16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Buonasera Sud

Mezzogiorno Federato, nascita di una promessa

foto di Il Ponte sullo Stretto
Il Ponte sullo Stretto

Erano le nove del mattino di domenica scorsa quando in piazza Mastai, a Roma, nel cuore di Trastevere, la sala convegni della AdnKronos si è accesa attorno ad un evento insolito: una limitata rappresentanza di organizzatori (causa covid) a breve si sarebbe collegata con centinaia di persone sparse in tutta Italia per dibattere sulla costituzione di un Movimento politico che, lontano da dispute ideologiche, intende divenire uno strumento per cambiare la geografia italiana. Lo racconta il simbolo: l’Italia capovolta, con la Sicilia, la Calabria e la Puglia al posto delle alpi. Una sfida?

No, una promessa: far divenire il Mezzogiorno il motore dello sviluppo per l’intero Paese. Sono ben 425 gli iscritti all’evento e tutti, per esserci, hanno dovuto aderire ufficialmente all’appello che ormai da diversi mesi sta infiammando il dibattito: battersi per costruire un progetto di sviluppo che coinvolga l’intero territorio e sommi le capacità e le caratteristiche geografiche, scommettendo sulla centralità del sistema del Mezzogiorno italiano all’interno del Mediterraneo. Fare divenire lo stretto di Sicilia dove transita giornalmente la grande onda del commercio mondiale, quelle poche miglia che separano Trapani da Tunisi, la porta naturale dell’Europa. Per Mezzogiorno Federato innanzitutto occorre unire la portualità siciliana e i 5 milioni di abitanti con il sistema portuale meridionale e con altri 13 milioni di abitanti; per farlo occorre che il progetto che da un decennio ha superato tutte le verifiche possibili venga realizzato, collegando stabilmente la Sicilia con la penisola, consentendo un risparmio colossale alla circolazioni delle marci e delle persone da Trapani o da Augusta a Berlino.

Accanto a questa scelta centrale si ipotizza un Meridione che scommette sulle sue caratteristiche naturali, che vuole dare risposta alla domanda che oggi si alza in Europa e nel mondo: ambiente, circolarità tra prodotti e fattori della produzione, nuove frontiere per la produzione di energie pulite e di meccanica sorretta da queste. E qui la riconversione di Taranto ma anche il coinvolgimento di tutte le aree e i fattori economici liberi che abbondano nel Mezzogiorno e che potrebbero portare nuovamente a brillare una grande città come Napoli, a riprendere la sua centralità ad oriente Bari, a far riemergere, grazie alla nuova logistica, le zone interne oggi marginalizzate. Di questo si è discusso per otto ore, nove e mezzo con la pausa, come possono testimoniare non solo i partecipanti, ma i tantissimi che, intanto tramite la pagina face book della AdnKronos, ma anche delle tante altre pagine collegate in tutta Italia, hanno potuto ascoltare tecnici, politici, cattedratici, giornalisti, manager, semplici operatori economici, diversi giovani impegnati nell’associazionismo più acceso, parlare con i verbi coniugati al futuro.

E’ stata una gran bella giornata che ha dimostrato come la squadra ha atleti da serie A; si scommette ora nella capacità di questo Movimento di mantenerli ben allenati e di sapere scegliere la migliore strategia quando si scenderà in campo perché gli avversari da battere hanno una rendita di posizione consolidata e i cittadini sono abituati, da anni, a battersi solo contro, disabituati a lottare “per”; dissuasi da troppe bugie, troppi tradimenti; impauriti della enormità dei ritardi da colmare. Primo tra tutti: il Mezzogiorno è in mano alle mafie, i cittadini hanno poco senso dello Stato. Certo è difficile per un cittadino che vive in questi luoghi considerare lo Stato “amico”, proprio per il mancato presidio della legalità, ruolo che la costituzione lascia interamente allo Stato sia nei suoi aspetti di contrasto come in quelli di giudizio. Non spetta ai Comuni o alle Regioni questo compito, ne si può accusare i cittadini di non avere imbracciato i fucili, oppure crocefiggerli per non avere collaborato di più con giustizia e forze dell’ordine: è palesemente impossibile difendere l’incolumità di chi collabora, tranne a cambiargli la vita. Anche di questo, domenica, si è dibattuto e ci si è impegnati a parlarne ancora per studiare i modi opportuni per coinvolgere l’intera collettività per una svolta decisiva.

Sono trascorsi pochi mesi dall’apparizione della lettera di Claudio Signorile ai Presidenti delle regioni del Mezzogiorno nella quale li spingeva ad unificare la propria posizione per dare forza alle ragioni di questo territorio nei tavoli nazionali ed europei, eppure sentiamo già attorno a noi una nuova consapevolezza. Stanno fiorendo le pubblicazioni che analizzano le problematiche del Mezzogiorno con una angolazione diversa, i centri studi del nord Italia e dell’Europa convergono sempre di più sulla necessità di rendere fruibili le aree centro meridionali del Paese e sostengono come la grande industria manifatturiera del nord Italia, ormai al passo, ritroverebbe ragioni di crescita se divenisse l’utilizzatrice di una nuova linfa di materie prime e di semi lavorati da rilanciare, trasformati, nel mercato mondiale, grazie a questo possibile corridoio che li collegherebbe con l’intero pianeta. Alla fine, domenica sera, è nato il primo movimento politico con assemblea costituente da remoto: eppure questi eventi sono storicamente legati a grandi emozioni collettive, sembrava impossibili potesse avvenire. Ai lettori, ormai tanti ed affezionati, di Buonasera sud confesso che anch’io dubitavo, ma probabilmente in tanti abbiamo “sentito” contemporaneamente che questa è una occasione dove giocano a favore la crisi irreversibile dei partiti del 900, dimostrata dalla “chiamata” di Draghi alla guida del Governo, e la consapevolezza e l’interesse dell’Europa a vedere trasformato ed agibile il Mezzogiorno. Noi svolgeremo la nostra parte, con passione, ma anche con certezze: infatti mi sento libero nella mia coscienza di augurare serenamente all’intero Paese che la missione che ci apprestiamo a svolgere possa avere successo: sono convinto che sarebbe il successo di tutti.

Salvatore GRILLO

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