27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

Buonasera Sud

Mitilicoltura, lo strumento pianificatorio per la razionalizzazione degli impianti

foto di Mitilicoltura, lo strumento pianificatorio per la razionalizzazione degli impianti
Mitilicoltura, lo strumento pianificatorio per la razionalizzazione degli impianti

Sul finire di quest’anno si è ripetuta senza sosta l’attività di contrasto degli illeciti in ambito marittimo e portuale, con particolare attenzione al settore della miticoltura abusiva da parte della Guardia costiera di Taranto, delle Autorità locali e delle Forze dell’ordine. L’abusivismo non è più accettabile e sono gli stessi mitilicoltori a rendersene conto chiedendo di regolare la loro posizione sempre più esposta al rischio di rimozione forzosa che penalizza irrimediabilmente attività ed impianti. il rilascio delle concessioni nelle aree interne al primo seno del mar Piccolo ha portato i mitilicultori tarantini, i primi di ottobre, a chiedere, al Sindaco Rinaldo Melucci di insediare un tavolo permanente, con Asl, Confcommercio, Scienze ambientali, Rpa, Capitaneria di porto, Cnr, e ufficio demanio per avviare un percorso teso a valorizzare la cozza tarantina meritoriamente considerata come l’oro di Taranto.

Le imprese cooperative che esercitano la mitilicoltura nei mari di Taranto, operano in specchi acquei assentiti attraverso concessioni demaniali marittime previo il rilascio di apposita “autorizzazione doganale” ai sensi dell’art.19 del DL 8 novembre 1990, n. 374. il Piano Comunale delle Coste (P.C.C.), adottato con Delibera di Giunta Comunale n. 373 del 28 Dicembre 2020, ai sensi dell’art.4 della L.R. n.17/2015 “Disciplina della tutela e dell’uso della costa”, tra le numerose previsioni di carattere pianificatorio, comprende il “Disciplinare d’uso e gestione delle aree concesse per attività di mitilicoltura nel Mar Piccolo e nel Mar Grande di Taranto”. All’interno delle aree concedibili individuate con apposita ordinanza dell’Autorità Marittima, sono identificate singole zone adeguate alle installazioni dei campi di mitili, più genericamente denominate “maglie produttive”. Localizzazione che ha tenuto conto dell’andamento batimetrico dei fondali, della presenza lungo la costa di canali e corsi d’acqua, dei potenziali punti di approdo e punti di sbarco, delle necessarie distanze di sicurezza ai fini della navigazione dei mezzi nautici e del passaggio degli stessi tra gli stessi campi di mitili.

A seguito di tali considerazioni, è stata identificata, quindi, una maglia, su base cartografica, dei singoli moduli concedibili per mitilicoltura, ciascuno di forma rettangolare di estensione 2 Ha e di dimensioni 125 metri x 160 metri. Nel Primo Seno sono pianificate n. 63 Aree da 2 ettari ciascuna, per una superficie totale concedibile pari a 1.260.000 metri quadrati (126 ettari). Nel Secondo Seno sono pianificate n. 238 Aree da 2 ettari ciascuna, per una superficie totale concedibile pari a 4.760.000 metri quadrati (476 ettari). Tale pianificazione riguarda anche le aree destinate a mitilicoltura nel mar Grande di Taranto La superficie totale disponibile per impianti di mitilicoltura è quindi pari a circa 219,6 Ha (tot. superficie 183 x 1,2Ha). A questo proposito giova ricordare una recente pronuncia dal Consiglio di Stato che conferma un precedente orientamento espresso sul fatto che non serva necessariamente una gara pubblica per l’assegnazione di concessioni demaniali marittime.

L’assenza di un obbligo per l’amministrazione di indire una tipica procedura a evidenza pubblica risiede “nella fondamentale circostanza che l’art. 37 del Codice della navigazione contempla l’ipotesi di una domanda che perviene dal mercato privato, al contrario dell’ipotesi tipica dei contratti pubblici, in cui è invece l’amministrazione a rivolgersi a quest’ultimo”. Il Consiglio di Stato conferma quindi che “gli obblighi di trasparenza, imparzialità e rispetto della par condicio imposti all’amministrazione, anche a livello europeo, sono soddisfatti da un efficace ed effettivo meccanismo pubblicitario preventivo sulle concessioni in scadenza, in vista del loro rinnovo in favore del miglior offerente, e ciò all’evidente fine di stimolare il confronto concorrenziale tra più aspiranti; e da un accresciuto onere istruttorio in ambito procedimentale, nonché motivazionale in sede di provvedimento finale, da parte delle amministrazioni concedenti, rivelatore degli incombenti adempiuti dalla amministrazione ai fini di rendere effettivo il confronto delle istanze in comparazione (e quindi anche sul piano degli adempimenti pubblicitari preventivi), e da cui emergano in modo chiaro, alla luce delle emergenze istruttorie, le ragioni ultime della opzione operata in favore del concessionario prescelto, in applicazione del criterio-guida della più proficua utilizzazione del bene per finalità di pubblico interesse”.

Tanto nelle more di una modifica della legge regionale n.17 del 10 aprile 2015, “Disciplina della tutela e dell’uso della costa”, Art. 8 Concessioni di competenza comunale, con l’introduzione di un comma 4): Sono esclusi dalla procedura di cui al p.to 3, gli enti costituiti non a scopo di lucro o con finalità mutualistiche, interessati all’ottenimento di concessioni finalizzate ad attività di acquacoltura. Gli stessi possono presentare apposita istanza per l’ottenimento del titolo concessorio relativo al bene demaniale de quo, che verrà assegnato secondo le procedure di evidenza pubblica già previste dal Codice della Navigazione (art. 37, in combinato disposto con l’art. 18 del suo Regolamento). L’Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Taranto, ha rilevato la necessità di adeguamento delle concessioni esistenti alle previsioni di piano secondo la maglia produttiva descritta, individuando il periodo per tali operazioni nel corso del fermo produttivo compreso tra il 1 giugno ed il 31 agosto p.v. In tal caso si renderebbe necessario riemettere circa n°120 titoli concessori per circa 70 concessionari per i quali l’ottenimento dell’autorizzazione doganale diventerebbe una fase proibitiva e limitante dell’iter amministrativo, alla luce dei tempi necessari relativi agli accertamenti che l’Ufficio prepost dovrebbe compie per il rilascio della Autorizzazione doganale ex.art.19 D.Lgs. 8 novembre 1990, n. 374.

Oltretutto comporterebbe lo sgombero temporaneo degli specchi d’acqua determinerebbe una paralisi dell’intero settore produttivo, in attesa dell’espletamento dell’iter amministrativo previsto per il rilascio del nuovo titolo concessorio. Mezzogiorno Federato ritiene e auspica che il tavolo insediato dal Sindaco Rinaldo Melucci con i diversi Enti e Uffici a vario titolo coinvolti, debba proseguire per iniziativa del Commissario, con il concorso di quanti ai diversi livelli istituzionali possano e debbano individuare una soluzione più agevole che non mortifichi un settore identitario della nostra economia con i relativi addetti che giustamente rivendicano una regolarizzazione della propria attività per valorizzare il prodotto e dare dignità alle famiglie che lavorano in questo settore, ripristinando la legalità.

Luciano DE GREGORIO

Mezzogiorno Federato Taranto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche