23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Agorà

Siderurgico in crisi, torniamo a terra e mare

Michele Armentani
Michele Armentani

Lo studio del CERVED pubblicato da Taranto Buonasera ci offre la possibilità di affrontare con dei dati locali la crisi

economica ed occupazionale della nostra realtà. La nostra economia è molto fragile non solo por l’attuale emergenza socio-sanitaria ma anche perché non è integrata con la realtà dell’area Jonica. Abbiamo da un lato la grande industria (oggi acciaio ieri arsenale) ed intorno poco e anche, purtroppo, in parte assistita e fuori dal concetto di imprenditorialità. Taranto vuole essere una città industriale ma le manca la mentalità industriale con i suoi programmi e con i rischi propri di impresa.

Certo non dobbiamo generalizzare ma la realtà, purtroppo, in gran parte è questa.

A questo punto, senza mettere tutto in discussione, senza buttare a mare l’esistente,

bisogna operare con scelte miranti a raggiungere l’integrazione dell’esistente con il

nostro territorio. Bisogna realizzare una prima serie di interventi capaci di mantenere l’esistente rispettando e riqualificando l’ambiente e tutelando la salute dei cittadini. Questo filone comporta delle scelte imprenditoriali da sollecitare ed agevolare. Inoltre, in presenza del nostro clima mite che si protrae per molti mesi all’anno, abbiamo da sfruttare la risorsa mare (pesca – mitilicoltura – turismo – cantieri navali) e le risorse culturali presenti sul territorio.

Questi due filoni di intervento possono essere facilitati per la presenza di piccole imprese che, sul nostro territorio, come rilevato dallo studio CERVED, sono il 60% della imprenditoria locale. Pertanto questi interventi, queste proposte, o altri contributi più autorevoli, possono essere realizzati se le istituzioni, pubbliche o private che siano, e le varie organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori, operano insieme per creare sviluppo. I partiti devono sollecitare le istituzioni a programmare e ad operare unitariamente. Purtroppo, spesso, i partiti sono colpevolmente assenti. I partiti devono fare la loro parte per raggiungere una convergenza tra le diverse esigenze territoriali.

Lo Stato centrale, per realizzare gli obiettivi suindicati, deve emettere provvedimenti idonei e fornire le necessarie risorse finanziarie e professionali. L’Europa deve operare per aiutare gli Stati membri a realizzare i programmi nell’interesse generale del Continente. Pertanto, l’Istituzione Europa va utilizzata ed indirizzata e non demonizzata. Allo stato attuale per utilizzare al meglio i fondi europei bisogna recuperare in tempi brevi collegialità ed integrazione delle varie esigenza territoriali. La collegialità si può raggiungere, anche in questo caso, se i partiti sollecitano le varie istituzioni (Enti Locali, Regionali, Camere di Commercio, Associazioni dei lavoratori e degli imprenditori) a incontrarsi per varare soluzioni unitarie.

Il tempo a nostra disposizione è quasi finito, la crisi è grave ed impone scelte immediate, pertanto tutti devono mettere da parte l’io e le esigenze di parte fornendo collaborazione per soluzioni unitarie. Per questi motivi, a prescindere se Taranto è o non è una città industriale, è necessario programmare il percorso capace di dare subito risposte concrete alla crisi che stiamo attraversando.

Infine, se non vogliamo cadere nella retorica, tenendo presente che i tarantini sono “amanti dei forestieri” e che Taranto viene definita “molle” non tenace, vengano da noi i possessori di idee e di capitali per fare impresa. Fare impresa e non solo a prendere gli utili e mollare ai primi ostacoli o imprevisti. Inoltre teniamo presente che le nostre realtà artigianali e piccole imprese nel passato sono state chiuse per andare a lavorare nella “grande Italsider”.

Per questo motivo oggi che la realtà siderurgica è in crisi vi è la necessità di ritornare, come in parte già sta avvenendo, alla terra e al mare. Certamente per facilitare il raggiungimento di questi obiettivi è necessario che le Istituzioni semplifichino le procedure. La semplificazione comporta una riduzione dei costi sia in termini finanziari che in termini temporali. Diamoci da fare c’è spazio per tutti ma attenzione siamo ai tempi supplementari.

Michele Armentani
già sindaco di Taranto

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