21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Buonasera Sud

La certezza del diritto alla genitorialità

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La certezza del diritto alla genitorialità

Le misure adottate durante il lockdownper contrastare la pandemia hanno evidenziato la fragilità del nostro sistema di welfare a cominciare dai servizi educativi per l’infanzia e i minori che risultano fondamentali per conciliare le esigenze delle famiglie con quelle del lavoro. Il Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, dedica un apposito capitolo ai servizi educativi per la prima infanzia destinandogli 4,6 miliardi di euro che si rivelano insufficienti alla copertura del 33%, obiettivo che l’Italia avrebbe dovuto raggiungere già nel 2010. Si prevedono 228.000 posti da creare negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia.

Anche se non viene citato il target di copertura omogeneo a livello nazionale. Che di fatto aumenterà l’attuale divario tra le due aree del paese. Il centro nord ha infatti quasi raggiunto con 32 posti ogni 100 bambini l’obiettivo europeo del 33%, mentre al Sud i posti ogni 100 bambini sono solo 13,5 e il servizio è garantito in meno della metà dei comuni. Numeri impressionanti che confliggono con la funzione sociale ed educativa che svolgono gli asili e le strutture dell’infanzia dove bambine e bambini hanno l’opportunità di sviluppare le loro capacità avversando anche eventuali disuguaglianze e povertà educative dei tessuti sociali di provenienza che, per effetto della emergenza sanitaria, sono aumentate sensibilmente. L’offerta dei nuovi posti deve infatti garantire condizioni accesso anche a bambini appartenenti a famiglie in condizioni economiche modeste. Occorre dunque definire linee strategiche generali per garantire efficacia degli interventi per contrastare dispersione scolastica, povertà educativa e progettare un piano strategico che comprenda anche l’edilizia scolastica soprattutto per le aree a maggior tasso di povertà educativa. Ai nostri bambini dobbiamo garantire la possibilità di accedere ai servizi educativi così come avviene nelle aree del Nord Italia.

Così come dobbiamo facilitare l’ingresso delle mamme nel mondo del lavoro, un sogno spesso abbandonato proprio a causa della mancanza di welfare di sostegno. Ed è un impegno che deve vedere coinvolti gli enti locali nell’attuazione di politiche per l’infanzia, un investimento sul futuro che è certamente quello più produttivo raggiungendo, ad esempio, l’obiettivo di aumentare ulteriormente le strutture pubbliche sul territorio qualificando l’offerta ed incrementando questi servizi soprattutto nelle aree periferiche. Dobbiamo garantire ai giovani una prospettiva del domani, la certezza del diritto alla genitorialità. Perché senza bambini il nostro Paese non può avere futuro.  

Piero BITETTI
Consigliere comunale e provinciale di Taranto

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