22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 16:57:00

Buonasera Sud

Realizzare interazione tra Napoli e le contigue realtà comunali

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Realizzare interazione tra Napoli e le contigue realtà comunali

La imminenza della data della consultazione elettorale degli organi del Comune di Napoli spinge a riflettere sulla condizione urbana e sulle scelte dei candidati per superare il grave degrado che investe la città. La criticità dei servizi urbani, la estrema rarefazione del trasporto pubblico locale, il gravissimo deficit del bilancio pari a oltre tre miliardi di euro, la grave crisi economica e sociale che investe la città sono noti. In presenza di una situazione allarmante, occorrerebbero proposte, programmi dei candidati idonei a coinvolgere i cittadini, a renderli partecipi di un disegno, forse anche di un sogno di sviluppo. Al tramonto delle ideologie si è accompagnato il tramonto delle idee, elementi essenziali di un serio confronto politico.

Si è diffusa a dismisura la corsa alle candidature, e la proliferazione di liste a sostegno di diversi candidati. L’osservatore superficiale riterrebbe che ciò sia espressione di una viva partecipazione popolare alla scelta dei candidati. Non è così. La corsa al seggio, in tutta prevalenza, è la ricerca di un ruolo da ricoprire. Restano radicalmente oscuri perché inespressi gli obiettivi, i programmi che gli aspiranti all’elezione intendono raggiungere e realizzare. Non è di certo una situazione rassicurante. Solo di recente il candidato Manfredi ha accennato alla necessità di accrescere l’organico dei dipendenti del Comune, che da anni è enormemente sottodimensionato. È un accenno di programma. Un’amministrazione efficiente, in grado di adempiere ai rilevanti compiti, affidati dalla normativa vigente è condizione essenziale per garantire sviluppo economico, superamento degli ostacoli che rendono indefinito la durata dei procedimenti. È necessaria, oltre all’incremento dei dipendenti del Comune, l’adozione di procedure snelle, prive di insostenibili aggravamenti.

È risultato possibile, ove si modifichino radicalmente le forme dei procedimenti di competenza degli enti locali, applicando la spinta in tale direzione della legislazione statale. Non solo il numero di dipendenti, ma la disciplina in chiave di semplificazione dei procedimenti, con prefissione di tempi di durata non prorogabili, è scelta che rende efficiente la funzione pubblica, con la diffusione capillare della digitalizzazione. Nel contesto napoletano occorre decentrare alle Municipalità una serie di competenze che permangono concentrate nell’amministrazione comunale. È esigenza avvertita dai cittadini, che auspicano Municipalità dotate di più ampi poteri e di apparati amministrativi idonei a soddisfare la richiesta di amministrazione di prossimità efficiente. E, allo stesso tempo si può ancora pensare a una realtà municipale, limitata e nelle strategie e nei compiti alla storica cinta daziaria? Napoli è da anni una realtà che interagisce con quella dei numerosi e popolosi Comuni, con termini, che formano un hinterland estremamente vasto e urbanizzato.

Ad oggi nella (politicamente) atona campagna elettorale non c’è stata riflessione sulla necessità di realizzare interazione tra la città e le contigue realtà comunali, nonostante sia avvertita la insufficienza di limitare il progetto di sviluppo al perimetro urbano di Napoli. Ancora occorre una riflessione sull’urbanistica. Dopo diciassette anni dalla approvazione della variante generale al piano regolatore del 1972 tocca constatare i disastrosi effetti di quella scelta urbanistica. L’eterna “incompiuta” di Bagnoli, l’assenza di ogni progetto di sviluppo della zona est, il degrado progressivo delle periferie, l’assenza di un progetto equilibrato di rigenerazione urbana sono dati concreti quanto devastanti il progetto di uno sviluppo urbano sostenibile, che non crei cementificazione o consumo di suolo, ma realizzi una sana rigenerazione urbana. La crisi del porto di Napoli, l’assenza di dragaggi che dura da oltre sedici anni, di una visione che crei infrastrutture destinate alla logistica e alla intermodalità sono antiche e gravi omissioni che contribuiscono a far perdere alla città occasioni preziose di sviluppo.

La politica di restauro e valorizzazione dei decumani si è sostanziata nel più desolante immobilismo che ha portato ai crolli di edifici di enorme valore storico e artistico. Si è speso pochissimo e male dei fondi europei stanziati per il recupero dei cespiti storici siti nel Centro Antico di Partenope. La gravissima crisi dei trasporti pubblici – quattro funicolari bloccate per la prevedibile manutenzione straordinaria, l’enorme riduzione dei mezzi destinati al trasporto su gomma, la disastrosa situazione delle reti stradali impone a chi sarà eletto progetti organici di interventi, non esclusa, se necessaria, l’apertura ai privati, affidatari di tali compiti a seguito di gare. Non è il pessimismo che guida l’analisi. È una diagnosi crudele dello stato della città. Occorre una immediata efficace terapia, guidata da una visione progettuale di sviluppo, partendo da interventi ordinari, e da scelte strategiche che utilizzino in maniera organica i fondi del PNRR. Non sarà facile, anzi difficilissimo il compito degli eletti.

Ma la gravità della situazione urbana non consente incertezze e dilazioni. È in pericolo la coesione sociale. È indimostrabile quindi che il confronto elettorale si concentri sulle idee, sui progetti, su scelte che superino il desolante isolazionismo dagli altri livelli istituzionali. La “questione napoletana” deve essere questione nazionale in termine nuovi rispetto a quelli tradizionali. In questo contesto politico e istituzionale, il compito dei riformisti e di una rinnovata area socialista deve essere quello di rilanciare una visione progettuale del futuro della città, facendo leva su tutte le risorse disponibili comunitarie, nazionali e regionali e sulla capacità del Comune di essere “attrattore” dello sviluppo possibile. Questo è l’auspicio e la nuova prospettiva alla quale, forti della nostra tradizione, dare impulso.

Prof. Avv. Felice LAUDADIO

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