17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 07:03:25

Buonasera Sud

Istituti tecnici superiori da Cenerentola a eccellenza


La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria. Allo stesso tempo occorre investire adeguatamente nella ricerca, senza escludere la ricerca di base, puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici. La “transizione culturale”, gli “Istituti tecnici”, la “ricerca” sono alcune delle “priorità per ripartire”.

Un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo”. Gli ITS (istituti tecnici superiori) in Francia e in Germania, sono un pilastro importante del sistema educativo. I Länder tedeschi con le loro Fachschule, che hanno assunto la dimensione di University of Applied Science, sono fortemente ancorate ai loro territori di insediamento e contribuiscono grandemente a sostenere le specializzazioni produttive della manifattura tedesca. Contano circa un milione di iscritti che coltivano i propri talenti nell’ambiente a loro più favorevole. In Italia gli (ITS) rappresentano un nuovo percorso formativo di livello post-secondario.

Una Scuola Speciale di Tecnologia che ha lo scopo di formare tecnici superiori nelle aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo economico e la competitività. I corsi ITS sono fortemente connessi con i fabbisogni di professionalità delle imprese che sono coinvolte attivamente nella fase di progettazione e realizzazione del percorso formativo. Sono 109 gli ITS sul territorio nazionale, correlati a 6 aree tecnologiche: Efficienza energetica (15), Mobilità sostenibile (19), Nuove tecnologie della vita (8), Nuove tecnologie per il Made in Italy (44), Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – Turismo (13), Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (10). 44 ITS sono invece ell’area Nuove tecnologie per il Made in Italy: Servizi alle imprese (3), Sistema agro-alimentare (18), Sistema casa (2), Sistema meccanica (13), Sistema moda (8) La maggior è localizzato in Lombardia (20); seguono Campania e Sicilia (9); Lazio (8); Emilia- Romagna, Piemonte, Toscana e Veneto con 7 ITS; Puglia con 6 ITS; Calabria e Abruzzo con 5 ITS; Marche, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Sardegna con 4 ITS; una sola Fondazione è presente in Molise, Umbria e Basilicata. Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia sono le regioni ad avere almeno una Fondazione ITS in tutte le aree tecnologiche. Le tre regioni del “nuovo Triangolo industriale” (Lombardia, Emilia- Romagna, Veneto), hanno istituito Fondazioni ad hoc (Lombardia Meccatronica, Rete Politecnica dell’Emilia-Romagna, ITS Academy Veneto). Alla fine del biennio, i tassi occupazione dei giovani che escono da questi ITS sono altissimi, compresi fra l’80 e il 90%.

La Fondazione I.T.S. ELAIA CALABRIA si è costituisce a Paola (CS) nel luglio 2020. Riconosciuta dal MIUR, che opera nell’ambito dell’istruzione di livello terziario per una concreta ed incisiva azione di potenziamento e innalzamento qualitativo dell’offerta formativa nell’area: “Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali” e nell’ambito: “Turismo e attività culturali”. In Sicilia a Ragusa su iniziativa dell’Istituto Tecnico Commerciale e Aeronautico “Fabio Besta” si è costituita la fondazione“ISTITUTO TECNICO SUPERIORE AEROSPAZIO SICILIA”.

La mission dei corsi risiede nella volontà di creare figure professionali altamente specializzate nel campo della Manutenzione Aeronautica e dell’Infomobilità Sostenibile, in grado di rispondere al fabbisogno mondiale previsto per il periodo 2016-2036 di 679.000 tecnici manutentori, di cui 127.000 solo in Europa (fonte dati: Boeing). La Fondazione ITS CAMPANIA MODA, nasce dal partenariato tra imprese del settore tessileabbigliamento e calzaturiero, ente locale, scuole, università, agenzie formative e di ricerca e associazioni di categoria. Isoci intervengono attivamente alla costruzione dei percorsi formativi erogati dalla Fondazione e contribuiscono, ciascuno per le proprie specificità, a garantire i presupposti e le condizioni ottimali per il pieno raggiungimento degli obiettivi degli Istituti Tecnici Superiori.

In Puglia, la Fondazione I.T.S. AEROSPAZIO PUGLIA è stata costituita il 29 luglio 2010 nell’ambito della legge 296/2007, inerente alla riorganizzazione del sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore e nell’ambito del Piano Territoriale Regionale Pugliese. Nel tempo si so aggiunte ulteriori 5 le aree: ITS AGROALIMENTARE , ITS MECCATRONICA, ITS LOGISTICA, ITS APULIA DIGITAL MAKER, ITS TURISMO PUGLIA.

Tuttavia nel Paese più di 2 milioni di NEET, vale a dire di giovani che non studiano né lavoranoIl PNRR ha stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell’area digitale e ambientale, assegnando 1,5 miliardi agli ITIS, 20 volte il finanziamento annuale preCovid. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate”. Un possibile quanto auspicabile coinvolgimento delle Regioni italiane nell’elaborazione dei progetti per il NextGenerationEU, nella formazione tecnica superiore “alla tedesca” è uno degli ambiti privilegiati per una fruttuosa partnership Stato-Regioni. Il potenziamento dell’Istruzione tecnica superiore, da realizzare mettendo a profitto le migliori esperienze regionali, può contribuire a un duplice obiettivo. Ossia, offrire a un maggior numero di giovani italiani una chance concreta di vita e di lavoro; immettere nel mercato del lavoro le competenze di cui le imprese hanno davvero bisogno per affrontare – secondo la definizione della Commissione europea – la “duplice transizione, ecologica e digitale”. Il frutto, in altri termini, di “buone pratiche” che possano essere partire dal Mezzogiorno. Crediamo che questo sia l’esatto contrario di una sterile rivendicazione del proprio interesse, del proprio “particulare”.

Possiamo quindi affermare che larga parte della “Nuova Ricostruzione” è affidata alle riforme che il Paese saprà realizzare nel campo della scuola, della formazione dei giovani, della ricerca: a quello degli “investimenti in conoscenza”. Grazie a improvvide riforme la scuola che avrebbe dovuto preparare al lavoro, a specializzarsi senza per questo sentirsi “minore” in un Paese dominato dalla retorica dei licei a dare competenze precise, è stata trasformata in alcuni contesti, i più difficili del Paese, e ce ne sono tanti, in un parcheggio, con tutto il rispetto per chi ci lavora sfidando l’impossibile. Gli Istituti Tecnici superiori, a dieci anni dalla loro creazione, si confermano quindi in grado di far fronte alla domanda di nuove professionalità e competenze che proviene dal mondo del lavoro e di essere capaci di operare in sinergia con i sistemi produttivi territoriali perché il legame col tessuto industriale italiano è uno dei punti di forza del Sistema.

Mezzogiorno Federato

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