25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 09:52:00

foto di Referendum
Referendum

Abbiamo ben compreso che Mezzogiorno Federato è un risultato, non una premessa. Va quindi costruito attraverso passaggi intermedi da realizzare; obiettivi da raggiungere; chiarezza nelle alleanze e nei tempi di attuazione. Le condizioni che consentono questa strategia sono queste: – la crisi prima sanitaria ed economica, poi politica e fatalmente generale; – la centralità ritrovata del Mediterraneo, nel bene e nel male; la tendenziale omogeneità dei territori del sud Italia; – la difficile e riluttante convergenza delle Regioni del Mezzogiorno; – la ingestibile disponibilità delle risorse e la scarsa concretezza degli obiettivi. Il percorso del Mezzogiorno Federato si muove con difficoltà ed incomprensioni attraverso questi punti di verifica: – non deve partire da mediocri compromessi ma da convergenze delle coscienze e degli interessi in una scelta consortile e pattizia; – queste convergenze avvengono nella definizione dei progetti, nella loro elaborazione e nella loro realizzazione; – si manifestano nella unità di contenuti e di metodo e nella loro interregionalità; – questo percorso determina la formazione di una classe dirigente che si forma ed assume coscienza di se attraverso la costante continuità con il fare.

La costruzione del Mezzogiorno Federato ed il riconoscimento degli interessi attivi, avviene attraverso il disegno strategico del quale i progetti sono la materia. Essi devono aver contenuti,finalità e tempistica che siano compatibili con il linguaggio tecnico e gli obiettivi progettuali del contraente della UE, che sarà l’interlocutore permanente per l’uso di tutte le risorse disponibili sui diversi fondi e, sopratutto, sul PNRR. Molti mesi fa indicammo come riferimento di metodi e contenuti, dieci tematiche progettuali attraverso le quali poter dare concretezza al percorso del Mezzogiorno Federato. Li ricordiamo alla vostra attenzione: 1) – Realizzazione e completamento della rete ferroviaria incentrata sulla A/V-AS Bari Napoli; Battipaglia-Reggio Calabria; Palermo-Messina-Catania; più i nodi ferroviari urbani ed interportuali di Bari, Napoli e Nola. 2) – Completamento asse viario 106 Jonica; asse autostradale Ragusa-Catania; rete metropolitana Palermo e Catania; asse autostradale Cagliari Porto Torres; 3) – Collegamento stabile fra Sicilia e Continente, inteso come sistema del Ponte sullo Stretto; 4) – Piattaforma logistica euromediterranea (lettura coordinata portualita e Zes) 5) – Nuova definizione dei distretti industriali e distretti agricoli per il Mezzogiorno Federato; 6) – Servizio Civile del Lavoro (per il lavoro di cittadinanza),ed Agenzia Federativa del Mezzogiorno Federato per l’attuazione dei progetti interregionali di governo del territorio; 7) – Progetto per le Tecnopoli come nodi di eccellenza fra Università ed Imprese; 8) – Itinerari turistico-culturali (le sette direttrici: fenicio/romana; Magna Grecia; Appia; Arabo/ Normanna/Sveva; Civiltà rupestre; Capitali del Barocco; Sanniti/ Italici); 9) – Sanità del Territorio ed Ambiente; 10) – Rete telematica e Sistemi Urbani. Abbiamo da aggiungere a queste proposte la transizione industriale, tecnologica ed ecologica dei poli di Taranto, Gioia Tauro e Termini Imerese; la rigenerazione urbana delle aree metropolitane di Napoli e Bari; le Hydrogen Valley di Puglia e Sicilia.

Il soggetto politico che deve portare avanti questa strategia, nasce dalla scelta di sistema e dai progetti concreti, non dall’appartenenza, dalle convenienze, dalle contrapposizioni: Mezzogiorno Federato nasce per mettere insieme non per dividere. La decisiva importanza del Mezzogiorno Federato, la sua presa di coscienza deve avvenire come una marea che cresce, riempiendo vuoti e trascinando interessi; deve convincere ed essere convinto, pronto a cambiare ciò che non corrisponde alla vitalità del progetto. Ogn i progetto dovrà avere il suo comitato esecutivo; ogni gruppo federato operante sul territorio,sarà coordinato ed avrà la sua filiera di partecipazione e di trasmissione delle volontà e degli obiettivi. Diciamo la verità: le istituzioni regionali non hanno dato alcuna risposta alla iniziative di Mezzogiorno Federato. I Presidenti delle Regioni del Sud non sono andati al di là di generiche dichiarazioni e sono restati ciascuno nel proprio modesto orticello. Le Assemblee regionali sono scomparse come possibili protagoniste di comuni battaglie,di tutto il mezzogiorno sulla funzione strategica del Pnrr. Si parla a vanvera di Piano Marshall: di li almeno venne la Cassa del Mezzogiorno , e le sue scelte ebbero dei risultati importanti.

Oggi niente. Sappiamo che il Mezzogiorno è praticamente fuori dalle strategie di sviluppo; che le Regioni meridionali anziché unirsi in un fronte comune ,hanno balbettato queruli lamenti e non hanno proposto nulla. Questo vuoto deve essere coperto; e Mezzogiorno Federato deve cambiare passo, aggredendo i problemi e contestando le mancanze. Attrezzandosi ad usare con lungimiranza lo strumento democratico dei referendum regionali. C’è un grande lavoro da fare; ma questo percorso può arrivare ai suoi primi risultati nel mese elettorale dell’ottobre 2021. Non è una scelta arbitraria ma una scadenza alla quale bisogna giungere preparati. Quindi, buon lavoro.

Claudio SIGNORILE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche