24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Buonasera Sud

L’unità del Mezzogiorno per l’unità dell’Italia

foto di Treni ad alta velocità
Treni ad alta velocità

Quasi a certificare la modernità dell’iniziativa, lontana da ogni rivendicazionismo d’antan, si è costituito via webinar il Movimento Mezzogiorno Federato, che ha in Claudio Signorile, già autorevole dirigente e ministro della repubblica, il leader. Alla nascita di Mezzogiorno Federato ha attivamente partecipato il Movimento sicilianista e autonomista “Unità Siciliana – le Api” grazie al lavori di alcuni suoi esponenti, dagli ex parlamentari Salvatore Grillo e Salvo Fleres, a docenti universitari come Andrea Piraino, Pietro Busetta e chi scrive, mentre sicuramente un protagonista sarebbe stato il compianto editore del settimanale “I Vespri” Carmelo Rapisarda.

Segnalo questa partecipazione dei siciliani perché inusuale: sulla divisione del Mezzogiorno tra il sud Italia e la Sicilia c’è tutta una letteratura, per la verità anche sull’antagonismo tra Bari e Napoli, tutti motivi per i quali la compattezza che da ormai un trentennio hanno trovato Piemonte e Lombardia con Veneto e Friuli ha determinato la debolezza politica del Mezzogiorno. Questo inedito e forte “patto” che tende a unificare ragionie poteri del Mezzogiorno avviene mentre si dice che la tragedia della “Peste del XXI secolo”, con l’ingente massa di liquidità in funzione anti-recessiva che l’Unione europea metterà a disposizione dell’Italia, può costituire un’opportunità “storica” per il Mezzogiorno d’Italia, allo scopo di recuperare lo squilibrio economico e sociale con il resto del Paese. Il Mezzogiorno, infatti, sconta, anche, la sua storica arretratezza nei confronti del resto del Paese, per i guasti prodotti dal processo unitario del quale ricorre quest’anno il 160 anniversario, su cui hanno pesato in forma prevalente (se non esclusiva!) gli interessi del Nord, ma anche per una classe dirigente meridionale in larga parte incapace di esprimere cultura di governo e self-government e che ha alimentato clientele e parassitismi e una gestione del potere slegata da valori e programmi. Servono investimenti in infrastrutture immateriali, innanzitutto la banda larga e il wi-fi libero, e materiali, come l’Alta velocità su tutto il territorio meridionale, il rifacimento di strade e autostrade, un grande hub portuale internazionale e il potenziamento del sistema dei porti e il Ponte sullo Stretto, che l’Unione europea considera un’opera strategica di collegamento nell’ambito del Corridoio 1 Berlino-Palermo.

Il Sud deve essere unitariamente inteso comepiattaforma logistica e strategica dell’incontro tra un’Unione europea che, finalmente, sembra mettere in soffitta l’austerity, e assume quali stelle polari politiche espansive della domanda e rilancio del Welfare State, e i paesi rivieraschi del Mediterraneo. Una grande alleanza politica e una nuova sfida culturale, dunque, quelle lanciate da Mezzogiorno federato, per uno scenario di crescita sociale ed economica, nell’ambito di una politica strategica di coesione nazionale ed europea, in cui rilanciare i temi dell’autogoverno del Meridione storicamente al centro della migliore cultura meridionalista, da Gaetano Salvemini ad Antonio Gramsci e a Giustino Fortunato, da Luigi Sturzo a Gaetano Dorso.  

Maurizio BALLISTRERI
Professore di diritto del lavoro nell’Università di Messina
Già deputato all’Assemblea Regionale Siciliana

 

 

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