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Cos’è la gengivite? Sintomi, cause, prevenzione e cura

Gengivite

Salve a tutti Voi lettori. Oggi tratteremo un argomento che interessa tutti, senza distinzioni di età e sesso: le Gengiviti, ossia le infiammazioni della mucose gengivali. Almeno una volta, nell’arco della nostra vita, ci sarà capitato di notare del sangue fuoriuscire dalle gengive dopo aver spazzolato i denti. Il sanguinamento gengivale è il primo campanello d’allarme di una infiammazione locale dei tessuti e delle mucose che circondano la base dei denti, ossia le gengive.

Le gengive sono i tessuti che si trovano alla base del dente e lo avvolgono in toto. Generalmente sono di colore rosa, ma possono presentarsi in alcuni casi rosse, bianche , come se fossero sporche, altre volte ancora di color scuro, come il cioccolato. Queste tonalità identificano in maniera specifica non una patologia orale, ma nella maggior parte dei casi sono caratteristiche della pigmentazione stessa della persona come lo sono gli occhi verdi, le lentiggini e la pelle abbronzata. L’insorgere della gengivite si apprezza, attraverso altri sintomi: il colore originale delle gengive stesse cambia e con la masticazione dei cibi si percepisce un dolore, da molti definito come fastidio, che a sua volta, genera una cattiva sensazione dando luogo a ipersensibilità al caldo e al freddo. In alcuni casi con il sanguinamento gengivale si ha l’alitosi dovuta all’accumulo di particelle di sangue miste a residui di cibo tra gli interstizi dentali. Ci sono diversi fattori che contribuiscono allo sviluppo di questo disturbo: un errato spazzolamento, l’utilizzo errato del filo interdentale, il fumo, il diabete, l’uso di protesi dentarie incongrue, infezioni del cavo orale e malattie autoimmuni.

La gengivite ha origine da un accumulo di batteri che si depositano tra i denti e le gengive e nelle tasche dentarie. Le tasche dentarie si creano quando i denti non vengono spazzolati correttamente, il cibo crea infiammazione alla loro base, le gengive si infiammano e si irritano fino a che si scollano, creando una tasca sotto il colletto dentale all’interno del quale si accumula placca e tartaro. I residui di cibo favoriscono la nascita della placca, una patina invisibile di batteri che si forma ogni giorno sui denti. Con il tempo la placca non rimossa quotidianamente con lo spazzolino, si calcifica, trasformandosi in tartaro, che aggredisce la base dentale irritando il parodonto e dando mobilità agli stessi denti. È importante quindi effettuare delle sedute di detartrasi per eliminare il tartaro, almeno due volte l’anno, presso il vostro odontoiatra di fiducia. Nelle sue fasi iniziali, la gengivite, è un problema facilmente risolvibile: basta prendersi cura della propria igiene orale, attraverso l’utilizzo di adeguati spazzolini e dentifrici, un corretto spazzolamento, utilizzo di filo interdentale in maniera adeguata o scovolini giusti, l’uso di un collutorio specifico a base di clorexidina (sostanza antimicrobica in grado di impedire o rallentare la crescita dei batteri) o di alcune paste gengivali per ridurre l’infiammazione locale.

La gengivite se non trattata in modo adeguato, può progredire verso l’insorgenza della malattia paradontale, definita anche parodontite, un tempo chiamata piorrea, la quale porta come ne abbiamo già parlato in altri articoli, alla perdita degli elementi dentari. Spero di essere stato utile ai vostri eventuali dubbi cercando di chiarire eventuali problematiche da voi sottovalutate, sono a vostra disposizione per eventuali chiarimenti. A presto!

Dr. Alberto Cervo
Odontoiatra
www.studio dentistico cervo.it