20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2022 alle 20:34:00

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Giacomo Matteotti: Un uomo coraggioso e “Solo”, come tutti gli eroi

foto di L'appuntamento su Giacomo Matteotti
L'appuntamento su Giacomo Matteotti

Matteotti era una riformista, nonostante il radicalismo espresso a più riprese contro chi, anche tra i socialisti, mostrava segni di “cedimento opportunistico”. In lui convivevano l’apertura alla collaborazione con i socialismi di altri Paesi e la preoccupazione per il Polesine, con il suo carico di povertà. Non sembri una contraddizione, è solo una delle caratteristiche che fanno di Matteotti un personaggio unico per coerenza e capacità di visione. Il bagaglio culturale da intellettuale di “buona famiglia” e allo stesso tempo l’attenzione per gli ultimi di una società in cui convivono contraddizioni spaventose. SOLO, il romanzo di Riccardo Nencini ci permette di ripercorrere fatti e personalità vissute nel periodo che va dal 1914 al 1924. L’autore ha saputo bene integrare la meticolosa ricostruzione delle vicende storiche, con la essenziale caratterizzazione psicologica dei protagonisti, chiamando quali attori, oltre a Mussolini e a Matteotti, tutti coloro che, hanno avuto un ruolo negli anni che hanno visto l’affermarsi del fascismo, grazie a brogli elettorali ed azioni squadriste, l’assassinio di Giacomo Matteotti che contestò la validità delle elezioni del 6 aprile del 1924 e denunciò le tangenti per la concessione delle attività estrattive alla americana Sinclair Oil.

Anche se la storia del romanzo si ferma a quel 10 giugno 1924, giorno del vile agguato, che diede avvio a una serie di avvenimenti drammatici per il nostro Paese a partire da quando il 3 gennaio 1925, di fronte alla Camera dei deputati, Mussolini si assunse pubblicamente la “responsabilità politica, morale e storica” del clima nel quale l’assassinio fu perpetrato, Nencini ricostruisce meticolosamente la vita pubblica e privata di Matteotti: l’infanzia, le prime esperienze politiche, l’esilio in Sicilia, per oltre due anni, dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale perché accusato di antipatriottismo, l’amore per Velia, le amicizie, la militanza comune con Mussolini nel Partito socialista unitario, le sevizie con una candela accesa nel marzo del 1921 per mano dei fascisti, i giorni drammatici della durissima opposizione al fascismo dilagante nella società italiana. Prima del “racconto”, Nencini fa un breve prologo sul discorso in Parlamento di Giacomo Matteotti del 30 maggio 1924, giorno dell’insediamento del nuovo governo: è un’invettiva dura, spesso interrotta da fischi e urla, ascoltata con malcelato fastidio da Mussolini. In quella tornata elettorale, grazie all’approvazione di una legge elettorale a forte impronta maggioritaria, la cosiddetta legge Acerbo, era uscita vittoriosa la Lista Nazionale guidata dal Duce e dai suoi fedelissimi. Quel discorso, molto probabilmente, segnò l’inizio della fine per Matteotti. Gobetti, definì il leader dell’opposizione, “un volontario della morte”.

Un uomo coraggioso e “Solo”, come tutti gli eroi. La presentazione del romanzo storico, organizzata dalla Federazione provinciale di Taranto del Partito Socialista Italiano, si terrà, alle ore 10 di sabato 15 gennaio, presso il Ristorante “Nautilus”, in viale Virgilio n.2 a Taranto, nel pieno rispetto della normativa anti Covid-19. L’assemblea, presieduta da Salvatore Mattia, Segretario Provinciale PSI, vedrà gli interventi del Sen. Riccardo Nencini, autore di “Solo” e Presidente della Commissione Cultura del Senato, Paolo Castronovi, Segretario Cittadino PSI, Riccardo Pagano, Presidente ANPI Taranto, Carlo Petrone, Avvocato e Storico, Lucia Traetta, Vicesindaco di Fragagnano, Giuseppe Albenzio, Componente Segreteria Provinciale PSI, Luigi Iorio, Coordinatore Segreteria Nazionale PSI, Claudio Cesaroni, Segretario Regionale PSI, e Enzo Maraio, Segretario Nazionale PSI.

Paolo CASTRONOVI

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