22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 09:50:00

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“Scommessa” ciclopica, ardua e impegnativa, da vincere

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Ex Ilva

LE CRITICHE SULLA RIUNIONE AL MISE
I risultati della riunione al Mise – Ministero dello sviluppo economico del 13 dicembre 2021 hanno suscitato, da parte di politici e di sindacalisti, parecchie critiche motivate da: mancanza di un vero piano industriale con sufficienti dettagli; assenza del timing di sviluppo progressivo del piano; eccesso di tempo totale stimato; scomparsa della valutazione del danno sanitario e delle assicurazioni sull’occupazione del personale. Al di là della vena polemica, inevitabile in chi ricopre certe cariche, trattasi di critiche che richiedono commenti o precisazioni di tipo “tecnico” che evitino di complicare ulteriormente il percorso verso la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico di Taranto. Né si possono minimizzare le legittime preoccupazioni per gli aspetti sanitari, occupazionali, politici ed economici.

VA RICONOSCIUTA LA “SCOMMESSA”
Noi invitiamo a considerare che nella riunione al Mise è stata presentata una “scommessa” ciclopica, ardua e impegnativa per consistenza patrimoniale, dimensioni territoriali e tecniche e impatto sociale e sanitario. Essa è oltremodo complicata da rapporti giuridici ed economici sia preesistenti, sia impliciti nella joint venture (cooperazione imprenditoriale) pubblicoprivata. Noi riteniamo che la maggior parte delle critiche derivi dalla sottovalutazione della “scommessa”, con la “complicità” – sia pure comprensibile e giustificabile – di competenza tecnica e managerialità limitate e povere di esperienza su impianti di dimensioni enormi come quelli di Taranto.

IL “KICK OFF MEETING” DELL’OPERAZIONE
Noi siamo memori di aver avuto la fortuna e il privilegio di acquisire conoscenze tecniche e manageriali di gestione di processi molto complessi. Nel contempo abbiamo piena consapevolezza dell’impatto sociale e umano del Siderurgico di Taranto. Ci sentiamo, pertanto, obbligati a far conoscere anche all’opinione pubblica le modalità e i passaggi attraverso i quali inevitabilmente si deve sviluppare il percorso di ristrutturazione, alias decarbonizzazione, del Siderurgico di Taranto. Lo facciamo al fine di scongiurare aspettative irrealistiche e recriminazioni ingiustificate. L’emotività, le esigenze sociali, le aspettative legittime dei cittadini, le valutazioni e le vicende politiche non possono oscurare completamente i tempi e le difficoltà oggettive del percorso delineato al Mise, sia pure prevalentemente a livello di obiettivi. Secondo le regole del management internazionale sulla gestione di complessi piani di ristrutturazione, la riunione del Mise del 13 dicembre 2021 è il “ ” (il calcio di inizio di una partita) in cui si definiscono gli obiettivi di massima dell’operazione. E’ proprio quanto è avvenuto al Mise il 13 dicembre. Le principali decisioni importanti esposte quel giorno sono state: a) la decisione di mantenere in vita lo Stabilimento; b) la sua decarbonizzazione finale mediante l’utilizzo di nuove tecnologie (forni elettrici, preridotto, idrogeno); c) la necessità di salvaguardare un equilibrio economico con la produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2025; d) il mantenimento dei livelli occupazionali; e) il rispetto delle condizioni di sostenibilità ambientale e sanitaria; f) l’investimento di circa 4,5 miliardi di euro; g) la dimensione temporale di almeno 10 anni. Obiettivamente, allo stato attuale, non si poteva andare oltre, dato che alcuni di questi obiettivi non risultano totalmente condivisi politicamente.

IL “MASTER PLAN” DELLA DECARBONIZZAZIONE DEL SIDERURGICO
Al “Kick off meeting”, comunque, dovrà seguire la fase del “Master Plan” (piano generale di programmazione delle attività) che ha lo scopo di definire e pianificare le modalità e le risorse necessarie per la realizzazione degli obiettivi già fissati. Occorre, cioè, individuare e dare esecuzione ai prerequisiti e agli aspetti chiave la cui soluzione condiziona la realizzazione del piano. Nel nostro caso, ad esempio, alcuni prerequisiti ed aspetti chiave sono: a) come garantire la produzione di acciaio prevista entro il 2025 (quanta parte con gli impianti attuali, rigenerati o meno, e quanta parte con impianti nuovi); b) quali tempi e modalità di progettazione e realizzazione delle nuove tecnologie e dei nuovi impianti al livello degli obiettivi di produzione previsti nel rispetto delle condizioni di concorrenzialità; c) come assicurare agli impianti la disponibilità di energia elettrica necessaria contestualmente all’eliminazione prima del carbon coke e poi del gas; d) dove e chi produrrà il preridotto indispensabile per la graduale dismissione dell’area a caldo; e) su quali tipi di prodotti indirizzare i nuovi impianti; f) come garantire la manutenzione e l’efficienza degli impianti attuali fin quando non entrano in esercizio i nuovi; g) come attivare i programmi di formazione e di riaddestramento del personale; h) come ottenere rapidamente le autorizzazioni amministrative per l’esecuzione delle varie opere; i) come recuperare il rapporto con il territorio. Col “Master Plan”, quindi, si passerà dalla fase di enunciazione degli obiettivi alla concretizzazione di quanto è necessario fare per realizzare effettivamente uno stabilimento green. Il “Master Plan” consentirà di definire i programmi dettagliati delle realizzazioni impiantistiche e produttive, cioè, il piano industriale. Solo a Master Plan finito sarà possibile conoscere tempi e modalità di esecuzione dei vari interventi esecutivi e valutarne l’adeguatezza e la validità rispetto agli obiettivi e alle attese. Resta assodato che un progetto importante che non transiti necessariamente attraverso il Master Plan è una mera manifestazione di buona volontà.

VINCERE LA “SCOMMESSA” CON RISORSE ADEGUATE E IN TEMPI NON BREVI
E’ difficile ma non impossibile traguardare un percorso più breve dei dieci anni indicati il 13 Inviate i vostri interventi alla e-mail direttore@tarantobuonasera.it dicembre, alla luce dell’attuale stato di sperimentazione e di applicazione pratica dei molti provvedimenti strutturali e produttivi ipotizzabili e a fronte delle difficili condizioni di partenza. L’intero processo gestionale, delineato in precedenza, è un’esigenza indispensabile, irrinunciabile, inderogabile oltre che assolutamente refrattaria a voli pindarici. Riteniamo che, se saranno impegnate adeguate risorse finanziarie e manageriali e se si eviterà di modificare in corso d’opera gli obiettivi, si potranno contenere i tempi e, soprattutto, si vincerà la “scommessa”.

Filippo Catapano
Dottore in Economia e commercio – 30 anni nel Siderurgico di Taranto fino a direttore di organizzazione aziendale e sistema informativo e di controllo dei processi siderurgici *

 

Biagio De Marzo
Ingegnere navalmeccanico – 16 anni in Marina Militare e 28 in siderurgia di cui 20 nel Siderurgico di Taranto fino a dirigente dell’ufficio tecnico di stabilimento

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