Si fa fatica a comprendere cosa vogliano gli artefici del “patto” | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

Agorà

Si fa fatica a comprendere cosa vogliano gli artefici del “patto”

foto di Il ponte girevole visto dall'alto
Il ponte girevole visto dall'alto

Sono costretto a scrivere di un problema che in questi giorni appassiona più i giornali e i “corridoi del palazzo” che la Città ed i miei concittadini. Ho sprecato molti giorni a parlarne in privato, convinto che la mia età, con il bagaglio di esperienza politica e comunicativa, potesse influire positivamente. È stato inutile, ma non mi arrendo. Ora sono costretto a farlo in pubblico per chiarire il mio pensiero e per smentire con fermezza ciò che in molti mi attribuiscono, ritenendomi, erroneamente, il “vecchio” ispiratore di scelte e condotte di un giovane amico. Lo fui certamente la notte, di un ormai lontano, 11 giugno 2017, quando dissi con chiarezza che le liste che avevano sostenuto Piero Bitetti al primo turno, dovevano scegliere, senza tentennamenti, l’apparentamento con Rinaldo Melucci. Fummo determinanti nel turno di ballottaggio.

L’ho fatto disponendo della conoscenza dei problemi, le potenzialità del territorio, le proposte che insieme ad altri amici, ai quali mi accomuna il vissuto politico, sindacale, economico sociale, la visione della polis, la declinazione di sviluppo compatibile con l’ambiente e la salute dei tarantini. Era del resto il Programma che accompagnava Piero Bitetti Sindaco. Un buon lavoro fatto a più mani, e più teste. Dalla stampa ho appreso della costituzione di una federazione civica. Un “espediente tattico di difesa” mi fu riferito. Oggi apprendo, sempre dalla stampa, che da tattico è diventato strategico: “il patto dei civici e moderati per Taranto”. Un patto fra chi? Fra soggetti autoreferenziali tenuti insieme da un mal celato opportunismo. Li ringrazio per aver avuto la sensibilità di non avermi mai invitato ai loro incontri conviviali. Avranno compreso che non ho una particolare predisposizione per le minestrine scaldate? Si definiscono moderati e sarebbe utile comprendere: chi sono i rivoluzionari esagerati ai quali si contrappongono? Quanto poi al Civismo credo che si debba partire dal contenuto più che dal contenitore. Nella recente tornata amministrativa, da Milano a Napoli, passando per Bologna, queste forme di aggregazione civica hanno saputo raccogliere e sintetizzare qualificati apporti dal mondo dei saperi, delle professioni, della ricerca e da tanti cittadini-utenti esclusi dal dibattito pubblico. E ricordo a me stesso e a chi sembra averlo dimenticato che questo percorso siamo stati fra i primi ad avviarlo con Giuseppe Sala insieme a Rinaldo Melucci.

Essere protagonisti ed attori in questo spazio politico richiede un salto di qualità dell’azione politica per dare vita ad un soggetto caratterizzato politicamente per idee forti e radicate nel territorio, che esprimano una visione identitaria dello stesso. È certamente fondamentale, come del resto è emerso dalle recenti amministrative, insieme alla visione, la continuità amministrativa che gli elettori hanno premiato, a Taranto rappresentata da Rinaldo Melucci e dai programmi avviati per produrre un percorso virtuoso per il nostro territorio. Chi si affanna a dichiarare il proprio profilo civico con liste personali prive di qualsivoglia identità, ha come obiettivo quello d’imbonire gli elettori con maschere di civismo portatrici di evidenti quanto improbabili ambizioni e pretese personali. Più che moderata la posizione appare opportunisticamente attendista. Aspettano di cogliere il vento più favorevole. Ma nessun vento è amico di coloro che non sanno il porto verso il quale andare. I cantieri aperti e al lavoro in città li considero sempre un fatto assolutamente positivo. Sono segni inequivocabili di rinascita e del fare. Rinaldo Melucci si può misurare e discutere su ciò che ha fatto. Faticherei tanto a comprendere cosa vogliono fare gli artefici del “patto”. Credo che così la pensino la maggioranza dei miei concittadini e continuo a sperare in un “ravvedimento operoso” di chi sembra aver perso la strada…

Alfredo Venturini

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