22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 08:52:00

Agorà

Fabiano Marti: «Con noi è rinata la cultura»

foto di Fabiano Marti
Fabiano Marti

I l 30 dicembre del 2021, il Teatro Comunale Fusco ha compiuto 3 anni e, con la sua riapertura, è sembrato comportarsi il cerchio della mia vita insieme a quello della mia Città. Taranto aveva il primo teatro comunale della sua storia e da quel momento nulla sarebbe stato più come prima nel settore della cultura e dello spettacolo. La riapertura di quel palco è stata la prima pietra per costruire una storia nuova della nostra Città. Una storia che finalmente la ricollegava al suo passato, quando le compagnie teatrali provavano gli spettacoli proprio a Taranto per capire se fossero pronti per “girare”. Il suo passato del rock e della new wave, quando i grandi della musica internazionale passavano prima da Taranto per poi portare la loro musica a Bari e nel resto del Sud Italia. Siouxsie and the Banshees, Simple Minds, Ultravox, Bauhaus, sono venuti proprio tutti a Taranto ma poi, per troppi decenni, c’è stato il vuoto assoluto dell’offerta culturale.

Quando a giugno 2018 Rinaldo Melucci mi ha chiesto di occuparmi di questo settore così vicino alla mia vita professionale, ho accolto la sfida cn gioia e con il cuore pieno di emozione, e dopo più di tre anni mi guardo indietro e mi sento orgoglioso prima da tarantino, poi da artista, ma soprattutto da amministratore per quello che abbiamo realizzato. Abbiamo riconnesso Taranto con la sua grande storia e abbiamo iniziato a scriverne una nuova. Non solo eventi, non solo concerti, non solo stagioni teatrali di alto livello, non solo 17 festival in una sola estate, ma il lavoro che abbiamo seminato in questi anni è stato di più ampio respiro: abbiamo creato le condizioni perché si sviluppasse una nuova consapevolezza, abbiamo chiesto coinvolgimento, partecipazione, suggerimenti. Intorno al Teatro Comunale Fusco e alla sua forza propulsiva e creativa sono nate e si sono consolidate associazioni musicali, progetti artistici, nuove leve nella musica e nel teatro. Per la prima volta nella storia della Città abbiamo un’orchestra giovanile, composta da giovani artisti ai quali abbiamo dato la possibilità di restare nella loro città, di essere protagonisti del loro futuro. Abbiamo dato ai tarantini le chiavi dei loro cassetti dei sogni. Li hanno aperti e abbiamo visto nascere un’associazione che organizza eventi festival jazz, una che si occupa di swing, un’altra dedicata all’opera lirica e tanto, tanto altro. Abbiamo dato dignità al teatro dialettale, coinvolgendo tutti gli appassionati, e abbiamo lavorato con i giovani, per formare una nuova dignità teatrale. Abbiamo messo in moto l’economia legata al mondo della cultura.

Perché la cultura muove eccome l’economia di una intera città se fatta con metodo, serietà e programmazione e se trova il supporto totale delle istituzioni. Lo scorso 1° gennaio ho calcato il palco del Teatro comunale Fusco per presentare il concerto di Capodanno, una bella consuetudine che ho fortemente voluto nei panni di Assessore alla Cultura, puntando sulla propensione alla bellezza dei miei concittadini Mi sono guardato intorno ho respirato l’aria nuova che questa Città merita e me ne sono andato con una consapevolezza: oggi non devo più spiegare a mio padre perché ho messo la laurea e il titolo da avvocato nel cassetto per fare l’attore e l’autore teatrale per dedicare anima e corpo al mondo dell’arte. Perché da quello stesso cassetto nel quale ho riposto i miei titoli, ho tirato fuori il mio di sogno. Quel cerchio si è completato con la consapevolezza che l’amore per la mia professione, per l’arte, per la cultura ho potuto metterlo a disposizione della mia terra, della mia gente. Dei tarantini. E i tarantini hanno risposto con lo sguardo innamorato e grato che ho incrociato dopo ogni spettacolo in questi anni. Continueremo così e faremo sempre meglio.

Fabiano Marti
Associazione Taranto Crea
Già assessore alla cultura del comune di Taranto

1 Commento
  1. angela sisto 1 settimana ago
    Reply

    Un po’ di modestia non guasterebbe|

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