18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:07:14

Buonasera Sud

L’inarrestabile forza del vento sconfisse don Chisciotte

foto di Il parco eolico in Mar Grande
Il parco eolico in Mar Grande

Il vento è una fonte energetica rinnovabile e pulita, oltre che priva di costi. Un›energia che non inquina e non produce rifiuti, facile da reperire e da produrre. Don Chisciotte è, probabilmente, uno dei più grandi testimonial dell’energia eolica. Scontrandosi con i mulini a vento, il cavaliere errante testimonia come l’utilizzo della forza del vento fosse una realtà consolidata e diffusa già nel XVII secolo. Molto prima di lui, via terra o via mare, gli uomini hanno utilizzato la forza del vento per compiere azioni altrimenti impossibili per le loro braccia, utilizzata per macinare il grano, per pompare l’acqua dai pozzi, per spiegare le vele, ed esplorare il Pianeta a bordo di un’imbarcazione. Sul finire del 1800, è diventata realtà la possibilità di ricavare elettricità dalla forza del vento. L’evoluzione tecnologica e l’innovazione hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’energia eolica, fino ad arrivare ai moderni aerogeneratori.

La crescente consapevolezza di contenere l’impatto ambientale e la drastica riduzione della produzione di energia elettrica derivante da combustibili fossili ha favorito la diffusione, nel mondo, delle fonti energetiche alternative quali quella eolica che, pur richiedendo, un investimento iniziale tutt’altro che trascurabile, garantisce un risparmio economico sul medio e lungo periodo, riduce l’impatto ambientale grazie all’emissione di energia pulita e rende concreto una fonte di energia illimitata. In questo quadro, il mercato globale dell’eolico offshore dovrebbe crescere di 31,8 miliardi di dollari nel 2021, portando il giro d’affari complessivo del comparto a 56,8 miliardi di dollari entro il 2026.

La stima è contenuta in un rapporto di Rystad Energy, che prevede un crescente spostamento degli investimenti dal petrolio e dal gas alle energie rinnovabili. “Il livello colossale d’investimenti previsto nell’industria eolica offshore in questo decennio riflette gli obiettivi ambiziosi fissati dalle aziende e dai governi. Con la maturazione del mercato e il raggiungimento delle economie di scala, gli investimenti potrebbero aumentare ulteriormente, consentendo una capacità installata ancora maggiore”, è quanto prevede Petra Manuel, analista dell’eolico offshore di Rystad Energy. L’Europa dovrebbe continuare a guidare la spesa eolica offshore in questo decennio, per un totale di circa 300 miliardi di dollari.

L’eolico off-shore rappresenta per l’Italia un settore a elevato potenziale. Le sperimentazioni in ambito tecnologico hanno, infatti, permesso di elaborare e approfondire tutti gli aspetti economici che gravitano intorno al settore dell’eolico off-shore esaminando tutte le ricadute economico-sociali che tale tecnologia porterebbe al nostro Paese. Entro il prossimo anno entrerà in esercizio il parco eolico offshore che è in fase di realizzazione in un’area attigua al porto di Taranto che potrebbe essere anche alimentato da questa energia “verde”. Un investimento di circa 80 milioni di euro, di Renexia, che a sua volta ha inglobato le energie rinnovabili del gruppo Toto con l’utilizzo di uno specchio di mare di 131.000 mq, a 2 chilometri e mezzo dalla costa, e un’area demaniale marittima è di 455 mq. Investimento sul quale la Commissione Tecnica di verifica dell’impatto Ambientale – VIA E VIAS del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si è espressa con parere favorevole n. 789 del 28.20.2011.

La concessione trentennale consegnata ad aprile 2019, alla Beleolico srl, gestore dell’impianto composto di 10 turbine da 3 MW con una potenza nominale installata di 30MW e una produzione stimata è di 55.600 MWh l’anno in grado di servire il fabbisogno di 18.500 famiglie. Le opere a terra, attualmente in corso di ultimazione, come da progetto, prevedono una sottostazione elettrica e il cavidotto con scavo in trincea per la messa in sicurezza. Le pale eoliche e le navicelle sono in costruzione, per le torri, invece, deve ancora cominciare la fase realizzativa. I dieci monopali saranno posti con i mezzi speciali jack up vessel, navi cantiere auto sollevanti per contenere l’interferenza del moto ondoso con l’unità, che potrebbe farla muovere dalla sua posizione non rendendo possibile l’installazione eolica offshore. Il parco del Mar Grande di Taranto è il primo nel mediterraneo di oltre 20 progetti presentati dal 2008. Lo stesso gruppo di progettazione sta lavorando per i due parchi del tipo “floating” previsti in Sicilia e Sardegna che esprimono potenza e investimenti maggiori. Il primo da 250 MW, il secondo da 450 MW. Un investimento complessivo di circa 2 miliardi di euro, di cui 750 milioni relativi alla Sicilia.

Il progetto siciliano è stato sviluppato dalla società danese Copenhagen Offshore Partners con il sostegno del fondo Copenhagen Infrastructure Partners. Gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 sull’eolico offshore oltre a contribuire alla produzione di energia rinnovabile per contrastare la crisi climatica in atto dovuta alle emissioni di gas serra, comporteranno importanti ricadute anche in termini occupazionali e di aumento dell’indipendenza energetica del nostro Paese. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili è una priorità dell’Unione Europea perché è essenziale per contrare la crisi climatica, aumenta la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, favorisce l’occupazione e il coinvolgimento delle realtà locali e consente di ridurre l’impatto ambientale associato al ciclo energetico. L’Unione europea ha adottato una serie di atti a sostegno delle fonti rinnovabili, che includono anche l’eolico offshore, tra i quali il Green Deal, con l’obiettivo di conciliare lo sviluppo della produzione di energia pulita con le necessarie tutele di valorizzazione e salvaguardia del territorio.

Alfredo VENTURINI

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