x

19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 08:15:00

foto di Paolo VI
Paolo VI

I l 5 marzo nasceva cent’anni fa a Bologna nel Quartiere santo Stefano, uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, un artista poliedrico, una delle menti più brillanti che l’Italia abbia mai avuto, poeta, scrittore, registra cinematografico attivista politico, Pier Paolo Pasolini fu ammazzato 2 novembre del 1975 sulla spiaggia di Ostia. Questa immagine mi riporta a una delle più belle poesie ovvero “L’alba meridionale”.

L’ALBA MERIDIONALE

Torno… e una sera il mondo è

nuovo,

una sera in cui non accade nulla

– solo,

corro in macchina – e guardo in

fondo

all’azzurro le case del Prenestino

-l

e guardo, non me ne accorgo, e

invece,

quest’immagine di case popolari

dentro l’azzurro della sera, deve

restarmi come un’immagine del

mondo

(davvero chiedono gli uomini

altro che vivere?)

– case qui piccole, muffite, di

crosta bianca,

là alte, quasi palazzi, isole color

terra,

galleggianti nel fumo che le fa

stupende,

sopra vuoti di strade infossate,

non finite,

nel fango, sterri abbandonati, e

resti

d’orti con le loro siepi – tutto

tacendo

come per notturna pace, nel

giorno. E gli uomini

che vivono in quest’ora al

Prenestino

sono affogati anch’essi in quelle

strie

sognanti di celeste con sognanti

lumi

– quasi in un crepuscolo che mai

si debba fare notte – quasi consci,

in attesa di un tram, alle finestre,

che Fora vera dell’uomo è

l’agonia –

e lieti, quasi, di ciò, coi loro

piccoli,

i loro guai, la loro eterna sera –

ah, grazia esistenziale degli

uomini,

vita che si svolge, solo, come

vera,

in un paesaggio dove ogni corpo

è solo

una realtà lontana, un povero

innocente.

Torno, e mi trovo, prima d’un

appuntamento

da Carlo o Cartone, da Nino a

Via Rasella

o da Nino a Via Borgognone in

una zona

oggetto di mie sole

frequentazioni…

Due o tre tram e migliaia di

fratelli

(col bar luccicante sullo spiazzo,

e il dolore, spento nelle coscienze

italiane,

d’essere poveri, il dolore del

ritorno a casa,

nel fango, sotto nuove catene di

palazzi)

che lottano, si colpiscono, si

odiano tra loro,

per la meta di un gradino sul

tram, nel buio,

nella sera che li ignora, perduti

in un caos che il solo fatto d’appartenere a

un rione remoto

lo delude nel suo essere una cosa

reale.

Io mi ritrovo il vecchio cuore, e

Pago

il tributo ad esso, con lacrime

ricacciate, odiate, e nella bocca

le parole della bandiera rossa,

le parole che ogni uomo sa, e sa

far tacere.

Nulla è mutato! siamo ancora

negli Anni Cinquanta!

siamo negli Anni Quaranta!

prendete le armi!

Ma la sera è più forte di ogni

dolore.

Piano piano i due tre tram la vincono

sulle migliaia di operai, lo

spiazzo

è quello dei dopocena, sul fango,

sereno,

brilla il chiaro d’una baracca di

biliardi,

la poca gente fa la coda, nel

vento

di scirocco di una sera del Mille,

aspettando

il suo tram che la porti alla buia

borgata.

La Rivoluzione non è che un

sentimento.

 

Pier Paolo Pasolini

Poesia in forma di rosa

(1961-1964),

Garzanti, Milano 1964.

Guardo queste immense case schierate sotto l’azzurro di un cielo tempestoso, case ricche di umanità, sento le loro urla, i bambini che giocano, gli schiamazzi, le risate, qui la gente ha bisogno di urlare perché nessuno le dà voce. Paolo IV fa parte di Taranto, nella regione Puglia. Paolo VI dista sei chilometri km da Taranto ospita 17330 abitanti. Sorge a 50 m sul livello del mare poiché confinante con Mar Piccolo. Qui nasce la periferia, ai confini della citta orientata ad ampie visioni, guidata da nuovi paradigmi e conformata da rinnovati dispositivi progettuali. Le grandi periferie urbane italiane, sono figlie del modello urbanistico del novecento, essenzialmente basato sull’azione congiunta di tre R: risorse pubbliche, rendita e regolazione che ne hanno fortemente segmentato lo sviluppo. Gli abitanti sono caratterizzati da un forte spirito di appartenenza, qui fa leva la resilienza, la quale permette agli abitanti di superare ogni difficoltà. Gli edifici abitati da famiglie appartenenti ad epoche diverse, fanno sì che il tutto diventi una grande famiglia.

Niente è muto. I ragazzi giocano felici tra di loro ma una volta raggiuta la maggiore età, nella maggioranza dei casi, sono costretti per il loro futuro, ad emigrare nelle grandi metropoli italiane, abbandonando quasi totalmente il loro luogo di nascita, ma portandosi con se il bagaglio emotivo di ricordi appartenenti al loro passato. Le tradizioni fanno da padrone e rendono il quartiere ancora più ricco di calore e di conseguenza rendono tutto più accogliente. Le strade sono affollate, certe volte anche sporche infossate e non finite. La gente si saluta con ardore, con fare fraterno, dandosi pacche sulla spalla amichevolmente. Passano i bus stracolmi di gente provenienti da Taranto, la gente scende dalle fermate, per rientrare nelle proprie abitazioni, gente affaticata, ragazzi con zaini pesanti sulle spalle, i quali non vedono l’ora di assaporare e sentire il profumo della minestra calda preparata, con tanto amore, dai genitori. Arrivata la notte dove il silenzio domina, si riesce ugualmente ad ascoltare il rombo delle auto provenienti dal comune vicino. Qui nulla è muto!

Rossella DE GREGORIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche