02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 10:58:00

Buonasera Sud

Mezzogiorno Federato: adesso mettiamo i piedi nel piatto del Pnrr

Il porto di Taranto
Il porto di Taranto - archivio

In autunno andranno alle urne gli elettori di 1.330 comuni, a cui si aggiungono gli elettori calabresi chiamati al voto anticipato della scadenza naturale. Eleggeranno Sindaco e Consiglio Comunale ventuno comuni capoluogo di provincia: Benevento, Bologna, Carbonia, Caserta, Cosenza, Foggia, Grosseto, Isernia, Latina, Milano, Napoli, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Torino, Trieste e Varese. Sarà un voto con una forte valenza, non solo locale, perché espresso dagli elettori di cinque delle sei città più popolose d’Italia: le città metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna.

“Enti territoriali di area vasta”, disciplinate dalla legge 56/2014, governati da organi di secondo livello eletti tra i sindaci ed i consiglieri dei comuni ricompresi nella città metropolitana stessa. La sfida che le attende è quella di ripensare una riforma (legge Delrio) che non ha riformato, che ha tolto senza dare valore aggiunto, lasciandole in grande svantaggio competitivo/ collaborativo nella dimensione globale. Una innovazione programmatica fuori dall’ordinario, così come lo è il momento che stiamo vivendo. Uno sviluppo green sostenibile, una rete ben distribuita di servizi e funzioni essenziali “accessibili, lo sviluppo di start up e imprese innovative, la riconversione edilizia e funzionale necessaria per il previsto incremento del lavoro da remoto, la capacità di attrarre studenti e ricercatori offrendo sistemazioni a basso costo, la cura e rigenerazione urbana, la necessità di presidi sanitari territoriali all’interno di un sistema di welfare a rete inclusivo.

Milano stringe i bulloni organizzativi. L’autorevolezza e le capacità dimostrate sul campo dal Sindaco Sala daranno certamente alla coalizione un vantaggio competitivo, ma il brand “portante” è quello di Alleanza Civica: un civismo federalista e pragmatico, con l’obiettivo d’intensificare i contatti già in essere con i gruppi politici di ispirazione autonomista e federalista sul territorio nazionale in particolare con Mezzogiorno Federato allo scopo di contribuire allo sviluppo di una politica che sappia contribuire, dopo il Coronavirus, alla ricostruzione del nostro Paese e di una nuova Europa. La scelta è di avere come bussola comune il tema dell’Autonomia, declinato come Competenza e Semplificazione. Sarà il primo test elettorale del governo del Presidente Mattarella.

Quello di Mario Draghi che si sta misurando con il piano Marshall del terzo millennio. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che costituisce una occasione generazionale unica per il prossimo decennio. Cerchiamo di “non bucare l’appuntamento con la storia”. La vecchia politica arranca. Incapace di volare alto, mette intorno al tavolo il tornaconto delle ambizioni personali, sale sulla scialuppa di un’impossibile salvezza, affonda nel mare della mediocrità. Decide su sindaci improbabili, spesso improponibili. Si affida ai numeri, fingendo di non capire che è la somma che fa il totale… L’ing. Gaetano Manfredi con i numeri ha dimestichezza.

Li ha studiati in ogni dettaglio, tra debiti e crediti inesigibili. Ne ha preso atto ed ha gettato la spugna con un atto di accusa all’intera classe dirigente dell’ultimo ventennio, che ha mandato in malora l’apparato burocratico senza che intorno si levasse una sola voce di denuncia. Napoli non può disegnare il suo avvenire senza che ci sia un progetto, un’idea di cosa può e deve essere domani. Bagnoli può essere intesa come la chiave di volta. Il tassello di un mosaico urbano da realizzare in maniera integrata e con la logica di sistema. Chi vuole bene a Napoli deve unirsi per la sua rinascita intorno ad un il simbolo che rappresenti e racconti la vita quotidiana di questa città, dal punto di vista dei napoletani, ovvero quelli che pagano i tributi e ricevono servizi non adeguati e che subiscono lo scotto dell’invivibilità quotidiana e del degrado diffuso. Il sondaggio lanciato sul nostro sito sulle priorità per Napoli ed il nome del candidato sindaco, ritenuto il più affidabile ed in grado di dirigere le sorti del capoluogo campano, ha il merito di far emergere il simbolo della tradizione partenopea: l’anima della casa. Una sorta di saggezza popolare, un senso di appartenenza comune, l’anima della “bella ‘mbriana mia cca nisciuno te votta fora, cca rieste appiso a ‘nu filo d’oro”.

A Napoli e nel Mezzogiorno, dobbiamo sconfiggere la vergogna demagogica che tiene insieme i cinque stelle ed il Pd. La somma penosa di tutte le ipocrisie di una sinistra padronale che elargisce assistenza ai ricchi togliendo sviluppo ai poveri e che toglie futuro ai nostri giovani facendo dell’Italia un Paese incapace di aprire un qualsivoglia cantiere che possa portare nelle scuole e nelle case degli italiani i cavi del futuro o fare arrivare un treno veloce dove ancora non c’è. È il momento di assumere, non di licenziare. Il lavoro produttivo è la nostra priorità. Espandere lavoro e servizi produttivi, riconoscendo un compenso equo ed un salario minimo decente. Ciò anche integrando, assorbendo, alternando le forme di reddito spesso assistenzialistiche, utilizzando tutte le possibilità per creare lavoro stabile e produttivo in tutti i settori, pubblici e privati. Grandi opere e manutenzioni del territorio e degli edifici pubblici e privati, formazione ad ogni livello, sanità di territorio, ZES, transizione ecologica, miglioramento produttivo e qualitativo dell’agroindustria, sostegno fattivo alla ripresa turistica, concentrando gli interventi nel Mezzogiorno, grande piattaforma economica e logistica euro-mediterranea, protagonista del nuovo modello di sviluppo. Il ponte sullo stretto, il Nuovo Polo tecnologico e ambientale di Taranto, Gioia Tauro e Termini Imerese il sistema portuale del Mezzogiorno, la rigenerazione dell’area metropolitana di Napoli, le Zone Economiche Speciali (ZES) come veicolo di penetrazione dei porti verso l’interno delle specificità territoriale: sono i capisaldi dai quali vogliamo partire nella attuazione della Next Generation EU, interpretando il civismo federativo delle comunità.

Uno spazio che si misuri con il senso concreto della democrazia governante, definisce i suoi interessi, non li fa condizionare da scelte ideologizzate e da convenienze di parte. Comunità che si uniscono per comuni interessi, funzioni, identità, bisogni, ed attraverso le istituzioni riformate esprimono strategia di Governo e funzioni amministrative che rispondono alle esigenze locali e globali. Abbiamo finalmente un completo ed articolato documento del governo italiano consegnato alla Commissione Europea; esaminiamolo come Mezzogiorno Federato, nella unità delle sue regioni; valutiamolo negli effetti diretti sul territorio; mettiamo insieme gli interessi e gli obiettivi delle comunità meridionali. È il momento di mettere i piedi nel piatto del Pnrr e non toglierli più se non vedremo i risultati.

Alfredo VENTURINI

Mezzogiorno Federato

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