19 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

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Il porto di Taranto

Può un vaso di coccio viaggiare in mezzo a tanti vasi di ferro senza rischiare di rompersi nei tanti momenti del viaggio in cui il carro sobbalza? Molto difficile! La cosa più probabile è che si arrivi a destinazione, come dopo sessant’anni è arrivato il Mezzogiorno, a pezzi ed arretrato, dopo aver subito quella che viene dichiarata nei libri di storia come l’unificazione del Paese e che molti invece ritengono sia stata una vera e propria occupazione.

Ma senza voler ripercorrere il processo storico dell’unificazione non vi è dubbio che la mancanza di una adeguata rappresentanza di un’area così grande, tanto da essere, se fosse un paese, la quinta area d’Europa dopo la Germania, la Francia, la Spagna, l’Italia del Nord e centrale, e il Mezzogiorno é stata devastante. Un Mezzogiorno che molti hanno ritenuto a macchie di leopardo, rispetto allo sviluppo, é che invece si ritrova con gli indicatori più importanti come tasso di disoccupazione, di occupazione, export pro capite,speranza di vita, rete ferroviaria di alta velocità per km quadrato, dotazione idrica, presenze turistiche per abitante nello stesso identico gruppo. Mortificato nei suoi diritti costituzionali, come quello al lavoro, alla sanità, alla mobilità a quello di essere cittadini alla pari di quelli delle altre aree. Colpa di una classe dirigente nazionale che non ha pensato né capito che lo sviluppo del Mezzogiorno è indispensabile per far crescere tutto il Paese.

E che la teoria di investire nella locomotiva Nord ci porta tutti in un binario morto. Ma altrettanto colpa di una classe dominante estrattiva locale che ha curato più gli interessi dei propri clientes che quelli del bene comune. Per questo é necessario un movimento politico nel quale riconoscersi, al di là dei partiti nazionali, che non hanno protetto adeguatamente gli interessi di una parte del territorio che poi sono gli interessi di tutti. Saremo credibili se, al di là delle legittime esigenze di ognuno di noi, sapremo costituire una forza consapevole di dover dare risposte ad una società disillusa e tradita nei suoi diritti fondamentali, oltre che nella sua dignità storica. Ma non saranno ammessi errori perché l’elettore meridionale, spesso alla ricerca di un salvatore della patria più che di una buona rappresentanza, è facile che si chiuda in un astensionismo crescente o cerchi soltanto più che qualcuno che lo faccia crescere qualcuno che lo assista semplicemente. La strada da percorrere é lunga ma l’indirizzo è chiaro. Il recupero della piattaforma logistica, quindi il ponte sullo stretto può essere la madre di tutte le battaglie, a cui siamo chiamati

Pietro Massimo BUSETTA

 

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