19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Buonasera Sud

Sviluppo del Sud, incrocio delle filiere agroalimentare-turismo e sanità

foto di Agriturismo
Agriturismo

Sono i tre assi di crescita nei prossimi anni delle regioni del SUD. Come poterli sinergizzare? A questa domanda si può rispondere con una ipotesi di sviluppo sovrapposto pur rispettando la crescita delle singole filiere. La proposta riguarda il lancio del turismo sanitario nel settore alberghiero e degli agriturismi la cui disponibilità nel SUD è veramente rilevante. Il turismo sanitario (medical tourism o health travel nelle accezioni anglosassoni) è un settore in grande sviluppo in grado di generare nuove opportunità anzitutto per i pazienti, che grazie alla globalizzazione dell’offerta sanitaria e turistica possono accedere, sempre più facilmente, a cure specialistiche non solo territoriali ma anche in Paesi diversi da quello di residenza.

I valori economici in gioco nel mercato mondiale del Turismo Sanitario sono impressionanti. Secondo alcuni studi nei paesi recettori di turisti sanitari, il volume d’affari registrato è superiore ai 7.400 milioni di dollari (circa 6.523,5 milioni di euro) dei quali un 51% riguarda le Americhe ed un 42% l’Europa. Pertanto esistono due tipologie di turismo sanitario, quello della “medicina avanzata” (con paesi come Stati Uniti, Germania, Regno Unito Francia o Italia) ed uno “low cost” (Thailandia, India Malesia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia o Turchia). Sia la domanda che l’offerta di servizi sanitari rientranti nella sfera del Turismo Sanitario, riguardano prestazioni cliniche e chirurgiche cosiddette di elezione e dunque programmabili nel tempo, e non riguardano quasi mai prestazioni sanitarie d’urgenza. I “turisti sanitari” sono pazienti che ricercano soprattutto la possibilità di usufruire di servizi che sono la risultante di; migliori tecnologie, personale maggiormente specializzato, organizzazione più efficiente, tempistiche ridotte rispetto al paese di origine, il tutto con la possibilità aggiuntiva di unire le cure ad un soggiorno in località turistiche attrattive. È altresì vero, come abbiamo detto, che esiste una grande mobilità sanitaria con motivazione prevalentemente economica, soprattutto verso i paesi dell’Est Europa e del Sud Est asiatico che perseguono politiche “low cost” di attrazione, però difficilmente replicabili in occidente, a causa di aspetti legati, ad esempio, al più alto costo dei materiali, o del lavoro (la cui qualità è però in entrambi i casi, mediamente migliore).

Il Turismo Sanitario è, non solo per i numeri, una grande occasione di sviluppo per il servizio sanitario italiano nel suo complesso, e per l’ospedalità privata in particolare. L’OMS infatti considera il SSN italiano come uno dei migliori al mondo per la qualità delle prestazioni mediche garantite, per la varietà di strutture pubbliche e private con reparti clinici di altissima specializzazione e per le numerose eccellenze riconosciute a livello mondiale. L’Italia può quindi diventare una meta di eccellenza per il turismo sanitario internazionale, perché offre la doppia possibilità di trascorrere un periodo di relax in rinomate località di attrazione turistica e quella di curare una patologia. Combinare l’offerta sanitaria e quella turistica è economicamente e qualitativamente conveniente per tutti i soggetti coinvolti, sia per gli utenti che per le imprese che partecipano alla creazione della catena di valore dell’offerta turistico sanitaria, infatti: i pazienti sono spesso accompagnati da familiari o amici. Gli interventi che non richiedono lunghe degenze consentono di usufruire di un periodo, post operatorio, di riposo in hotel/ agroturismo; è più piacevole soddisfare i propri bisogni di salute in contesti gradevoli; si creano meccanismi virtuosi derivanti da un marketing territoriale frutto di sinergie positive; le prenotazioni non sono soggette a fattori legati alla stagionalità; i pazienti-turisti sono in genere buoni consumatori e con ottime potenzialità di acquisto.

Ed allora è evidente come, da un lato il turismo sanitario può rappresentare un utile fattore di crescita per le strutture sanitarie pubbliche e per i sistemi regionali, considerando anche le importanti ricadute sia sul piano economico che di relazioni internazionali, d’altro lato è un’opportunità di crescita per le strutture private che possono attingere ad altri canali commerciali, oltre quello pubblico. Per approfittare di questi nuovi mercati bisogna cominciare a lavorare in tal senso: conoscere i flussi turistici; creare pacchetti sanità–turismo in linea con i target potenziali; sviluppare una strategia on line che sappia ascoltare l’utenza creando interesse e coinvolgimento; partecipare ad eventi di settore turistico e non solo sanitario; convenzionarsi con le compagnie assicurative che operano in circuiti internazionali; curare gli aspetti relativi all’organizzazione interna, ai processi, alle procedure di accoglienza; abbattere le barriere linguistiche; valorizzare le proprie eccellenze (professionali, tecnologiche, ecc.); stabilire e consolidare contatti sinergici con operatori del settore turistico.

Una particolare attenzione va posta alle aziende agroturistiche del meridione con conferma del trend in crescita degli ultimi anni, il 2019 registra, rispetto al 2018, un aumento del 4,1% nel numero di aziende agrituristiche (+961 unità). A livello territoriale tale crescita riguarda in particolare, le Isole (+6,4%) e il Sud (+3,0%). Rimane sostanzialmente invariato il numero di agriturismi nel Nord-est (+0,1%), con un lieve aumento solo nel Nord-ovest (+1,1%). Nel Sud, come per il 2018, la regione trainante è la Basilicata (+8,6%), seguita dalla Puglia (+6,5%) e dalla Campania (+5,5%). Il ruolo delle donne fondamentale nel Sud e nell’innovazione dell’offerta. Il numero di aziende a conduzione femminile è pari a 8.566 (35%) e rimane sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Tale risultato sembra essere la conseguenza di due diverse tendenze, un aumento della presenza femminile nelle Isole (8,2%) e nel Sud (2.5%) e un parallelo calo nel Centro (1,6%) e nel Nord-est (1,3%). Il Sud rimane, come lo scorso anno, l’area geografica con la maggiore imprenditorialità femminile: il 46,8% degli agriturismi è condotto da una donna, contro il 37,9% del Centro e il 28,5% del Nord.

In particolare, la Basilicata si conferma al primo posto (49,8%), seguono la Liguria (48,6%), la Campania (48,4%), l’Abruzzo (47,9%) e la Valle d’Aosta (47,5%). La multifunzionalità, intesa come l’integrazione di attività di supporto e secondaria all’attività agricola, è un elemento strategico, riconosciuto e sostenuto anche dalle politiche di sviluppo a livello comunitario, in grado di integrare i ricavi della produzione agricola in senso stretto. L’agriturismo sanitario si inserisce a pieno titolo tra queste attività e l’importanza della diversificazione è testimoniata dall’ampliamento nel tempo della quantità e varietà di servizi che questi offrono, a beneficio anche di uno sviluppo connotato da importanti tratti di sostenibilità. In espansione anche le aziende autorizzate all’esercizio di un’ampia gamma di “altre attività” comprendenti equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, corsi, sport e varie (29,4%).

Lo sviluppo della telemedicina permetterebbe alle aziende agroturistiche di entrare a pieno titolo e per ambiti territoriali ben determinati nel processo di degenza. Ospitalità e nuovi percorsi di cura basati sulla sana alimentazione. Laboratori per la ricerca a supporto dello sviluppo delle biotecnologie e della green chemistry. Le tendenze verso una alimentazione di qualità e sostenibile, nel senso più ampio del termine, sono in costante crescita. Compito del mondo della ricerca biotecnologica è anche quello di individuare soluzioni che concilino tali esigenze con quelle del mercato (industria e consumatore) e dello sviluppo rurale. Uno degli scopi prioritari sarà quello di eliminare o ridurre molte patologie connesse ad una alimentazione poco attenta nel senso predittivo, ed analizzare nei singoli ospiti le cause alimentari che possono ingenerare serie conseguenze alla salute. Secondo l’OMS circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori possono essere evitati grazie a una equilibrata e sana alimentazione. Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute. Un’alimentazione inadeguata, infatti, oltre a incidere sul benessere psico-fisico, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose malattie croniche. Alla base delle principali malattie croniche ci sono fattori di rischio comuni e modificabili, come alimentazione poco sana, consumo di tabacco, abuso di alcool, mancanza di attività fisica.

Queste cause possono generare quelli che vengono definiti fattori di rischio intermedi, ovvero l’ipertensione, la glicemia elevata, l’eccesso di colesterolo e l’obesità. Ci sono poi fattori di rischio che non si possono modificare, come l’età o la predisposizione genetica. Nel loro insieme questi fattori di rischio sono responsabili della maggior parte dei decessi per malattie croniche in tutto il mondo e in entrambi i sessi (vedi figura 1). L’alimentazione, assieme all’attività fisica e all’astensione dal fumo, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione di molte malattie. Protocolli terapeutici e regimi alimentari trovano nella rete degli agriturismo le condizioni ideali per uno sviluppo sostenibile ideale. I poliambulatori virtuali integrati agli agroturismi avranno lo scopo di predisporre per il cliente/paziente che utilizza la struttura sanitaria un attenta anamnesi dello stato di salute generale e delle patologie connesse agli stili alimentari e per dare una opportunità ai cittadini del luogo ed ai visitatori. Per qualunque esigenza il poliambulatorio sarà un punto di riferimento sanitario.

Il processo di produzione, che segue il metodo organico-biologico, è imperniato sulla filiera, che fa dell’azienda agricola un luogo di produzione, trasformazione e vendita, andando oltre la semplice apposizione su un’etichetta di un marchio BIO, ma cercando il contatto con il consumatore che può verificare in azienda la realtà della produzione agricola e biologica. Tutti i prodotti freschi utilizzati nella gastronomia e nella preparazione dei cibi nella struttura, saranno coltivati e lavorati all’interno dell’azienda agricola, sulla base di protocolli. La produzione agricola servirà, oltre al consumo giornaliero degli ospiti, anche per la preparazione di prodotti da commercializzare on line ai clienti che ne faranno richiesta. Spazio rilevante nel modello trova l’innovazione con Bio raffinerie, produzione di integratori alimentari naturali, Energie rinnovabili e bionutrienti. Per i clienti/pazienti delle strutture sanitarie potrà essere disponibile una piattaforma informatica che consentirà ai medici ed all’amministrazione di seguire i singoli utenti, fidelizzandoli alla struttura ed offrendo loro, oltre ai servizi sanitari, anche tutte le attività complementari di vendita dei prodotti agroalimentari biologici utilizzati nella struttura. Per poter garantire ai pazienti con diagnosi di scompenso cardiaco o di diabete dei follow up specifici inquadrati in protocolli definiti durante il soggiorno i verranno adottate tecnologie di tele monitoraggio che permetteranno al paziente/cliente di essere seguito, se da lui desiderato, anche successivamente al soggiorno.

La soluzione che verrà implementata comprende una piattaforma tecnologica ed un servizio di tele-monitoraggio erogato da un contact center. In particolare potranno venire messe a disposizione piattaforme informatiche con cartella clinica digitale. Insomma con il rafforzamento e la specializzazione delle strutture sanitarie si potrà avere anche un un conseguente rafforzamento delle altre due filiere.

Giancarlo PEPE

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