24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

Buonasera Sud

Una nuova visione per la strategia del verde urbano

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Una nuova visione per la strategia del verde urbano

Con la pubblicazione della gara per la realizzazione della foresta urbana nord nel quartiere Tamburi, e la messa a dimora di circa 7mila alberi a Paolo VI e nel parco delle “Mura Greche” prende avvio la “green belt”. L’intervento che ammonta a circa 5 milioni di euro non sarà una semplice messa a dimora di alberi e piante, ma un vero e proprio intervento urbanistico di fitorisanamento.

È un intervento pilota, il primo in Europa, che sarà replicato in altre aree della città e che consentirà di depurare e bonificare i terreni contaminati in maniera naturale, attraverso l’azione combinata dell’acqua e del filtraggio delle radici di alcune particolari specie. Sono in atto numerosi interventi a carattere nazionale ed internazionale finalizzati a ridurre le emissioni ed a promuovere le energie rinnovabili, tra questi gli ecosistemi terrestri in particolare le foreste e le foreste urbane, in quanto la biomassa vivente (legno) e il suolo hanno la capacità di assorbire l’anidride carbonica. Oggi si iniziano a concretizzare una serie di iniziative su base volontaria da imprese, organizzazioni non profit ed amministrazioni pubbliche. Dal viaggiare in aereo alla stampa di un giornale sono attività che hanno un impatto ambientale, i protagonisti di tali attività possono scegliere di ridurre o neutralizzare l’impatto negativo sull’ambiente attraverso l’investimento in foreste urbane. In quest’ultimo periodo sono numerose le iniziative in tal senso, cercando di coniugare efficacemente le esigenze di riduzione delle emissioni e la tutela delle risorse naturali. Questo può però creare l’alibi per azioni inquinanti compensate da investimenti forestali. Il 20% dell’inquinamento da emissioni è legato alla distruzione e al degrado di foreste. La prevenzione dei processi di deforestazione e l’espansione delle superfici forestali hanno numerosi benefici di natura ambientale e sociale, oltre la lotta ai cambiamenti climatici, quali la tutela della biodiversità e della stabilità dei suoli, la regolazione del ciclo dell’acqua, il miglioramento del paesaggio e l’offerta di aree turistico-ricreative. La presenza e la corretta gestione delle superfici forestali comporta l’offerta di prodotti commerciali e di autoconsumo: legna da ardere principale fonte energetica rinnovabile, frutti selvatici, erbe medicinali, ecc.

Proteggere le foreste esistenti ed aumentare la superficie forestale è un obiettivo che può conciliare le esigenze di tutela del clima, di lotta alla povertà e di conservazione della biodiversità. Ma la realizzazione di nuove piantagioni su terreni non coperti da vegetazione va regolamentata. Gli investimenti compensativi sono legati a motivazioni ideali e a scelte valoriali ma anche a considerazioni pragmatiche connesse al miglioramento dell’immagine, la vendita e l’organizzazione di prodotti e servizi a emissione zero possono essere a seconda dei casi efficaci strumenti di comunicazione della responsabilità ambientale e sociale. Tutto questo non è privo di difficoltà, è necessario esplicitare l’intenzionalità dell’intervento ed analizzare l’efficacia dell’investimento compensativo attraverso un progetto accreditato e certificato che possa verificare la permanenza degli effetti che deve essere assicurata per un periodo minimo di 20-50anni. Non è corretto che una piantagione di pioppo venga spiantato dopo 10 anni dall’istallazione, il progetto deve prevedere una attenta valutazione della modalità di gestione. Si rischia anche di privilegiare interventi su grandi superfici dove è più facile realizzare economie di scala maggiori a discapito dei piccoli territori. E’ necessario trovare un corretto equilibrio tra grandi e micro realizzazioni con effetti più diffusi sui territori, trovando siti dove gli impatti ambientali e sociali siano positivi e correttamente valutati, porre attenzione ad interventi mistificatori che creano un immagine positiva di responsabilità ambientale smentita da una pratica ordinaria di segno opposto. Resta comunque un elemento positivo di novità, rende operativo il principio che chi fornisce benefici ambientali abbia requisiti di tutela sociale. Il processo, lento in sé per natura, rappresenta la svolta verso nuovi modelli di sviluppo. Promuovere il verde urbano significa, dunque, promuovere un capitale naturale essenziale, che assicura alle città importanti servizi ecosistemici elevando la qualità della vita di tutti.

Maria Vittoria COLAPIETRO

sociologa

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