19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

Buonasera Sud

Le Università in attesa delle risorse del Pnrr

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Il conferimento al Presidente Sergio Mattarella, da parte della Università degli Studi di Parma, della laurea magistrale ad honorem in Relazioni internazionali ed europee, avvenuta il 04 ottobre, è stata anche l’occasione per una riflessione a tutto campo sul futuro del nostro sistema universitario. Il Capo dello Stato ha affermato senza esitazione: “In Italia, esiste un grande paradosso: siamo la nazione che ha dato origine, forza e continuità all’idea di università ma il nostro Paese si trova in coda, purtroppo, per numero di laureati, per investimenti.

La nostra università non risulta attrattiva come meriterebbe. Potremmo dire: non è amata come dovrebbe. Sta a noi utilizzare anche le disponibilità del Piano di ripartenza per dare maggior forza alle università e renderle ancor più una risorsa essenziale per lo sviluppo del Paese”. Certamente le intenzioni e le dichiarazioni del Presidente, già docente della Università degli Studi di Palermo, centrano uno dei problemi più gravi del nostro Paese che ha visto negli anni regredire progressivamente il sistema universitario meridionale a favore di poche e selezionate università del Nord in cui si concentrano risorse economiche e strumentali premiali oltre ad una campagna che spesso, in modo artificioso, ha determinato la desertificazione degli studenti con una migrazione costante verso le “aree” forti del Paese. I dati che lo confermano sono elencati nel recente “referto sul sistema universitario” della Corte dei Conti del Maggio 2021 che ha fotografato lo stato di salute delle nostre Università. Poche le Università Italiane che sono capaci di competere con il sistema universitario europeo, pochi i laureati, e limitata la capacità di portare innovazione al sistema produttivo del Paese, soprattutto nel Meridione.

Gli investimenti statali continuano a prediligere le Università più preformanti continuando, in questo modo, a fare crescere la forbice tra le diverse realtà senza contare, poi, le classifiche tra i diversi Atenei stilate dai diversi organismi, più o meno indipendenti, che orientano le iscrizioni dei nostri giovani e su cui vi sarebbe tanto da ridire. Il più delle volte vengono considerati indicatori che si rifanno alla situazione socio – economica del territorio in cui la Università è inserita e che, quindi, non sono direttamente collegati alla capacità che ha quell’Ateneo di fornire qualità nella formazione e capacità di ricerca. Senza poi considerare che alcune Università hanno oggettive limitazioni alla mobilità degli studenti determinate da posizioni svantaggiate o da sistemi e collegamenti poco efficienti. Eppure tutto questo finisce con l’incidere sulla valutazione di un Ateneo e sul sistema premiale che determina il trasferimento di fondi per il suo funzionamento. Il PNRR, così come ha sottolineato il Presidente della Repubblica è un’occasione irripetibile per il rilancio del sistema Universitario di questo Paese a patto che, aggiungo io, si abbia come obiettivo quello di una crescita omogenea tra le diverse realtà e non si voglia continuare ad investire su poche realtà che, sebbene ritenute migliori, da sole non possono essere ritenute sufficiente per tutte le esigenze di una Nazione che intende crescere in modo armonioso.

Se i fondi del PNRR saranno distribuiti alle Università adottando i “soliti” parametri, aumenterà la diseguaglianza tra le diverse aree e la impossibilità di garantire quell’equilibrio su cui si basano tutte le economie più solide. Insomma, occorre un progetto complessivo per il sistema dell’alta formazione e della ricerca capace di assicurare la ottimizzazione della spesa in una ottica di sistema Paese e non con riferimento al singolo Ateneo. Se non riusciremo in questo avremo utilizzato i fondi del PNRR per fare crescere diseguaglianza e diseconomia, con una grande responsabilità per le generazioni future Gli interessati al potenziamento quantitativo e qualitativo della formazione superiore. quale elemento indispensabile per lo sviluppo del mezzogiorno. possono intervenire in preparazione di un Webinar in cui dibatteremo proposte ed iniziative operative.

Prof. Giovanni TESORIERE
Full professor in Highways, Railways and Airports Engineering Dean of Faculty “Engineering and Architecture” Cittadella Universitaria – Enna (Italy)

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