16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 17:44:08

Buonasera Sud

Costruire e accumulare il capitale sociale nel Sud

foto di Il porto di Gioia Tauro
Il porto di Gioia Tauro

Partecipo a questo evento con fiducia, ma non posso evitare di appoggiarla su un sottofondo di scetticismo. Ammetto di portarmi dentro quest’ossimoro, ma sono pronto a provarci ancora a partecipare a una buona iniziativa a favore del Mezzogiorno, confidando che sia votata a costruire consenso e partecipazione intorno ad obiettivi politico/economici all’altezza dei mutamenti epocali in atto, che vengono dalla svolta della IV rivoluzione industriale, ma sono resi ancor più turbolenti dalla sindemia.

È fuor di dubbio che dobbiamo esigere investimenti pubblici, fondamentali per una prospettiva di crescita dell’area geografica più debole del Paese. A questo fine federare le Istituzioni rappresentative delle Regioni meridionali è vitale e dovremo costruire eventi e mobilitazioni che vadano in questa direzione. Partiamo dai programmi di velocizzazione dei trasporti ferroviari. A quel che ne so, esistono progetti esecutivi solo per la Napoli-Bari; mi risulta, invece, che per la Salerno-Reggio Calabria la stessa fase progettuale sia in alto mare. La progettazione del ponte sullo Stretto di Messina dovrebbe essere in fase molto avanzata. Concentriamoci, nell’immediato, su questi 3 obiettivi, costituendo da subito un nostro osservatorio di monitoraggio dei tempi e dei modi di attivazione e gestione della progettazione, degli stati di avanzamento dei lavori, dell’organizzazione del lavoro nei cantieri. Di carne a cuocere ce n’è tanta: dal nodo degli appalti e dei subappalti alla distribuzione delle turnazioni di lavoro, all’implementazione della formazione continua, all’adozione di procedure sulla sicurezza che non si riducano alla stesura di banali documenti da conservare in archivio.

Nell’avviarci per il percorso che cominciamo a battere oggi, ritengo, tuttavia, che l’obiettivo federativo debba rivolgersi innanzi tutto ai cittadini e alle cittadine meridionali, non nascondendo, come spesso facciamo, che la debolezza più forte del Mezzogiorno è quella della sua società civile. La propensione alla dipendenza dall’intervento pubblico è ancora elevatissima, come lo è il familismo, il localismo provincialistico. A mio avviso, nel Mezzogiorno il capitale sociale (somma di fiducia, responsabilità, consapevolezza dei diritti, consapevolezza ancora maggiore dei doveri, cooperazione tra individui e tra loro e le Istituzioni) è tutto da costruire ed accumulare. Due riferimenti a mo’ d’esempio:

  1. come si è riaperto il capitolo dell’alta velocità fino a Reggio Calabria è iniziata la disputa tra il Cilento e il Vallo di Diano per dove debba passare la nuova linea. Ognuno vuole la sua alta velocità, non importa se un tracciato possa essere più efficiente di un altro.
  2. Anche nei nostri primi documenti abbiamo cominciato ad affrontare il problema del rilancio di Gioia Tauro, ma come e chi può immaginare un futuro glorioso per uno snodo portuale per molti versi straordinario, se “il 47% dei dipendenti è assente dai turni per malattia, congedi parentali o ferie e su 1200 portuali in servizio ben 293 sono inabili ad alcune mansioni…. In un’ora di lavoro a Gioia Tauro si movimentano 22 container, mentre a Valencia se ne movimentano 36”???? (dichiarazioni del commissario straordinario Andrea Agostinelli sulla Gazzetta del Sud del 31 luglio 2019). Un’ultima riflessione riguarda il richiamo costante alle risorse culturali e ambientali del Mezzogiorno. Sottoscrivo tutto, ma sono convinto come non mai che queste risorse possano e debbano convivere con una rete manifatturiera all’altezza dei tempi. Forse mi sbaglio, ma un Sud alla pari con le aree sviluppate del Centro-Nord non riesco a immaginarlo sostenuto dalla logistica e dalla valorizzazione del terziario colto e ambientalista.

Mi chiedo, però, se qualcuno possa ragionevolmente credere che il futuro del Mezzogiorno possa essere affidato ancora oggi dal DL n. 91 del 20 giugno 2017 che prevede tre misure a favore di giovani da 18 a 35 anni: Resto al Sud, Banca delle terre abbandonate, le Zes. Nel giugno 2017, l’allora Ministro per la coesione territoriale, Claudio De Vincenti, rilasciò un’intervista al Sole24ore in cui pronostico che “l’impegno di spesa di 1 miliardo e 300 milioni di Euro da qui (2017) al 2020 a 100.000 iniziative imprenditoriali”. Bene, qualcuno è informato sul grado di effettiva realizzazione di questa ottimistica previsione? C’è da qualche parte un rapporto che spieghi l’oggetto di queste iniziative e faccia previsioni ragionate sul loro sviluppo? Il PNRR, in materia di svolte imprenditoriali per il Sud, indica genericamente come campi di investimento l’area delle cosiddette discipline STIM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica), ma lascia tutto nelle mani di Invitalia.

Non c’è, invece, una parola sulle emergenze all’orizzonte: una per tutte quella degli stabilimenti aerospaziali della Campania e della Puglia, che si annuncia con la messa in discussione di circa 2000 posti di lavoro diretti, senza contare gli effetti sull’indotto. Mettendo da parte ogni giudizio sulle scelte che sono all’origine del disastro, pressoché tutte addebitabili all’inadeguatezza del penultimo amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica, poi ribattezzata Leonardo, mi chiedo come non si sia pensato proprio nel PNRR di destinare almeno una parte delle risorse impegnate nel campo ferroviario per scommettere sulla reinvenzione del treno, industrializzando le ricerche prodotte, documentate scientificamente, brevettate in Italia e nel suo Mezzogiorno (Università dell’Aquila) sulla levitazione magnetica. Se qualcuno si prende la briga di andare su RAI Play e cerca Superquark del 29 agosto 2013 troverà la rappresentazione dell’UAQ4, il treno italiano a levitazione magnetica, che è mille volte superiore all’Hyperloop, una soluzione che circola su tutti i media nazionali per iniziativa di Gabriele Gresta, forse allievo di Elon Musk (quello della Tesla), che sta tentando, con il sostegno di una costosa campagna pubblicitaria, di eccitare investitori pubblici e privati su un progetto che ha tutte le stimmate della bufala. Questo treno reinventato potrebbe essere prodotto pressoché tutto nel Mezzogiorno: a Taranto per le carrozze, realizzabili in fibra al carbonio, utilizzando l’impianto nato per la produzione delle fusoliere del Boeing 787, il cui carico di lavoro è molto diminuito, a Foggia per particolari di varia dimensione e a Napoli nello stabilimento Ansaldo, oggi di proprietà dell’Hitachi, per tutta la parte meccanica.

Vi sottopongo un’ultima riflessione e riguarda la produzione di energia. Mi chiedo perché mai non si sono indicati montanti finanziari per incentivare la nascita di comunità energetiche, in forza della delibera ARERA 318/2020/R/EEL, che attua quanto già previsto dal decreto Milleproroghe, ovvero il decreto legge n. 162 del 30/12/2019, e successiva legge di conversione n. 8 del 28/02/2020. Questo è un campo di sviluppo di tecnologiche innovative; basta avere il coraggio delle scelte qui e ora. Mi chiedo e vi chiedo perché non scommettere su pannelli a doppia faccia, guidati da inseguitori solari, che consentono l’utilizzo del terreno sottostante e hanno rendimenti superiori del 60% rispetto alle modalità note di captazione dell’energia solare. La mia opinione è che il Movimento debba costruirsi su obiettivi di breve/medio termine, puntuali e comprensibili, intorno ai quali crescano ricerca, competenze, reti d’imprese, modelli organizzativi efficienti; il tutto guidato dalla volontà di tracciare da oggi il percorso per lo sviluppo sostenibile e per il taglio drastico dei divari economici e sociali cresciuti a dismisura negli ultimi 30/40 anni.

Enzo MATTINA

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