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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 06:24:05

Buonasera Sud

Se muore l’arte, muore l’anima dell’Italia

foto di Giovanna Sannino
Giovanna Sannino

Sono una ragazza di 22 anni, a quest’età si dovrebbero iniziare ad intravedere strade e percorsi chiari e definiti, che segnano l’inizio di quello che chiamiamo futuro. Io, però, appartengo a quella categoria che viene esclusa da questo ragionamento, quella classe che se sente parlare di futuro può facilmente cadere in una crisi di panico. Sono un’artista, dedico la mia vita all’arte, allo spettacolo e alla cultura, per quanto mi è possibile. Perché non siamo compresi in questo grande e vasto albo generale chiamato futuro? Perché il problema principale, per noi, più di chiunque altro, è rendere stabile il presente; è cercare di far sentire la nostra presenza, di esporci, ma sempre in punta di piedi senza irritare la suscettibilità di nessuno.

A 22 anni ho il dovere di dare la possibilità ai miei sogni di realizzarsi; ho il dovere, verso me stessa, di percorrere la strada per cui credo sia nata; di trovarmi lo spazio giusto, anche minimo inizialmente, per potermi sentire soddisfatta e piena. Tutto chiaro se non si pensa all’altra faccia della medaglia. A 22 anni, ma anche quando ero poco più piccola, ho dovuto iniziare a tentare, perché qui si tenta con l’ascia tra i denti, ad intraprendere quella che adesso è la mia carriera, ma con la consapevolezza che un giorno potrei avere la necessità di mettere i miei sogni dentro al cassetto. Perché? Perché questa è l’Italia. L’Italia e in particolare Napoli, che è la mia culla, è la più grande delle incantatrici. Tanto bella, la sua aria è ricca, anche il vento che passa riesce a raccontare qualcosa, ma è come una fotografia: magari ti emoziona, ma è ferma, il massimo che può succedere è che con il tempo invecchi e si rovini. Questo è il mio Paese. Un luogo che non lascia spazio ai sogni, ma pretende ideali. Non conosce meritocrazia, ma vuole partecipazione. Un Paese che non dà certezze e chiarezza, ma vuole schieramenti. Che millanta politica, ma politica non fa. È il Paese dei balocchi, dei teatrini, dei nuovi mostri di striscia la notizia.

Oggi sono qui, quindi, per far sentire non la mia voce, ma quella di giovani che si sentono spaesati, soprattutto dopo il periodo storico che abbiamo vissuto; non ci marchiate come “generazione debole”, dateci gli strumenti per non esserlo e lì si vedranno i cavalli. Parlo come giovane artista, che sente il sangue che ribolle sotto la pelle perché fare arte vuol dire fare cultura, ma questo mostro con la C maiuscola quasi dà fastidio. L’arte nutre, ogni cosa, non è vero che fa mangiare. Nutre il turismo, l’economia, l’anima, le menti, forma. L’arte è progresso e patrimonio. Quanti civiltà hanno fatto del loro baule culturale il loro punto di forza. In Italia, l’arte sta morendo. E qui mi richiamo ad un titolo di un articolo che scrissi un anno fa “ se muore l’arte, muore l’anima dell’Italia”.

Giovanna SANNINO

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