27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 15:57:00

Buonasera Sud

Le regioni del Sud divise fra ordinanze e ricorsi

foto di Mario Draghi
Mario Draghi

Mario Draghi, nella conferenza stampa sugli ultimi provvedimenti anti-Covid adottati dal Governo con calma e determinazione è andato dritto al punto: • “Un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche fiducia e soprattutto con unità”. • “La scuola è fondamentale per la democrazia va tutelata, protetta, non abbandonata”.

  • “Dicono che Draghi non decide più? Qui dimostriamo che la scuola resta aperta. È una priorità, non era il modo in cui questo tema è stato affrontato in passato”.
  • In maggioranza “le diversità di vedute sono naturali. L’importante, e si nota, è che c’è voglia di lavorare insieme e di arrivare a soluzioni condivise. Finché c’è quella, il governo va avanti bene”.
  • “Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto, ma se chiudiamo tutto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo”.
  • “Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un po’ diverso rispetto al passato – ha aggiunto il premier -: vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali, soprattutto sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione”.
  • “Non dobbiamo mai perdere di vista una costatazione, gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Siamo stati tra i primi ad adottare l’obbligo” di vaccino “per tutta una serie di categorie” ma “ora la circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali, soprattutto per l’effetto sulla popolazione non vaccinata”.

L’obbligo dei vaccini per gli over 50, ha spiegato Draghi, “lo abbiamo fatto sulla base dei dati, essenzialmente, che ci dicono che chi ha più di 50 anni corre maggiori rischi, le terapie intensive sono occupate per i due terzi dai non vaccinati”. Draghi, che non ha inteso rispondere ad alcuna domanda che riguardasse il Quirinale, è ricorso all’ironia per replicare a chi, sulla Dad, gli ha contestato il mancato allineamento dei Presidenti di Puglia e Campania: “Emiliano dice di essere d’accordo con me ma non è convinto”. Due modi diversi d’intendere la Politica, il governo delle Istituzioni ed il rapporto delle stesse nei momenti più delicati della democrazia. Il governatore pugliese Michele Emiliano nei giorni scorsi era ritornato sul concetto delle ordinanze emanate l’anno scorso sulla dad, ovvero “il rispetto del diritto alla Salute garantito dalla Costituzione”. Per questo, spiega il governatore, che “è possibile per i genitori, qualora venga loro negata la dad, impugnare il provvedimento al Tar”. In questo caso, si sarebbe costituito a favore dei genitori davanti al Tribunale amministrativo. Emiliano.

In un messaggio inviato a una coordinatrice di un gruppo di genitori ha spiegato che “per la scuola esiste già il diritto di chiedere di poter frequentare attraverso un mezzo tecnologico – la dad – che riduce moltissimo il rischio dei contagi. Questo diritto viene attualmente riconosciuto solo agli studenti fragili e spero anche ai familiari conviventi di altri studenti fragili. Ma, secondo me, questo diritto spetta a tutti”. Al governatore Vincenzo De Luca e all’ordinanza con cui la Regione Campania aveva deciso di prorogare il rientro in classe fino alla fine di gennaio, ha risposto il TAR accogliendo il ricorso della Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Istruzione, Ministero della Salute e alcuni genitori: “l’aumento dei contagi nel territorio regionale, neppure specificamente riferito alla popolazione scolastica e peraltro neppure certo e la sola mera possibilità dell’insorgenza di gravi rischi, predicata in termini di eventualità, non radicano per sé solo la situazione emergenziale, eccezionale e straordinaria, che, in astratto, potrebbe consentire la deroga alla regolamentazione generale”.

La Regione Campania è stata sconfessata in materia di governo della pandemia dal Tar che ha eccepito svariate violazioni tra cui quella relativa alla gerarchia delle fonti, del principio di proporzionalità e ragionevolezza, del diritto all’istruzione oltre all’eccesso di potere e violazione di legge. Non era bastata la sonora bocciatura delle ordinanze illegittime che erano state emesse durante lo scorso anno scolastico quando i bambini campani avevano subito lo stop alla presenza in aula per quasi tutto l’anno. Diverso e collaborativo l’orientamento del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: “Aver effettuato lo screening si è dimostrata una scelta lungimirante. Essere riusciti a isolare più di duemila ragazzi positivi ma asintomatici, con i dati attuali di diffusione e di contagiosità in particolare della variante Omicron, significa aver impedito che in pochi giorni avrebbero prodotto oltre diecimila contagi”. Quanto alle notevoli e reiterate pressioni, e al dibattito che si è scatenato sull’opportunità o meno di riaprire le scuole, è necessario ricordare, dice Marsilio “che questa decisione non è nelle facoltà del presidente della Regione. Il Governo ha già deciso mesi fa, adottando dei Decreti Legge in tal senso, di togliere questo potere alle regioni, riservandole solo in caso di zona rossa, e prescrivendo che le scuole debbano restare aperte il più possibile. Sorprende che a invocare la chiusura e a pressare il presidente perché adottasse una propria ordinanza siano stati anche esponenti della minoranza regionale e di quei partiti che a livello nazionale sostengono il Governo”.

Il governo Draghi sta portando a casa risultati importanti nella lotta alla pandemia, riconosciuti unanimemente da tutti gli osservatori internazionali. Il protagonismo di taluni governatori meridionali mostra i limiti di uno sterile protagonismo che, dopo aver infettato la politica rischia, di contagiare le Istituzioni ad ogni livello. La buona politica avrebbe dovuto promuovere una ragionevole diversificazione dei provvedimenti sul rientro a scuola. Resistono gli effetti della cattiva politica, che destabilizza le Istituzioni e confonde i cittadini. In tempi di guerra non lo dobbiamo consentire.

Mezzogiorno Federato

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