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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 10:55:00

Buonasera Sud

Catania, superare la situazione di grave disagio

foto di Catania
Catania

La città di Catania, 314 mila abitanti circa, al netto delle palestre scolastiche e delle strutture private, dispone di 29 impianti sportivi pubblici, 13 sono gestiti direttamente dal Comune e 16 sono dati in concessione a società o federazioni sportive. Nella città di Bologna, 388 mila abitanti circa, ci sono in tutto 378 impianti sportivi. Ecco, quando si sente parlare di costi e fabbisogni standard, di livelli essenziali di servizi, di spesa storica, ecc. è bene ricordare queste cifre, ma anche quelle riguardanti le scuole, gli asili nido, i chilometri di strade servite da mezzi pubblici, i chilometri di metropolitana, il tasso di disoccupazione e di dispersione scolastica, ecc. È importante conoscere queste cifre per capire come il governo nazionale, da chiunque sia guidato, fino a quando non stabilirà con correttezza quale sia il livello standard di aule, asili, mense scolastiche, impianti sportivi, reti idriche, reti elettriche, reti fognarie, reti telematiche, linee di trasporto pubblico, ecc. stia violando l’articolo 3 della Costituzione italiana che trascrivo di seguito.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. La dispersione scolastica a Catania si aggira intorno al 21%, il tempo pieno si ferma al 10%, la disoccupazione si attesta intorno al 15,5% e quella giovanile sale fino a superare il 23%. Basterebbero queste quattro cifre per spiegare la situazione della città Etnea e, decimale più, decimale meno, dell’intera regione. Insomma, dalle nostre parti, ai drammi del Covid e della guerra, scatenata dalla Russia contro la coraggiosa Ucraina, si aggiunge una situazione sociale, culturale, economica ed occupazionale davvero difficile. A fronte delle cifre sopra sommariamente elencate, dà veramente fastidio apprendere che l’unico interesse mostrato dai partiti presenti a Palazzo degli Elefanti, a Sala d’Ercole, a Montecitorio ed a Palazzo Madama sembri essere concentrato su quella che un tempo veniva definita lottizzazione, cioè chi dovrà fare il sindaco, chi il presidente della regione, chi si dovrà candidare alle prossime politiche. Poco o nulla si dice, invece, circa quale debba essere il modello di sviluppo della città, della Sicilia o del Paese, vale a dire quali scelte, anche difficili, si debbano compiere per ridurre le cifre indicate in premessa e contribuire a superare la situazione di grave disagio nella quale ci troviamo rispetto ad altre aree geografiche, soprattutto del Nord.

Credo che stabilire chi debba occupare il ruolo di guida istituzionale rappresenti un argomento molto importante, credo che però, al fianco di chi debba fare, si debba pure stabilire il cosa fare, altrimenti si potrebbe rischiare di sprecare un’ennesima occasione e magari si potrebbe spianare la strada a chi è bravo a urlare, è bravissimo ad indignarsi, è straordinariamente abile a proclamare l’ovvio, ma è del tutto inadatto a fare il necessario. “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Per essere espliciti: fino a quando a Bologna e a Catania, a Torino e a Firenze, a Grosseto e a Siracusa non ci saranno le stesse infrastrutture e gli stessi servizi noi siciliani avremo il diritto di non sentirci appartenenti alla Repubblica italiana, ma ad una colonia mal trattata e male amministrata.

Salvo FLERES

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