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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 06:18:58

Buonasera Sud

Gli anticorpi per prevenire ogni forma di devianza

foto di Papa Francesco Saluta il Sindaco di Bari e Presidente Anci Antonio Decaro
Papa Francesco Saluta il Sindaco di Bari e Presidente Anci Antonio Decaro

Con grande interesse ho seguito il discorso del Papa ai sindaci e l’intervista concessa a Fazio durante il suo programma televisivo. I due interventi possono essere commentati insieme, in quanto complessivamente rendono bene il pensiero di Francesco sui grandi temi di attualità e di spessore storico. Intanto, devo dire che mi è molto piaciuto l’atteggiamento del Pontefice, paterno nelle parole, nella gestualità e nell’immagine che è riuscito a dare di sé. Non è di tutti. Ricordo Paolo VI, un grande pontefice intellettuale, che solo negli ultimi anni del suo papato evidenziò la sua grande umanità, plasticamente rappresentata dalla sua figura diventata ieratica.

Di Francesco ho molto apprezzato la consapevolezza e la grande considerazione del ruolo decisivo, per la tenuta democratica, svolto dai sindaci, ed il conseguente incitamento a continuare nell’impegno di servizio per i cittadini, in particolare in favore dei più deboli. Forse una parola in più per stimolare un’adeguata progettualità ci poteva stare, dal momento che, si spera, prima o poi finirà la stagione dei buoni spesa. Tanto più prima sarà, quanto più efficace risulterà la progettualità e la sua attuazione. Ovviamente, condivido la denuncia del Papa contro la guerra ed a sostegno delle azioni poste in essere per favorire pace e coesistenza pacifica tra i popoli ed assenza di conflitti tra i ceti sociali di ogni singolo paese; questione quest’ultima che richiama la necessità di giustizia sociale, che Francesco, con linguaggio consono ad un Sommo Pontefice, chiaramente propugna. Da socialista riformista sono felice, perché cresciuto nel mito di Sandro Pertini che, per decenni, ed anche nel discorso di insediamento davanti alle camere riunite, ripeteva: “si svuotino gli arsenali e si riempiano i granai”. Una denuncia del traffico internazionale degli armamenti, praticato anche dai grandi paesi industrializzati, ed un caldo appello a favore delle persone e dei popoli che soffrono la fame. Del resto, già Camillo Prampolini, agli albori del ‘900, con la sua “Predica di Natale”, aveva detto ai suoi concittadini, all’uscita dalla chiesa, assiso su un carro agricolo, che i valori che avevano ascoltato nel tempio Cristiano noi socialisti li difendiamo quotidianamente nella società e ci battiamo per il loro trionfo da autentici seguaci di Cristo. Parimenti, significativo il riconoscimento del Papa per tutti gli operatori della sanità, per il loro generoso impegno per gli ammalati di COVID, mettendo a rischio la propria salute e pagando un tributo altissimo in centinaia di vite umane. Così come importante ed apprezzata è la determinazione di Francesco nell’invocare una “occupazione” per chi ne è privo, inneggiando alla dignità del lavoro.

Mi permetto di non condividere l’affermazione che “dalle periferie si vede meglio la totalità”. Una tale affermazione, che riflette il pensiero di Francesco sulla Chiesa universale, pensiero critico verso la chiesa romana ed europea, mi lascia dubbioso inserito in un discorso ai sindaci. Per le città, a mio avviso è il centro che deve guardare alle periferie dotandole di scuole, piazze, parchi, biblioteche, centri sociali e di presidi sanitari territoriali; anzi, questi servizi, se il centro fosse politicamente presbite, bisognerebbe garantirli ai quartieri contemporaneamente ai palazzi, così le periferie non sorgerebbero per niente. Peraltro, il concetto che “dalle periferie si vede meglio la totalità“, mi richiama alla mente, con riferimento alla chiesa, il pensiero di don Gianni Baget Bozzo che, invece, affermava che Cristianesimo ed Europa sono così compenetrati che la fine del Cristianesimo determinerebbe la fine dell’Europa e viceversa. Non condivido, infine, l’idea che i poveri rappresentino “la ricchezza“ delle città. Se il pauperismo è accettabile come valore spirituale e religioso, secondo il credo Cristiano, esso va combattuto dalle Autorità civili, in modo particolare, dai sindaci che, al contrario di altre Istituzioni, giornalmente toccano con mano la sofferenza sociale. Bisogna, perciò, creare ricchezza, per poterla redistribuire a favore dei più deboli, almeno così abbiamo sempre pensato noi socialisti riformisti che non accettiamo di essere ex sinistra. Va senza dire che, è totalmente condivisibile la posizione del Papa sui migranti e la sua denuncia sulla miopia europea e sui lager libici, indirettamente sostenuti anche dal nostro paese, poiché ha finanziato i capi tribù libici che li gestiscono. Concludendo, nutro tantissima stima per Papa Francesco, apprezzo il Suo alto messaggio, gli sforzi che compie per il rinnovamento della chiesa e per bandire da essa la pedofilia, pur non condividendo le Sue posizioni su alcune questioni terrene e la Sua, almeno apparente, freddezza, per l’Europa, per l’Italia e per Roma.

Sandro PRINCIPE

 

P.S.: Chi scrive è un socialista cattolico praticante, televisivo in tempo di Covid. Da sindaco della sua città ha promosso il restauro di tutte le antiche chiese del centro storico e la costruzione di cinque chiese nei nuovi quartieri, nella convinzione che per scongiurare la nascita delle periferie bisognasse dotare il nuovo tessuto urbano di punti di riferimenti civili, sociali, culturali e religiosi, anticorpi per prevenire ogni forma di devianza.

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