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Come cambiano i bonus

Il sistema degli incentivi
Come cambiano i bonus

Che siano “super” o soltanto – si fa per dire – “eco”, e al di là delle percentuali, i bonus casa sono uno dei temi che maggiormente fanno discutere. Una materia in realtà non semplicissima, e che si prepara a vivere nuovi cambiamenti con il cambio di governo che annuncia modifiche sostanziali. Intanto, ci ha pensato il portale Immobiliare.it a fare il punto sulle scadenze.

Parlando dei bonus casa, il precedente governo ha previsto una proroga di più anni per le principali agevolazioni, ovvero: i bonus ristrutturazioni (50% di detrazione su una spesa massima di 96mila euro per la riqualificazione di case in condominio o ville); i bonus verde (36% di detrazione sino a un massimo di 5.000 euro); l’ecobonus (credito d’imposta tra il 50 e il 65% per ristrutturazioni con il fine di un minor consumo energetico). Il Superbonus per gli edifici unifamiliari scadrà il 31 dicembre 2022, se alla data del 30 settembre è stato ultimato almeno il 30% dei lavori; il bonus facciate, con detrazione del 60% delle spese sostenute per manutenzione e restauro, o recupero delle facciate esterne degli edifici. Questi sono stati rinnovati fino al 31 dicembre 2024. Dopo essere stato utilizzato negli ultimi due anni da migliaia di famiglie per l’efficientamento energetico delle proprie abitazioni, l’incentivo potrebbe presto lasciare spazio ad aliquote di detrazione ridotte, anche del 40-50% rispetto al livello attuale del 110%.

Le ipotesi al vaglio della maggioranza sono diverse e su questo molto dirà la Legge di Bilancio. Gli orientamenti arrivati nei giorni passati parlano di una riduzione dell’aliquota di detrazione al 60-70% già a partire dal 2023. Il bonus mobili del 50% sarà attivo per gli acquisti che saranno fatti entro il 31 dicembre 2024, ma non per tutti. Potrà, infatti, essere richiesto da chi effettua una ristrutturazione edilizia, a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. C’è, però, un abbassamento del tetto di spesa a 5.000 euro. La scadenza per il bonus TV è vicina; la data ultima è il 31 dicembre. L’agevolazione ha valore fino a 30 euro, per l’acquisto di TV e decoder adatti alla ricezione di programmi con i nuovi standard trasmissivi (DVBT2/HEVC). Da ottobre, il bonus può essere erogato con un valore massimo di 50 euro. Ancora, per gli under 36, il bonus casa sarà attivo fino a fine anno, per non pagare le imposte, se si hanno meno di 36 anni, un Isee sino a 40mila euro e se si acquista la prima casa. A catalizzare le attenzioni è da tempo il Superbonus 110%, e sempre Immobiliare.it si sofferma su una figura importante: quella del “general contractor”. Il general contractor è un appaltatore che dopo aver firmato un contratto con il committente, in questo caso il condominio, si occuperà di tutte le pratiche e lo svolgimento dei lavori del cantiere sotto contratto. In particolare se si tratta di lavori in Condominio con Superbonus 110%, l’appaltatore generale potrà: proporre al condominio un contratto in cui si occuperà di portare al cantiere progettisti, ditte, asseveratori e soggetti abilitati al visto di conformità, ma senza alcuna responsabilità diretta sui lavori stessi e proporre di prendersi carico del cantiere utilizzando ditte proprie e prendendosi dunque tutte le responsabilità dei lavori.

Nel primo caso la funzione del general contractor è di consulenza amministrativa e il suo compenso non rientra tra le spese ammesse al Superbonus, quindi verrà pagato dal Condominio come extra; nel secondo caso invece le spese saranno tutte incluse nella agevolazione fiscale. Ci sono spese extra per gli inquilini? La risposta non può essere univoca poiché dipende dal tipo di contratto e dalla funzione svolta dall’appaltatore. Se il general contractor è una figura che si limita a svolgere l‘attività amministrativa di coordinamento necessaria per arrivare alla cessione del credito allora verrà pagato come consulente e il suo onorario costituirà un extra a carico degli inquilini; se il general contractor coincide anche con la ditta che effettua i lavori o l’acquirente del credito non ci saranno spese extra. Importante che la dicitura sia ben chiara e dettagliata nel contratto che si stipula con l’appaltatore. Il costo di un General Contractor che opera a livello amministrativo e fiscale sul cantiere di riqualificazione energetica, ma non esegue direttamente i lavori con le proprie imprese, non fa parte degli oneri detraibili nell’ambito del Superbonus 110% ma sarò a carico delle famiglie che abitano nel palazzo. Anche le ore di lavoro extra di un amministratore in un condominio che inizia i lavori sono a carico degli inquilini.