17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 19:48:00

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Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino

Digitalizzazione, innovazione dei processi, evoluzione del sistema informatico sanitario, e-Health, Digital e Smart Hospital. Sono queste le parole chiave del PNRR (Piano nazionale ripresa e resilienza) che metterà in campo ingenti risorse per il raggiungimento di questi obiettivi strategici. Per ottemperare all’assunto sopra citato e non ritrovarsi tra qualche anno con una spesa sanitaria fuori controllo, aumentando al contempo i livelli di servizio, è necessario investire nell’eccellenza e disinvestire da tutto ciò che non genera valore. Il punto è però conoscere, misurare, valutare, e il sistema informativo sanitario (NSIS) è ancora oggi molto debole, come lo sono, con le dovute eccezioni, la maggior parte dei sistemi regionali ed aziendali.

Inoltre, di fronte all’incremento della popolazione anziana, va incentivato l’utilizzo di tecnologie innovative per il controllo a distanza. È su questo punto che si investirà massicciamente per garantire uniformità decisionali e, soprattutto, di livelli di servizio: nella digitalizzazione della sanità. Il PNRR punta alla completa dematerializzazione dei processi aziendali di carattere sanitario, amministrativo e di ricerca, ad un nuovo sistema di governance trasparente e integrata dei processi in ambito sanitario, amministrativo e di ricerca e prevede la completa digitalizzazione dei reparti di diagnosi e cura attraverso la Cartella Clinica Elettronica, completamente interoperabile e integrata sia con il Fascicolo Sanitario Elettronico, sia con i percorsi di gestione e presa in carico del paziente e con le reti di ricerca epidemiologica e traslazionale. Ciò significherà consentire la reale condivisione dei dati clinici e di ricerca tra tutti gli attori del sistema sanitario, con accesso a tutte le informazioni relative alla storia clinica del paziente, ai percorsi di cura, presa in carico e di continuità assistenziale, con una diretta partecipazione del paziente stesso che diventa il vero e proprio centro dell’intero ecosistema delle reti sanitarie.

In questo preludio di buoni intenti mi sorge però qualche perplessità, ovvero che la storia dei piani per digitalizzare il nostro Paese è molto simile a quella che porta all’inferno, lastricata di buone intenzioni ma quasi mai portata a sistema. Si inizia nal lontano 1980 quando fu presentato il primo piano per l’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni che in pochi anni fece diventare Finsiel la più grande azienda di sviluppo software d’Europa (sappiamo com’è andata a finire). Poi nel 1995, quando Ernesto Pascale, allora a capo di SIP (poi diventata Telecom), lanciò il celebre Progetto Socrate per cablare in fibra ottica tutta Italia, naufragato nel 1997. E ancora quando nel 2003, sotto l’allora Ministro Stanca, vide la luce il Codice dell’amministrazione digitale (CAD), la cui vita è stata nella migliore delle ipotesi “tormentata”.

Nel mezzo e in seguito non sono mancati annunci, proclami, strategie, leggi e norme in un profluvio di “buone intenzioni” talvolta contraddittorie (prendiamo lo strano caso dello Spid e della Carta di Identità elettronica), spesso disattese e sempre, laddove portate a compimento, in tempi biblici. Eppure qualche speranza c’è, esistono eccellenze che bisogna conoscere, saper valutare ed estendere al mondo delle Strutture Sanitarie, pubbliche e private. Ad esempio, nel mio piccolo osservatorio ne annovero una al sud: l’Azienda Ospedaliera S.G. Moscati di Avellino, una struttura presso cui il Sistema Operativo Ospedaliero ed i processi di governo clinico del paziente sono stati creati all’interno, con il contributo di una società tecnologica locale, My Hospital. Attraverso questo Sistema Informativo l’Azienda Ospedaliera ha potuto raggiungere traguardi importanti tra cui la certificazione di gestione del rischio clinico, risultando ad oggi la prima e l’unica Azienda Sanitaria nel sud ad aver conseguito questa certificazione basata sulla cartella clinica digitalizzata. Altro traguardi, in piena linea con gli obiettivi di digitalizzazione ed innovazione dei processi del PNRR, sono la completa gestione in cloud ed il raggiungimento del Paperless potendo essere i software utilizzati da qualsiasi luogo e da qualsiasi dispositivo fisso o mobile che sia. Il perché questo modello non sia stato preso ad esempio da altri e replicato rimarrà sempre un mistero.

Enzo CHILELLI

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