiche italiane. Nelle quattro edizioni precedenti del Festival, svolte a partire dal 2017, sono state organizzate ben 2.786 iniziative tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari ed altro ancora, tutte finalizzate a diffondere la cultura della sostenibilità, rendere attuale e popolare il tema dello sviluppo sostenibile nonché per richiamare l’attenzione nazionale e locale su problematiche e opportunità connesse al raggiungimento dei 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU. Gli eventi, cresciuti ogni anno, hanno contribuito a far sì che lo sviluppo sostenibile diventasse sempre più la prospettiva condivisa del nostro Paese nelle sue varie articolazioni: lotta alla povertà, ai cambiamenti climatici e a tutte le forme di disuguaglianza sociale, impegno per innovazione, occupazione ed educazione di qualità alla tutela dell’ambiente.

Il Centro di Cultura “G. Lazzati” e la CCIAA di Taranto sono, da tempo, promotori di eventi non soltanto in ambito Festival ASviS, ma anche di specifici appuntamenti finalizzati a stimolare il cambiamento culturale e comportamentale, individuale e collettivo, nella nostra comunità. Dando voce così a cittadini, imprese, amministrazioni locali, università e società civile e favorendo dialogo, confronto e condivisione di best practices sui temi dell’Agenda 2030 e facendo nascere nuove idee e soluzioni per il territorio.

IL FESTIVAL ASVIS 2021 A TARANTO IL 6 E 7 OTTOBRE
Con il titolo ufficiale “La città sostenibile e resiliente attraverso l’Agenda ONU 2030 – Il patto città/campagna: l’agro urbano” si terrà a Taranto il Festival ASviS del 6 e 7 ottobre. A questa tematica si è pervenuti attraverso un percorso, in più tappe, accreditando condivisioni e contributi da parte di Centro di Cultura “G. Lazzati”, Camera di Commercio, Università e Politecnico di Bari, Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, Confagricoltura, GAL Magna Grecia, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Taranto, Istituto nazionale di bioarchitettura e Sindacati confederali, riuniti tutti il 20 luglio 2021 a Crispiano (Taranto) presso la Masseria Quis ut Deus proprio in preparazione del Festival ASviS 2021. In quella occasione, intervennero anche Valeria Mininni architetto e docente di urbanistica e paesaggio alla Università di Basilicata e Alessandra Schmid architetto paesaggista, dottorato di ricerca PASAP Med (Patrimoni Archeologici Storici Architettonici e Paesaggistici del Mediterraneo). L’iniziativa aveva preso le mosse da una consuetudine di rapporti con Urban@it – Centro Nazionale di Studi per le Politiche Urbane, che aveva consentito di presentare a Taranto, il 6 Marzo 2021 presso il Teatro Fusco, il “VI Rapporto sulle città: Le città protagoniste dello sviluppo sostenibile”. Da ciò era scaturita l’dea di cimentarci, come comunità locale, in una importante sfida culturale: una ricomprensione secondo complessità della città di Taranto. La sfida era quella di provare a ragionare di Taranto senza partire dalla realtà siderurgica, dall’ambientalizzazione e dall’occupazione ma inquadrandola nella cornice storica e naturale di città su una laguna, cioè un luogo a cui pensare per una riconciliazione del rapporto tra viventi e paesaggio che la triade campagna, città e paesaggio può provare a lanciare: un contenitore “tutto connesso”, capace di tenere insieme iniziative, esigenze, progetti, situazioni e risorse.

 

TARANTO LABORATORIO MOLTO ACCATTIVANTE ED EMBLEMATICO
La situazione geomorfologica e anche storica di Taranto fa intravedere, infatti, la possibilità di dar vita ad un laboratorio molto accattivante ed emblematico. Una città, ri-vista nella sua poliedricità di aspetti, caratteristiche morfologiche e storiche, saperi (magari sopiti) e sapori che, nell’integrazione agro-urbana, trova rammendo ri-unificante alla sua dispersione e alla sua “smemorializzazione”. Rendere agro alcuni spazi del nostro insediamento territoriale oggi abbandonati e desertificati significa trasformarli in luoghi e mettere in atto un approccio rigenerativo della città. Oggi questa visione di Taranto non è estranea all’attenzione dei paesaggisti più rinomati e si vorrebbe renderla esplicitamente e attivamente comunitaria e di comune impegno. L’agro urbano, dunque, come integrazione di potenzialità, di risorse, di bisogni, di senso, di identità. La città non è il contrario di campagna, anzi l’integrazione dà nuovo senso all’intero, al tutto, al tutto connesso e, nella connessione, c’è resilienza: la città ri-diventata sistemica ritrova e recupera l’identità dinamica al di là delle stesse possibili previsioni o ipotizzati esiti. Il mettere insieme darà sorprese di futuro… di vocazioni finora inespresse, di anime, di cittadinanza, di risorse. Il Festival oltre a tentare di focalizzare questa visione e questo paradigma, tenterà di delineare due opzioni, due dinamiche strumentali: i Beni Comuni come rigenerazione urbana e politica della città (strumento unico per gestire spazi da sdemanializzare, da bonificare per trasformarli in luoghi); Società Benefit, l’impresa espressione del territorio ancora prima del giusto e del necessario profitto. L’inversione in atto, dal primato del profitto al profitto portatore di valori, è un processo che tende a normalizzarsi anche lì dove ha primeggiato una crescita senza pieno sviluppo.

LA POLITICA PER REALIZZARE L’ITINERARIO DELINEATO
Con quale politica, con quale identità di soggetti impegnati in politica è possibile attuare l’itinerario così delineato? La due giorni del Festival ASviS si concluderà, così, con un forum nazionale, un confronto a più voci promosso e coordinato dal MPPU (Movimento Politico per l’Unità) e dedicato a fornire qualche risposta alla succitata domanda. La politica certamente rivisitata dalla Costituzione. Una politica giocata in una realtà complessa che non può essere rimossa e risolta da culture lineari contrapposte e sfidanti. Una politica che si gioca più che nella leadership, nella cura di una circolarità che va animata (con un supplemento di senso e di anima), che va spinta, aiutata nella processualità e proceduralità che garantisca la contestualità degli obiettivi, dei bisogni, dei diritti, delle opzioni e degli indici. Una politica che non autorizzi scarti: non autorizzi assolutamente il metodo dei due tempi (il fare e il riparare le conseguenze del fare!), attui la contemporaneità tra vision e azione sapendo che è l’azione ad attivare l’interazione e a far vivere la dinamica sistemica. La politica che non si misura sulla rivendicazione degli spazi ma sulla forza di abitare processi sempre più inclusivi e non riduzionistici. Questa proposta ha raccolto, strada facendo, i consensi e gli entusiasmi di diversi soggetti tra i più competenti che, aggregandosi, hanno costruito il programma della due giorni di festival senza protagonismi e con il solo scopo di promuovere, nella città delle divisioni e delle contrapposizioni, una proposta di progetto condiviso di rigenerazione urbana finalizzata a sperimentare, nell’ottica del tutto connesso, la trasformazione di una realtà problematica in un laboratorio di innovazione e creatività.

LA PARTECIPAZIONE AL FESTIVAL ASVIS DEL 6 E 7 OTTOBRE A TARANTO
La due giorni di Festival si terrà presso la Cittadella delle imprese in viale Virgilio 152; prenotandosi in anticipo sarà possibile partecipare in presenza o in streaming collegandosi da tutta Italia. Essa è il risultato dell’impegno di una rete di soggetti formata da: A.N.C.E, Agromed, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Camera di Commercio, Centro di Cultura “G.Lazzati”, Centro di eccellenza di ateneo per la sostenibilità dell’Uniba, Confagricoltura, Confindustria, Fondazione Michelagnoli, GAL Magna Grecia, Happy Network, Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio DICAR/ Politecnico di Bari, Sez. di Taranto dell’Istituto Naz. di Bioarchitettura, Sindacati Confederali, MPPU. E’ un raro esempio di un tavolo di lavoro composto da soggetti numerosi, tanto diversi tra loro ma tutti determinati a imprimere una svolta a questa nostra città. Tra gli ospiti che interverranno in presenza: il Prof. Stefano Zamagni e l’on. Lorenzo Fioramonti, già Ministro dell’Università, dell’Istruzione e della ricerca. Da remoto sarà possibile seguire i lavori sul canale della Camera di Commercio di Taranto https://youtube.com/c/ CameradicommerciodiTaranto.  

 

Michele Durante
Consiglio direttivo del Centro di Cultura “G. Lazzati”

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