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Il ritorno degli idrovolanti nei cieli e sui mari di Taranto

Una nuova storia tarantina racchiusa in una immagine: due idrovolanti flottano sullo specchio d’acqua prospicente il Molo Sant’Eligio sotto la statua benedicente di San Cataldo.

Dopo aver deposto in acqua due corone di fiori, una in memoria di tutti i caduti del mare e del cielo, e una “dedicata” all’operaio Giacomo Campo deceduto in Ilva, gli idrovolanti sono decollati lanciandosi nel cielo azzurro, dando inizio a una serie di voli tecnico-dimostrativi. Dopo lustri di assenza, gli idrovolanti sono tornati nei mari e nei cieli di Taranto, non per missioni militari come accaduto nel secolo scorso, ma per contribuire ad aprire una nuova pagina dell’economia tarantina, questa volta basata su quella “green economy” che vede nel turismo uno dei suoi assi portanti.

Sono due idrovolanti anfibi, velivoli ultraleggeri arrivati in volo dal Settentrione, il “Legend 540” del pilota Graziano Mazzolari e il “Savannah ICP” del pilota Ludovico Vezzani. Sono giunti a Taranto per partecipare all’incontro-dibattito “Ali sul Mare… il ritorno degli idrovolanti a Taranto”, tra passato e futuro, radici storiche e opportunità di sviluppo, che si è tenuto, al Molo Sant’Eligio, nella mattinata di sabato scorso. Moderati dal giornalista Walter Baldacconi, sono intervenuti Ippazio Stefàno, sindaco di Taranto, Antonio Melpignano, presidente del Molo Sant’Eligio, il Ten.Col. Pier Giorgio Farina, comandante del 65° Deposito Territoriale dell’Aeronautica Militare, Orazio Frigino, presidente dell’Aviazione Marittima Italiana, Mauro Calvano, pilota e presidente di Magister Ludi, Graziano Mazzolari, pilota e titolare della Scuola Italiana Volo.

Ad assistere all’incontro, oltre a tantissimi cittadini, tra loro anche una classe dell’Istituto “Pitagora” guidata dalla docente Enza Tomaselli, l’ammiraglio Edoardo Serra, comandante del Comando Marittimo Sud della Marina Militare, il vicepresidente della Provincia Gianni Azzaro, e una folta rappresentanza dell’Amministrazione comunale: gli assessori Giovanni Guttagliere, Francesco Cosa e Gina Lupo, il presidente Pietro Bitetti e il consigliere Andrea Lazzaro. L’iniziativa è servita ad istituzioni, imprenditori ed operatori del settore aeronautico per presentare e fare il punto su due progetti incentrati sul ritorno a Taranto degli idrovolanti, entrambi in grado di contribuire allo sviluppo del comparto turistico.

Nell’occasione Antonio Melpignano ha confermato l’intenzione di “dedicare” un pontile del Molo Sant’Eligio agli idrovolanti anfibi di piccole dimensioni, idonei all’attività ludico-sportiva, con cui dare vita a una scuola di volo che andrebbe ad affiancarsi a quelle di vela e di voga già presenti al Molo Sant’Eligio, nonché alle attività dei catamarani della JDC, attività che contribuiscono non solo a creare nuove opportunità lavorative nel settore turistico, ma soprattutto consentono a tanti nostri giovani di apprendere i valori sani e positivi dello sport, un ruolo “culturale” svolto dal Molo Sant’Eligio a favore della città. Oltre a questi idrovolanti di piccole dimensioni, da una banchina nel porto mercantile di Taranto potranno operare velivoli di maggiori dimensioni, come il bimotore turboelica “Twin Otter” che può trasportare fino a 19 passeggeri.

Questi potrebbero essere impiegati per offrire come escursione, ai passeggeri delle navi da crociera, anche un tour aereo sulle bellezze della Puglia, con il decollo e l’ammaraggio in mare e il sorvolo delle località più suggestive, una indimenticabile esperienza turistica che, durando un’ora circa, potrebbe essere replicata più volte nel corso della giornata, rendendo economicamente remunerativa l’iniziativa. È stato anche presentato un progetto, concretamente realizzabile in tempi brevi grazie a finanziamenti europei, per un collegamento aereo tra Taranto e Corfù, che potrebbe avere come tappe intermedie Marina di Nardò e Gallipoli, nel Salento, e toccare altre isole greche, come Othoni, Mathraki, Erikoussa e Paxo. Il costo del biglietto di un collegamento di questo tipo, un idrovolante impiega circa due ore e mezza per coprire la tratta, sarebbe di circa 120/140 euro, che lo renderebbe conveniente anche solo per un weekend. Potrebbe essere solo il primo di una serie di collegamenti aerei operati con idrovolanti: un Taranto-Catania sarebbe effettuato con poco più di tre ore di volo, un tempo immensamente inferiore a quello impiegato in pullman o in treno sulla dorsale jonica.