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“Isola” o pista degli abusivi?

TARANTO – Di tutto e di più, altro che isola pedonale. Ormai non si contano più le lamentele, le denunce e le esternazioni di quanti vivono nel Borgo ma anche e soprattutto di quanti al Borgo arrivano con la speranza di trascorrere qualche ora lieta, fra shopping, una chiacchierata, un gelato, un salto alla Villa Peripato e così via.
"Ho rischiato di essere investito da un ciclista", segnala la signora Rosaria, "e meno male che mio figlio, 4 anni, era sul marciapiede". E in proposito i vigili urbani dovrebbero dare una risposta chiara e inequivocabile: possono transitare nell'isola pedonale, via Di Palma, via D'Aquino e via Berardi le biciclette? Se ne vedono sfrecciare a iosa. E vada per qualche simpatico vecchietto, ma quando l'isola pedonale diventa una pista ciclabile c'è da rabbrividire.
E che dire degli abusivi? Ormai sta diventando una barzelletta. Alcuni incroci sono letteralmente "murati" dai venditori di frutta secca, ombrelli e chincaglierie varie. Vedi va Nitti angolo via Di Palma. O via D'Aquino, dove su ambo i lati, nei giorni festivi, si vende di tutto e di più. Certo, la tolleranza deve esserci, ma quando l'attività degli abusivi diventa una regola si sprofonda nella illegalità. E si generano anche altri problemi. Se un'auto transita e il conducente ha la visuale sbarrata dal chiosco abusivo, di chi sarà la colpa se si verificasse un investimento? Anche, diciamo noi, dell'assenza dei vigili urbani che non fanno rispettare le regole, come quella di non vendere la merce sulle strisce pedonali o addirittura nel bel mezzo della strada. "Ma che città è questa!", esclama il signor Michele, pensionato. Tutti i centri urbani che si rispettano vengono disciplinati e tenuti come veri e propri “salotti”, attrattori di gente, di turisti e di quanti vogliono farsi una passeggiata spensierata. E invece a Taranto vige l’anarchia. Tra abusivi, bestemmiatori e mendicantii di ogni genere.
Insomma, chi controlla? Chi garantisce il rispetto della legalità?