26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Agorà

Crisanti: «Con il Parco la città è protagonista del territorio»

Il Mar Piccolo a Taranto
Il Mar Piccolo a Taranto

Dottor Vito Crisanti, lei può considerarsi l’anima del Parco del Mar Piccolo?
Sarebbe troppo presuntuoso confermarlo. Diciamo che “ci ho dato l’anima”, e il Mar Piccolo ha contributo in maniera preponderante alla mia formazione culturale, tecnica e professionale! L’Idea di realizzare un’area protetta importante sul Mar Piccolo nasce a fine anni ’80 quando il gruppo degli attivisti del WWF di Taranto da me coordinati, dopo aver proposto con successo l’istituzione dell’Oasi Palude la Vela sul Secondo Seno, ampliano la visuale e ritengono che i due Seni ed i territori pertinenziali, compresi i fiumi, i torrenti e le lame debbano essere considerati un unicum ambientale e come tale protetti e valorizzati in maniera sapiente. L’idea, messa nel frattempo nel cassetto, fu da me ripresa dopo molti anni, nel 2017, allorchè rientrato nella mia città, mi misi al lavoro per presentare in Regione una proposta di Parco regionale. Preziosi si sono rivelati i contributi ricevuti dall’Università, da numerosi professionisti ed il lavoro svolto dall’Ufficio Parchi regionale. Il 21 settembre 2020 viene pubblicata sul BURP n. 132 la Legge n. 30 istitutiva del Parco Naturale Regionale del “Mar Piccolo” che costituisce, a saperla cogliere, l’opportunità per il radicale cambio di paradigma culturale ed economico della nostra città.

Spesso i Parchi vengono intesi come una limitazione imposta alle facoltà proprietarie di svolgere altre attività in determinate aree per l’integrità e la qualità dell’ambiente.
I Parchi regionali hanno come obiettivo istituzionale la promozione e lo sviluppo del territorio, ovviamente in chiave sostenibile. Il Parco del Mar Piccolo, 2000 ettari di superficie marina e 5000 ettari tra aree naturali e suoli agricoli, si presta magistralmente allo sviluppo del Settore Primario secondo i principi dell’Economia sostenibile – green economy con la costituzione di un brand, la formazione degli operatori e la individuazione dei giusti canali di commercializzazione dei prodotti. Il Parco consente, tra gli altri, di raggiungere quattro importanti obiettivi. Il primo, la riqualificazione dell’Ambiente e del Paesaggio mediante la ricostituzione degli habitat degradati, il contenimento dell’erosione dei suoli e del dissesto idrogeologico, il miglioramento della qualità estetica e percettiva del territorio attraverso la ricostituzione della vegetazione originaria; il secondo, lo sviluppo della maricoltura, creando sintesi tra le antiche tradizioni e le attuali conoscenze scientifiche; terzo, l’agricoltura, da realizzarsi come anticipato, in modo rispettoso e compatibile con la vita del suolo e la qualità delle acque di falda. Quarto, il turismo culturale di qualità, che dovrà svolgersi nel pieno rispetto dei luoghi.

Può interferire il Parco con i programmi in essere dell’Amministrazione Melucci ed in particolare con il Piano “Ecosistema Taranto” ed il progetto “Green Belt Taranto”?
Il Parco è importante anche perché consente di avere una visione unitaria del territorio e del suo sviluppo. La progettualità da porre in essere dovrà essere preceduta dalla elaborazione, insieme ad i Comuni, e al Comune di Taranto in primo luogo, del Piano del Parco e del Piano Economico territoriale, due importanti strumenti di pianificazione, una precisa traccia da seguire per ovviare agli interventi “puntuali” slegati e spesso in contrasto con il contesto. La gestione del Parco è autonoma ma dovrà essere in perfetta sintonia e sinergia con i programmi della Pubblica Amministrazione. Riguardo la nota spesso dolente dei vincoli presenti nelle aree protette, occorre anche in questo caso un cambio di paradigma culturale: i lavoratori del mare e gli agricoltori residenti nelle numerose masserie interne al perimetro dovranno essere aiutati e sostenuti, nelle loro necessità autorizzative, in modo preventivo dall’Ente Parco così da facilitare il successivo iter burocratico.

Alcune perplessità sono state espresse, sulla perimetrazione del Parco, da Italia Nostra e Lega ambiente. Hanno osservato che le aree di pertinenza di un solo ente territoriale, nello specifico il Comune di Taranto, cui sono riconducibili la quasi totalità delle aree in esame, renderebbero più rapido e snello il processo di avvio.
Il perimetro del Parco in origine era totalmente interno agli ambiti amministrativi del Comune di Taranto; era una scelta finalizzata a facilitare l’iter istitutivo prima e la gestione dopo. L’allargamento – tecnicamente condivisibile – ad altri comuni confinanti per proteggere determinati habitat importanti, è avvenuto in sede regionale.

Quindi le ritiene utile collocare il Mar Piccolo ed il suo Parco al centro della visione urbana territoriale?
Il Parco ha un grande valore identitario e nel Mar Piccolo si riconosce l’intera Città perché proprio nelle sue acque e nei suoi fondali sono le nostre radici; è auspicabile che il Comune prenda l’iniziativa per dare contenuti al Parco in quanto, a mio avviso, la nostra città deve ritornare ad essere protagonista del territorio. Spesso mi si chiede il motivo per cui sono ritornato a Taranto, dal momento che la gente tende ad andar via dalla città. La risposta è semplice: questa è la mia terra, come lo è stata dei miei genitori; penso di conoscerla bene e sono ad essa particolarmente legato. Con il mio lavoro ho contribuito a migliorarla e sono ben lieto di essere considerato una risorsa che mette a disposizione l’esperienza maturata in anni di lavoro.

 

1 Commento
  1. MARTINO 3 mesi ago
    Reply

    Errata é la previsione del Consorzio tra i 6 Comuni interessati, atteso che tutti i Consorzi di Taranto sono falliti (Consorzio Stornara e Tara, Consorzio per l’Area si Sviluppo di Taranto, Consorzio per la protezione Agricola, Parco Terra delle Gravine, ecc. ), facendo perdere al territorio molte opportunità. Meglio sarebbe stato partire con la sola Taranto, salvo in tempi successivi ampliare una volta organizzato amministrativamente il Parco con studi più approfonditi.

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