22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 09:50:00

Agorà

C’è bisogno di etica della responsabilità

Piero Bitetti
Piero Bitetti

Taranto si appresta a vivere uno dei suoi momenti storici più importanti. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale della prossima primavera si terranno in concomitanza con l’avvio, di fatto, degli interventi a vario titolo legati all’attuazione del Pnrr, il piano destinato, in termini di investimenti e risorse, a rilanciare il sistema Italia. In questo contesto, ricco di opportunità, tanto le Regioni quanto i Comuni svolgeranno, com’è noto, un ruolo di primo piano. Dunque occorre mettere in campo la migliore classe dirigente per non sprecare le occasioni che ci verranno offerte e che noi concorreremo, come comunità, a definire e programmare.

Ciò implica, a mio avviso, un’assunzione di responsabilità cui dovrebbe corrispondere un’attenzione certosina alle cose che diciamo e alle parole che usiamo. La stagione della propaganda e della demagogia, che tanto male ha fatto al Paese, va definitivamente archiviata. Diciamoci la verità: per tanti, troppi anni, il dibattito pubblico, anche a livello locale, è stato inquinato, se così possiamo dire, da un uso del linguaggio spregiudicato, caratterizzato dal ricorso sistematico all’invettiva, alle offese, alla denigrazione dell’avversario se non proprio, in alcuni casi, al turpiloquio. Tutto ciò non ha giovato a nessuno. Il grande Eugène Ionesco diceva che “solo le parole contano, il resto sono chiacchiere”. L’impressione è che molto spesso a farsi largo sono state le chiacchiere e non le parole. Mentre noi abbiamo bisogno di parole che sanno di futuro, di parole di rispetto per l’avversario politico, di parole di verità quando ci accingiamo ad esprimere un giudizio sull’operato di questa o quella esperienza amministrativa. Abbiamo bisogno, insomma, di restituire importanza al linguaggio.

Questo significa, declinando questo ragionamento sul piano della concretezza, misurarci sulle proposte da mettere in campo per il rilancio economico e culturale della città; significa evitare di distribuire, a seconda della convenienza del momento, patenti di moralità politica con il tono inquisitorio tipico di chi goffamente si considera, in spregio al senso del ridicolo, al di sopra di ogni sospetto e di ogni errore. Laicamente dovremmo agire per elevare la qualità della discussione e far emergere, pur prendendo atto delle differenti visioni, i tratti comuni da valorizzare. Taranto avrà un futuro migliore se prevarrà l’etica della responsabilità, se la moderazione nei toni e il rispetto dell’avversario avranno la meglio sugli atteggiamenti settari e dunque intrinsecamente inconcludenti. Queste sono, a mio avviso, le premesse per diventare una comunità effettivamente coesa e finalmente capace di contare a tutti i livelli istituzionali. Su queste basi, la politica potrà tornare ad essere, anche dalle nostre parti, quell’arte nobile di cui, sinceramente, avvertiamo una certa nostalgia.

Piero Bitetti
Presidente Associazione “Unire Taranto”

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