02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 17:57:00

Buonasera Sud

Un gruppo bancario del Sud per finanziare le PMI

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Il Movimento Mezzogiorno Federato ha nei suoi principi costituenti la questione centrale di, “come incidere, e quali percorsi attuare per lo sviluppo complessivo del meridione”, sul piano sociale, nell’economia, sui diritti e sulla giustizia. Personalmente ritengo la questione economica centrale e preminente, in quanto da essa consegue la possibilità di affermare più concretamente e risolvere, tutte le altre emergenze del mezzogiorno. Ebbene, partendo da un dato inoppugnale e cioé che il meridione possiede solo il 15% delle imprese di piccole e medie dimensioni, rispetto al centro nord che ne detiene l’85%.

E’ lapalissiano che il divario sempre crescente tra le due realtà economiche con tutto quanto ne consegue, non trova soluzione, se non nella crescita delle P.M.I. del mezzogiorno, sia sul versante numerico, che in termini di fatturato della singola azienda e dell’intero comparto. Se ciò non avviene, la forbice tra nord e sud a tutti i livelli tenderà sempre più ad allargarsi con le conseguenti ricadute di mancata crescita dell’intero PIL nazionale e la derivante perdita di competitività con le nazioni concorrenti in una realtà che la globalizzazione rende sempre più piccola ed interdipendente. Il momento storico nel quale siamo immersi, paradossalmente ci vede potenziali protagonisti di uno sviluppo possibile e di nuove e forse ultime opportunità per il mezzogiorno, dovuto a vari fattori, tra i quali: a) –

L’Africa rimane l’ultimo continente che usufruirà di una forte crescita economica, proprio in virtù del fatto che parte da posizione fortemente arretrate, tipo la cino di 25-30 anni fa, per cui il mercato più prossimo è nel Mediterraneo con il meridione in prima fila a coglierne le opportunità. b) – Il già più volte ribadito programma di Ripresa e Resilienza che recepisce il Piano Next Generation UE, su cui non mi soffermo dando per acquisite il complesso delle opportunità in itinere. c) – Gli investimenti che la China effettua sui mercati occidentali, disponendo di una immensa liquidità derivante da un saldo attivo delle esportazioni a cui si sommeranno l’aumento dei consumi interni. d) – La inevitabile evoluzione dell’Europa verso una unità politica dimostrata dal fatto che la BCE è impegnata ad emettere Titoli di Debito Pubblico UE con arco temporale trentennale, che non farebbe se in prospettiva non vi fosse una sempre maggiore unificazione anche politica. e) – Il cambio di Amministrazione negli USA con una più attenta politica di coinvolgimento e collaborazione con l’Europa per contrapporsi allo strapotere nascente dell’Oriente (China, India, Indonesia, Corea del Sud, ecc.). f) – Le questioni che attengono alla Sostenibilità Sociale su cui la Commissione Europea ha fondato il Recovery Fund, i fattori dell’ESG (Environmental, Social and Governance) che determinano un’attenzione maggiore verso l’individuo piuttosto che verso il patrimonio, consapevole che nella società moderna i cittadini non sono più portatori di diritti ma semplicemente consumatori e come tali spersonalizzati. Altri ancora ne potrei aggiungere, ma è opportuno fermarsi. Ritornando a bomba, consentitemi una brevissima analisi per chiarire il contesto meridionale in cui ci muoviamo.

Il sistema economico in Italia è storicamente Bancocentrico, ossia poggia sul finanziamento delle banche, per volontà di Mediobanca e di Enrico Cuccia, che scelsero di concentrare le risorse pubbliche e private sul sistema industriale delle grandi aziende, per capirci quelle oltre i 250 dipendenti, ovviamente allocate nel centro-nord. E’ acclarato che il mezzogiorno non possiede un gruppo bancario, ma neppure una banca, che abbia dimensioni sistemiche, cioè che possa incidere sullo sviluppo di un territorio ultraregionale. L’attuale concentrazione bancaria vede due gruppi di dimensioni Europee, Intesa San Paolo che ha acquisito anche UBI, ed il gruppo Mediobanca; infine ne dovrebbe emergere un altro con capofila Unicredit, mediante l’acquisizione di BPER Banca, Banca Popolare di Sondrio ed MPS. Constatate che sono realtà tutte del nord Italia. Pertanto la necessità di creare un gruppo bancario meridionale di dimensione sistemiche sia per operatività commerciale che per investimenti, con un’attitudine rivolta al finanziamento delle PMI è una necessità esiziale. La considerazione importante che desidero trasmettere in questa sede è che, oltre a questo canale di finanziamento per le PMI meridionali, ci sono ormai diverse Direttive Comunitarie e Leggi Nazionali, che a partire dal 2012, hanno introdotto nuovi strumenti di finanziamento.

Strumenti che sono del tutto sconosciuti al sistema delle imprese; vuoi per volontà delle banche, vuoi per inconsapevolezza dei beneficiari. Tali strumenti di finanziamento privato, non sono assolutamente attenzionati dal sistema economico e produttivo del meridione. Ne cito alcuni a titolo d’esempio: • Mercato Alternativo dei Capitali, la cui piattaforma è denominata A.I.M. (Alternative Investment Market) – in finanza è d’obbligo la lingua inglese – per le PMI attiva sin dal 01.03.2012 sul mercato non regolamentato. • Sono attivi i cd P.I.R. (Piani d’Investimento del Risparmio ordinari ed alternativi), sin dal 2017, i quali sono strumenti finanziari per la raccolta del risparmio retail da destinare in buona parte alle PMI. • E’ consentito alle PMI emettere Minibond (durata 5-7 anni), per finanziarsi sul mercato. • I Venture Capital sono un’altra forma di finanziamento mediante la raccolta di capitali per la costituzione di nuove aziende, sistema di derivazione USA, è un sottoinsieme del Private Equity. • Le Cambiali Finanziarie che sono di facile intuizione. • Il CROWDFUNDING, che costituisce un finanziamento collettivo tramite la rete Internet. • Le SPAC (Special Porpuse Acquisition Company), formata da una raccolta di capitale attraverso una Offerta Pubblica Iniziale, la successiva quotazione in Borsa e la realizzazione del progetto d’impresa. • I.C.O.s. (Initial Coin Offering), offerta pubblica iniziale nel settore delle Criptovalute, il nuovo mercato della moneta e della finanza che sconvolgerà gli assetti non solo finanziari ma anche economici e politici attuali. • Infine ci sono gli ELTIF (European Long Term Investment Fund), che sono fondi chiusi di origine europea destinati alle PMI. Ebbene, quanto elencato brevemente rappresenta una parte degli strumenti legislativi per il finanziamento alle piccole e medie imprese, che ci induce a chiederci: chi fa consulenza ed assistenza su tutto questo comparto finanziario nel mezzogiorno d’Italia?

Risposta: Nessuno, se non pochissimi addetti su canali privilegiati. Ecco perché è fondamentale che l’azione del MMF sia indirizzata a costituire organismi che si occupino di tale problematica finalizzata non solo alla costituzione di una banca commerciale e d’investimento anche mediante un Consorzio tra Istituti Bancari, ma soprattutto alla diffusione e conoscenza di tutti gli strumenti giuridici ed economico-finanziari riguardanti l’approvvigionamento di capitali come motore di sviluppo per le imprese. In conclusione, su queste questioni, se parliamo il linguaggio della chiarezza e della propositività, nonchè una buona dose di pragmatismo; ritengo che troveremmo terreno fertile non solo in termini di attenzione al nostro programma ma anche e soprattutto di partecipazione e di conseguenza Consenso. Queste sono le ragioni per cui ho insistito a che in sede costituente venisse inserito nell’art.18 dell’Atto Costitutivo il paragrafo relativo alle Banche ed alle PMI.

Antonio SCODITTI
Castrovillari Componente il Collegio dei Probiviri Mezzogiorno Federato

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