20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Settembre 2021 alle 21:58:00

Buonasera Sud

Tragedia Afghanistan: sulla Nato si chiude il sipario

foto di Tragedia Afghanistan
Tragedia Afghanistan

La scellerata e vergognosa scelta di abbandonare una popolazione di 38 milioni di abitanti compiuta dal democratico Jon Biden, 46° Presidente Americano, scelta operata dando seguito a quanto iniziato dal suo predecessore il Repubblicano – populista Donald Trump, a mio avviso chiude definitivamente il sipario sulla Nato, una alleanza militare a guida USA, ma scava anche un grande fossato tra gli “americani” e la percezione prevalente “del giusto e del buono” diffusa nel mondo.

E’ oggettivamente vergognoso quanto si sta compiendo in Afghanistan, una Paese occupato militarmente dagli USA con a seguito la coalizione di paesi che fanno parte della Nato chiamati a partecipare militarmente ed economicamente ad una “missione”: punire la classe dirigente, i talebani, di un paese divenuto culla dei terroristi dell’11 settembre, ma anche quella fortemente enfatizzata di liberare una popolazione da troppo tempo vittima di lunghi e crudeli conflitti. Una scelta tutta americana, una occupazione militare durata 20 anni nei quali è nata una nuova generazione di afgani, milioni di giovani che neppure ricordano i talebani ed ai quali si è parlata la lingua americana delle libertà, ma anche francese, italiana, tedesca ecc, nei vari territori dove presidiavano e addestravano non solo truppe, ma magistrati, medici, professori e via dicendo.

Venti anni di controllo assoluto ma nei quali, stranamente, il papavero veniva ancora coltivato con la scusa di un uso farmaceutico mentre continuava ad essere venduto per la produzione di bel altro della morfina; i governi “alleati” che venivano “eletti” negli anni utilizzati da schermo senza ricercare mai la rappresentatività: andavano bene se corruttibili e disponibili. Improvvisamente, snobbando gli alleati Nato, senza coinvolgere i vertici afgani sia politici che militari e civili, gli USA decidono di mollare pensando che i “ladroni” messi al potere avrebbero “tenuto” per un po’ di tempo il fronte contro i talebani: gravissimo errore, questi ovviamente non hanno esitato a scappare con la valigia di valuta o a trovare l’accordo e così la popolazione, in grande maggioranza sciita, si trova nuovamente in mano alla minoranza sunnita, armata e fortemente ideologizzata.

Una vergogna che ha coinvolto l’intera Europa che adesso comprende l’errore di non avere un proprio esercito, scelta a suo tempo fatta perché si riteneva che fosse inutile dare vita ad un doppione della Nato solo senza gli USA. Un esercito adesso da formare presto avendo la Nato chiuso i battenti con disonore, come urge ripensare ai rapporti con gli USA la cui funzione di garante dell’ordine internazionale è definitivamente e vergognosamente tramontata. La vicenda Afghana non è che l’ultimo disastro Nato ed infatti nel Mediterraneo assistiamo sgomenti da troppi anni alla tragedia della Siria dove la strategia Nato ha portato all’abbandono dei Curdi, prima utilizzati contro il “despota criminale Bashar al-Assad”, despota che rimane in sella con la tutela non solo della Russia, ma con l’accordo ritrovato con la Turchia, potenza Nato, Turchia il cui esercito ritroviamo anche schierato in Libia, a poche miglia dalla Sicilia, in una strategia indecifrabile che di fatto tutela una logica spartitoria del territorio con il Generale Haftar, all’alleato della Russia. La Nato è di fatto “saltata” con l’amministrazione Obama che ha portato avanti una serie di scelte personali, mai realmente confrontate con l’Europa, a volte con singoli Paesi europei al fine di accaparrarsi un alleato all’interno dell’alleanza. Raramente queste scelte si sono incrociate con gli interessi dell’Europa, sicuramente mai dell’Italia: primavere mai divenute estati che ci presentano oggi una costa settentrionale africana devastata, un medio oriente sull’orlo dell’abisso e una frattura di grande portata nelle classi dirigenti degli emirati e nella stessa Arabia Saudita. Il successivo quinquennio di Trump ha ulteriormente approfondito la fine di una alleanza, la Nato, dentro cui veniva riconosciuta la supremazia USA, ma con scelte politiche sempre all’interno di una strategia fortemente condivisa.

E’ mia opinione che tutto quanto qui da me scritto sia di una evidenza assoluta per tutti, purtroppo l’uscita della Gran Bretagna dalla Comunità Europea crea una incognita di difficile interpretazione, ma Francia, Germania ed Italia non potranno non decidere di spingere per dare corpo velocemente a scelte strategiche indispensabili come quella dell’esercito europeo e della politica estera comune. Purtroppo dovranno attenersi alcuni fatti: la Germania va al voto adesso, l’Italia vive in una crisi di rappresentanza politica che la scelta di Draghi ha portato a tamponarne alcuni, ma non tutti gli effetti, situazione che difficilmente potrà protrarsi e probabilmente potrà portare ad elezioni già nel 2022 assieme alla Francia. Questa serie di eventi di grande rilievo spingeranno ad inserire nei programmi delle forze politiche, in maniera prioritaria, le scelte sull’Europa che vogliamo e sulle alleanze, quindi sulla Nato e su questo inevitabilmente il dibattito sarà forte e serrato e porterà ad un riconoscimento della compatibilità ei partiti e dei loro leader con gli interessi dell’intero Paese. Mezzogiorno Federato la scelta a favore di una Europa forte e presente nel Mediterraneo l’ha già fatta e manterremo alto il confronto su questo tema per evitare equivoci.

Salvatore GRILLO

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