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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

foto di Una veduta aerea della Città Vecchia e del Borgo umbertino
Una veduta aerea della Città Vecchia e del Borgo umbertino

La definizione “barriera architettonica” la considero ormai obsoleta. E’ il “benessere ambientale” che deve guidare ed orientare lo spazio costruito. Stare bene nell’ambiente cambia completamente l’approccio pratico e la prospettiva di vita delle persone. Il disagio, lo star male, in un ambiente e in relazione alla propria condizione soggettiva dà origine a difficoltà di ordine percettivo, cognitivo, comunicativo, motorio. Al centro di questa mia riflessione, non ci sono solo le persone con disabilità, ma tutti i cittadini che si relazionano con l’ambiente circostante e manifestano disagio, insicurezza e difficoltà spesso insormontabili. Le famiglie tra pandemia e venti di guerra stanno vivendo un momento di totale smarrimento, che è e deve essere un nostro problema, Taranto Mediterranea vuole farsene carico. Ci proponiamo di accompagnare le famiglie in questo nuovo capitolo della vita, aiutandole ad orientarsi e superare le difficoltà oggettive che esistono sul territorio, provando a costruire insieme un percorso: una diversa visione che l’Amministrazione Melucci dovrà assumere con maggiore determinazione. Il patrimonio di conoscenza che esprimiamo, lo vogliamo usare come punto di partenza dei progetti per la vita delle persone. La vita è una, e va vissuta tutta insieme: I servizi per le persone con disabilità devono diventare un tramite per uscire, lavorare, amare. Vivere.

Vogliamo provare a srotolare un filo rosso che intrecci tutto: tessuto insieme dalle anime della città: sport, cultura, museo, ristoranti, negozi, scuole, aziende, servizi pubblici in primo luogo Per una persona con disabilità non è scontato potere determinare la propria vita. Si è rappresentati, interpretati, da associazioni, medici, familiari che sanno cosa sia il bene, il giusto. Ogni persona deve avere il diritto di costruire il proprio percorso di vita, il diritto di scegliere, di amare, di avere passioni, di annoiarsi, e di cambiare queste scelte nel corso della vita. Crediamo vada ripensato il sistema dei servizi: dall’accesso, ai servizi accreditati, alla mobilità. Partire dalle persone fragili significa preparare cittadini che domani siano in grado di stare nella comunità percependosi come direttamente coinvolti e abili: tutto ciò lo si impara a scuola e in questo la presenza in classe di persone con disabilità costituisce una reale opportunità per fare un’esperienza educativa e di civismo. Nella vita delle famiglie dei bambini e ragazzi con disabilità Il momento più complicato è quello le difficoltà e le preoccupazioni di ogni ragazzo e di ogni famiglia che affronta il termine della vita scolastica per affrontare le decisioni e le responsabilità della vita adulta sono per le persone con disabilità e per le loro famiglie ancora più marcate, perché l’incertezza sulla possibilità di cavarsela in autonomia è ancora più alta che per ogni ragazzo. Il lavoro appare come la soluzione, e spesso lo è: garantisce reddito, inserimento in contesti con persone non disabili.

Ma se questo non accade, se la disabilità è troppo importante e non consente alla persona con disabilità l’inserimento in una fabbrica, in un bar, in un negozio, cosa succede? Dobbiamo trovare nuove idee e nuove strade e ci lavoreremo per costruire stabili relazioni nel territorio in modo che sempre di più i progetti e le attività siano svolti in interazione con i contesti della città, Senza rassegnazione e preclusioni, senza la paura che solo il lavoro sia la risposta possibile, ma costruendo le migliori risposte e la maggiore autonomia per ciascuno, a partire dai desideri e dalle aspirazioni di ciascuno. Anche in questo la presenza delle persone con disabilità è ricchezza: perché ci costringe a pensare che non valgo perché guadagno molti soldi, ho un lavoro, sono riconosciuto per il mio ruolo; ma valgo perché faccio qualcosa di importante per la mia comunità.

La proposta e l’impegno di Taranto Mediterranea per la municipalità è il concetto di città aperta, città di tutti e per tutti, come una delle aspirazioni più diffuse e sentite dalle persone che compongono la nostra Comunità. L’attenzione alla diversità, all’accessibilità e fruibilità, in modo che gli spazi aperti e gli edifici non siano “preclusi” a nessun cittadino. Rende i cittadini socialmente attivi e favorire la vita indipendente per i cittadini più deboli della città. L’invecchiamento della società è un processo dinamico irreversibile e che pertanto i servizi, le abitazioni, il territorio con tutte le infrastrutture che lo compongono si dovranno adattare e trasformare in funzione di nuove esigenze. Migliorare l’accessibilità ed il comfort ambientale nel modo migliore possibile sul territorio e nelle sue componenti: gli spazi pubblici urbani e architettonici, il patrimonio storico-artistico, gli spazi naturali, i mezzi di trasporto delle persone ed i sistemi di comunicazione e di orientamento sensoriale. Concludendo, riteniamo che la capacità di modificare l’ambiente per renderlo più vivibile, confortevole, più vicino alle esigenze di ciascun individuo, dipende dalla realtà preesistente, dalla realtà culturale e dalla situazione edilizio-architettonica. Taranto Mediterranea esprime una politica più attenta e una progettazione più sensibile per raggiungere l’obiettivo comune di una “città relazionale” Abbiamo bisogno di una città il meno discriminante possibile, costituita da cittadini consapevoli di una presenza, largamente rappresentata, di soggetti anziani e portatori di differenti disabilità con pari diritti quindi una “città tollerante” che ripropone la reciprocità del rispetto come base del rapporto umano.

Maria Vittoria COLAPIETRO

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