23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Buonasera Sud

Mezzogiorno Federato per la rinascita del Sud

foto di Mezzogiorno Federato
Mezzogiorno Federato

L’Italia nell’ultimo ventennio è andata progressivamente perdendo capacità economica e ruolo nel contesto internazionale a seguito di tutta una serie di crisi dei principali settori: giustizia, burocrazia, produttività, legalità, occupazione e rappresentanza. All’interno di questo stato di difficoltà del Paese, il Mezzogiorno ha visto aumentare il suo ritardo a cominciare dalle infrastrutture; dai servizi con in testa la sanità e l’istruzione; nella libertà delle imprese e dei cittadini dal potere mafioso; nel diritto al lavoro; la conseguenza è stata una lunga e massiccia emorragia migratoria, soprattutto di giovani, e un progressivo e inarrestabile declino delle produzioni, degli investimenti privati oltre che pubblici e, ovviamente, dei redditi.

La crisi generale del Paese ha portato al decadimento della credibilità della politica con un conseguente forte distacco dai partiti portatori di scelte ideologiche, con un parallelo aumento dell’astensionismo, unito a continue alternanze delle maggioranze, determinate da momentanei e illusori entusiasmi per singoli leader o da movimenti localistici o di protesta radicale, puntualmente travolti o accantonati a causa della loro incapacità a determinare una ripresa nel “sistema Paese”.

A questa situazione emergenziale, la società del mezzogiorno e delle altre aree depresse del Paese, dove le condizioni complessive della vita dei cittadini sono divenute ogni anno più drammatiche, ha risposto scegliendo in maniera maggioritaria la rinuncia a lottare: i più giovani sono fuggiti e gli anziani cercano di pianificare una resistenza passiva capace di accompagnarli per la propria residua esistenza. Gruppi marginali hanno iniziato a protestare riscoprendo le ragioni storiche del fallimento dell’unità nazionale, iniziando purtroppo una lotta rivolta a responsabili che a loro volta sono già stati travolti dai loro errori e possono essere condannati in sede storica, difficilmente in sede di risarcimento civile.

Il Mezzogiorno, oggi, appare diviso, chiuso all’interno di Enti Regionali con ampie autonomie ma con peso politico ed economico sempre più debole: quindi incapaci di mettere in campo le loro istanze con qualche possibilità di successo nel confronto nazionale ed europeo. Inoltre le classi dirigenti politiche appaiono sempre più inadeguate anche perché continuano a riconoscersi in leadership lontane, non solo da qualunque spinta meridionalista, ma anche da un reale progetto nazionale di sviluppo. Tra l’altro il meridione ha subito l’ultima delusione nel collasso grillino, movimento con il quale l’elettorato del Sud,in maggioranza, aveva cercato di mandare un segnale forte alla politica nazionale: ma quella era già agonizzante, quindi incapace di sentire, capace solo di “digerire” la novità dei 5 stelle. Negli ultimi mesi il Paese, provato dalla condizione economica, sociale e sanitaria, è stato travolto da una crisi politica epocale che ha portato alla nomina di un Presidente del Consiglio scelto dal Presidente della Repubblica, secondo i suoi poteri costituzionali.

Non solo al di fuori del parlamento, ma soprattutto al di fuori dei partiti. Un vero Governo del Presidente che ha chiesto ed ottenuto la fiducia da una maggioranza trasversale che include sinistra, centro e destra ed è garantita dal Quirinale. La Repubblica, per la prima volta dopo i Governi di unità nazionale del primo dopoguerra, riparte da zero politica, innanzi ad una emergenza che la pandemia ha accresciuto, ma che da decenni sgretolava lo Stato. Si tratta indubbiamente di un momento cruciale per la storia del nostro Paese, anche per la concomitante scelta fatta dall’Europa Comunitaria di autorizzare grandi quantità di debiti sovrani al fine di agevolare, con un approccio Keynesiano, la ripresa delle economie, con l’obiettivo, del riequilibrio degli standard di vita dei vari territori. Sta per iniziare la stagione dei cambiamenti e dei riallineamenti nei quali le scelte potranno modificare, oppure no, il tipo di vita per milioni di cittadini: questo è il tempo in cui il Mezzogiorno deve Federare le proprie “ragioni”, i propri poteri, le proprie Regioni, costruendo un progetto organico che coinvolga tutto il territorio, l’intero spaccato della propria società civile, al fine di rendere utilizzabili i tanti fattori economici e morali, inerti per mancanza di infrastrutture, per deficienza politica e organizzativa o per oppressione malavitosa.

Questo è il momento nel quale il Mezzogiorno Federato dovrà dialogare su di uno sviluppo integrato dal quale può dipendere quello dell’intera collettività nazionale, alla quale un grande territorio sito al centro del Mediterraneo, se posto al centro del progetto del rilancio del Paese, potrebbe garantire nuove e importanti opportunità di crescita. Rivitalizzare la grande capacità di trasformazione agroalimentare ed industriale, intercettando i flussi di materie prime e di semi lavorati che giornalmente e massicciamente transitano a poche miglia dalla Sicilia e dal potenzialmente “forte” sistema portuale del Mezzogiorno. Sono le premesse della grande piattaforma economica e logistica euro mediterranea in gestazione. Queste le ragioni alla base della nascita di un soggetto politico nuovo e diverso, collegato alle esigenze “sentite” dai cittadini, indirizzato alla modernizzazione e alla utilizzazione del territorio con la scelta di esaltarne il valore dell’ambiente, lontano da ogni pregiudiziale ideologica ma con la acquisita condivisione dei valori insiti nella libertà e nella dignità dell’uomo, nella tolleranza e nella scelta della democrazia come sistema di governo. Il nascente Movimento Mezzogiorno Federato vuole misurarsi con obiettivi di lotta pragmatici ed attuali, esemplificativi e non esaustivi, ritenuti “propedeutici” per rimettere in “marcia” il Paese:

  • la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina e del’alta velocità vera Salerno Reggio Calabria, un opera capace di recuperare la posizione di piattaforma logistica del Mediterraneo del Paese, unificare 5 milioni di cittadini siciliani e due milioni di calabresi il loro sistema portuale e un grande territorio, al resto del Mezzogiorno, rafforzandone l’offerta complessiva e rendendo economicamente e politicamente più forte l’intero sistema Paese nella patria europea;
  • la soluzione delle gravi crisi che riguardano le grandi aree industriali di Taranto, Gioia Tauro, Termini Imerese; aree strategiche servite da grandi porti e capaci di continuare ed ampliare la propria vocazione sino a divenire alfieri di una transizione ecologica e tecnologica e di una nuova economia circolare, dando così impulso a tutto il Mezzogiorno per una svolta collegata alla nuova domanda mondiale alla quale i territori sono vocati;
  • un intervento “forte” sulla città metropolitana di Napoli attraverso la riqualificazione dell’area orientale e del polo petrolchimico che preveda anche l’interramento della ferrovia per Salerno, facendo così riguadagnare alla città l’accesso al mare il tutta quella grande zona e restituendo a Napoli la capacità di ripartire con l’utilizzazione dell’intero territorio con il quale ha, per secoli, affascinato il mondo;
  • la messa in funzione delle ZES unica opzione, insieme al recupero della piattaforma logistica ed insieme ad essa, per creare quei 3 milioni di posti di lavoro che servono al Mezzogiorno, per interrompere l’emorragia dei 100.000 che ogni anno vanno via, con una perdita pari a 20 miliardi spesi per il loro “ allevamento” e la loro formazione, quanto l’Europa destina ogni anno con i fondi strutturali . Accanto a queste scelte “strutturali”, Mezzogiorno Federato eserciterà un grande stimolo nel dibattito sulla ricerca dei migliori sistemi per liberare il territorio dal controllo delle mafie, non limitandosi alle denunzie generiche, ma operando attraverso proposte concrete: coinvolgere le popolazioni in questa lotta, farle divenire protagoniste, dopo avere dotato lo Stato di strumenti validi di lotta e aver garantito ai cittadini anonimato e i migliori sistemi di difesa dalla prevedibile reazione violenta della delinquenza verso chi si oppone alle loro prevaricazioni.

Attorno a questa scelta di fondo, che deve prevedere una sforzo massiccio dello Stato perché dalla neutralizzazione delle mafie dipende la possibilità di sviluppare il Paese, sarà aperto un confronto tra i maggiori esperti e le rappresentanze della società civile per formulare proposte unitarie da presentare “con determinazione” al Parlamento, dove centrale sarà la creazione di una forza di interdizione fornita dei migliori specialisti sia nei settori dove le mafie operano per delinquere, sia per quelli dove poi arrivano per creare affari. Questa “forza” dovrà avere dalla legge l’autorità per percorrere corsie di intervento immediate che mettano al centro della loro azione la difesa della libertà della collettività, prevedendo contemporaneamente per la tutela dei diritti del singolo una autorità terza, a questo dedicata, al fine di evitare soprusi. La scelta sarà di intervenire con competenza e determinazione con norme che evitino anche l’elusione ma garantiscano comunque una sorveglianza sui diritti individuali e soprattutto consentano ai cittadini di collaborare senza dovere rischiare il proprio coinvolgimento pubblico, magari dando forza giuridica e capacità di investigare alle dichiarazioni raccolte, mentre contemporaneamente esperti qualificati potranno monitorare le aree economiche critiche per rilevarne le anomalie.

Mezzogiorno Federato

 

L’Assemblea Costituente

Carissimo facendo seguito alle indicazioni scaturite dal dibattito che Mezzogiorno Federato ha portato avanti in questi ultimi mesi e al quale hanno partecipato movimenti politici, associazioni e numerosi cittadini portatori del loro bagaglio culturale e professionale, prende avvio la fase costituente di un Movimento unitario che sceglie come missione quella di trasferire nella società e all’interno delle Istituzioni democratiche la spinta verso un radicale cambiamento, così come è emerso nei nostri numerosi e partecipati incontri e che in sintesi troverai riproposto nell’appello, assieme al progetto statutario del soggetto politico a cui si intende dare vita. Se ne condividi i contenuti e gli obiettivi, potrai unirti a noi utilizzando il link accluso che ti aprirà una scheda per l’iscrizione a Mezzogiorno Federato e per la partecipazione all’Assemblea Costituente che si terrà domenica 9 maggio 2021 con inizio alle ore 9,30.

Appena ci giungerà la tua adesione riceverai il regolamento congressuale e le modalità attraverso le quali avrai la possibilità, non solo di intervenire, ma di presentare mozioni, ordini del giorno e emendamenti e di votare. Grazie per l’attenzione. Ti aspettano: Antonella Adamo, Franco Adamo, Sebastiano Andò, Antonio Annale, Giancarlo Armenia, Caterina Bagnardi, Raffaele Bagnardi, Maurizio Ballistreri, Simone Bentrovato, Piero Bitetti, Mario Bozzo, Pietro Busetta, Gianvito Caldararo, Pino Campidoglio, Alessio Campione, Oreste Campopiano, Fernando Caracuta, Marco G. Caruso, Giancarlo Confalone, Ninni Cuspilici, Donato Cutro, Livio Daidone, Luciana D’Aleo, Paolo D’Andreamatteo, Biagio De Felice, Roberto De Masi, Giulio Di Donato, Michele Drosi, Libera Falcone, Salvatore Favale, Antonio Eduardo Favale, Salvo Fleres, Clelio Gelsomino, Salvatore Giunta, Paolo Gonzales, Ferdinando Grammegna, Emilio Graziuso, Salvatore Grillo, Pino Iacino, Ercole Incalza, Onofrio Introna, Felice Iossa, Vito Labarile, Marcello Lala, Rodolfo Lategola, Felice Laudadio, Santo Leanza, Claudio Leone, Francesco Leone, Cesare Loizzo, Turi Lombardo, Simonetta Lorusso, Giacomo Mancini, Livio Mandarà, Maria Rosaria Manieri, Amedeo Manzo, Guglielmo Marazzi, Biagio Marzo, Corradino Marzo, Gianvito Mastroleo, Enzo Mattina, Luca Micheletta, Rory Modaferri, Adolfo Morante, Renato Narciso, Giuseppe Nucera, Donato Pellegrino, Rocco Peluso, Giancarlo Pepe, Andrea Piraino, Liborio Pirrello, Vito Pirrone, Vincenzo Prestipino, Sandro Principe, Marco Pugliese, Pasquale Ribezzo, Nicola Rocco, Lino Romano, Franco Rubino, Francesco Salinitro, Salvatore Sannino, Giovanna Sannino, Nello Savarese, Francesca Sergi, Claudio Signorile, Alfredo Spalluto, Francesca Stratico’, Alberto Tedesco, Pina Tomasielli, Alfonso Tommaselli, Rinaldo Tordera, Ida Tramonti, Leonardo Trento, Riccardo Vella, Alfredo Venturini, Rocco Vita, Saverio Zavettieri.

Ti ricordiamo che compilando la scheda di iscrizione a Mezzogiorno Federato avrai dichiarato di avere preso visione e di condividere i documenti che i promotori hanno preparato e sui quali si svolgerà il dibattito al quale tu sarai automaticamente ammesso e di avere autorizzato le persone alle quali conferisci questa adesione ad utilizzare i tuoi dati per le finalità organizzative e politiche proprie dell’iniziativa ed a tenere nei propri archivi cartacei e telematici i dati che verranno utilizzati solamente ai fini sopra definiti (art. 13 del D.Lgs. 196/03). Contiamo di averti con noi perchè siamo certi che il nostro Paese ha bisogno di un Mezzogiorno “diverso” per creare una Nazione migliore.

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