24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

Buonasera Sud

Posticipare il termine per la presentazione dei progetti


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7 marzo 2022 è il termine previsto, dal DM 6 dicembre 2021 in G.U. n.295 del 13 dicembre 2021, per la presentazione dei progetti riguardanti i Piani Urbani Integrati. Rischia di non poter essere rispettato dalle città metropolitane, per la carenza di figure apicali nelle strutture tecniche, che necessitano di un concreto supporto economico e strutturale mediante l’inserimento di adeguati profili professionali, abilitati alla redazione di progetti di tale importanza e complessità. Per assicurare il ruolo di aggregatori di progettualità di area vasta e di motore dello sviluppo economico e della rigenerazione urbana, è fondamentale l’adeguamento delle strutture tecniche per reggere la sfida, mettere in campo progettualità per grandi investimenti e dialogare proficuamente con i territori.

I progetti oggetto di finanziamento dovranno riguardare investimenti volti al miglioramento di ampie aree urbane degradate, per la rigenerazione e rivitalizzazione economica, con particolare attenzione alla creazione di nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione dell’accessibilità e delle infrastrutture, permettendo la trasformazione di territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili, attraverso: a) la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico; b) il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante la ristrutturazione degli edifici pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive; c) interventi finalizzati a sostenere progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai trasporti ed al consumo energetico, volti al miglioramento della qualità ambientale e del profilo digitale delle aree urbane mediante il sostegno alle tecnologie digitali e alle tecnologie con minori emissioni di CO2. Le Città Metropolitane potranno presentare il modello esclusivamente per interventi di valore non inferiore a 50 milioni di euro. Pena l’inammissibilità, i progetti dovranno intervenire su aree urbane il cui IVSM (Indice di vulnerabilità sociale e materlale) è superiore a 99 o superiore alla mediana dell’area territoriale; avere un livello progettuale non inferiore alla progettazione preliminare ovvero studio di fattibilità tecnico economica; assicurare, nel caso di edifici oggetto riuso, rifunzionalizzazione o ristrutturazione, l’incremento di almeno due classi energetiche; assicurare l’equilibrio tra zone edificate e zone verdi nonché potenziare l’autonomia delle persone con disabilità e l’inclusione sociale attraverso la promozione di servizi sociali e sanitari a livello locale eliminando, laddove possibile, gli ostacoli all’accesso agli alloggi e alle opportunità di lavoro tenendo conto anche delle nuove possibilità offerte dalle tecnologie; prevedere la valutazione di conformità alle condizioni collegate al principio del DNSH (non arrecare un danno significativo all’ambiente); prevedere la quantificazione del target obiettivo: metri quadri area interessata all’intervento, intesa come bacino territoriale che beneficia dell’intervento; L’ANCI ha più volte rappresentato, la necessità, di fornire ai Comuni gli strumenti per veicolare l’iniezione di liquidità del PNRR che pone come obiettivo, tra gli altri, quello del rafforzamento della capacità amministrativa della PA, attraverso un reclutamento straordinario, definito nei tempi e nelle modalità, dal Ministro Brunetta con il portale InPA, per il reclutamento di 1.000 professionisti ed esperti a cui le Regioni conferiranno incarichi professionali di collaborazione per sostenere le amministrazioni locali nella gestione e semplificazione delle procedure complesse legate all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le amministrazioni regionali inviteranno al colloquio selettivo un numero di candidati pari ad almeno quattro volte il numero di professionalità richieste ed entro il 31 dicembre individueranno i soggetti ai quali conferire l’incarico. Per quanto apprezzabile ed innovativo l’impegno della Funzione Pubblica, il termine posto dal Ministero dell’Interno con il citato Decreto appare come una “Mission Impossibile”! L’ANCI intende supportare Comuni e Città metropolitane con apposite Convenzioni per realizzare interventi e progetti del PNRR di competenza di, migliorare la “capacity building” degli enti e definire programmi di intervento sostenibili, innovativi e rapidi. In tal senso è stato sottoscritto un accordo quinquennale Anci Invitalia, per accelerare la realizzazione degli interventi del PNRR che entreranno nel vivo nei prossimi mesi. Invitalia fornirà supporto tecnico e operativo ai Comuni e alle Città metropolitane e fungerà da centrale di committenza, mettendo a disposizione un percorso standard delle procedure di evidenza pubblica. Scelte progettuali e committenza vengono di fatto sottratte alle città metropolitane perché prive degli strumenti di governance. All’inadeguatezza che richiederebbe adeguamento di un apparato competente e ben coordinato per garantirne lo sviluppo e il rafforzamento delle principali vocazioni territoriali, si risponde, ancora una volta, con la colonizzazione del territorio, di quello meridionale in particolare, per il quale Mezzogiorno Federato sostiene sia necessario fare sistema per rispondere efficacemente ai bisogni delle Comunità. Viepiù una valutazione assolutamente negativa che i Comuni hanno maturato sul campo per precedenti esperienze con Invitalia: struttura governativa efficiente quanto pragmatica (non in senso positivo), che ha nel suo dna il mito del conseguimento degli obiettivi economici, programmatici e dei tempi. Di per sé buone qualità, ma non quando sono le uniche. Non quando in nome dell’efficienza del “fare” si ignora con sferzante indolenza e superficialità il soggetto a cui il programma è indirizzato, le “nostre comunità”, senza attivare nessuna forma di partecipazione, senza “giustificare” alcuna scelta. Invitalia in passato ha dimostrato di non avere rispetto delle città e dei suoi abitanti. Le nostre istituzioni, a partire da quelle locali devono pretendere rispetto per le Comunità che rappresentano. Per questo condividiamo la ferma posizione espressa da ANCI Sicilia che chiede l’intervento tempestivo del Governo e del Parlamento, in fase di conversione del Decreto, per evitare che la grande opportunità del PNRR, si trasformi nell’ennesima occasione mancata per il Mezzogiorno d’Italia. Postecipare il termine per la presentazione dei progetti favorirebbe l’utilizzo di risorse professionali di studi pubblici e privati che saprebbero certamente meglio rappresentare la visione di esigenze e bisogni territorialmente appropriati e condivisi.

Mezzogiorno Federato

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