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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

Buonasera Sud

La politica è il fine della vita associata per essere utili al prossimo

foto di Aldo Abbracciavento
Aldo Abbracciavento

Aldo Abbracciavento, già sovrintendente della Polizia Locale, candidato in Taranto Mediterranea. Aldo è solito festeggiare i compleanni dei suoi innumerevoli amici con una foto e la frase ormai famosa: “tantissimi auguri di un amore infinito, una felicità immensa, una salute da leone e vivere gli stessi anni del Principe Filippo d’Inghilterra”.

Dopo quarant’anni di onorato servizio, hai dismesso la divisa ma non ti sei arreso, quindi vale anche per te la previsione di longevità del Principe Filippo?
“Ho dismesso la divisa, ma non ho mai smesso di svolgere il ruolo di servizio che appartiene al mio DNA, fu di mio padre e di mio fratello Marino. Ci piace stare fra la gente comune ed essere utili al prossimo. Per questo, dopo aver fatto l’arbitro per alcuni anni scelsi di appartenere al corpo della Polizia Locale. Ho svolto quel ruolo con dedizione per quarant’anni e continuo a farlo anche oggi da semplice cittadino”.

Avresti potuto goderti il meritato riposo?
“Per riposare c’è sempre tempo. Ogni sera mi addormento chiedendomi se la mia giornata è stata utile per qualcuno. Questo mi fa stare bene con me stesso”.

Quindi hai scelto di misurarti contando sulla gratitudine di chi hai aiutato?
“Non so nemmeno quanta gente ho incontrato in questi anni. So che non mi sono mai tirato indietro mettendo a servizio del prossimo la mia esperienza, conoscenza, disponibilità. Gente comune. Di molti ricordo il volto, ma non ricordo il cognome. Forse saranno loro a ricordarsi di me. Ma non ho mai pensato ad un “ritorno”. Chi ha conosciuto mio padre e mio fratello Marino sa che gli Abbracciavento sono fatti così”.

Perché hai deciso di candidarti in Taranto Mediterranea?
“Innanzitutto perché credo che un consigliere comunale debba conoscere e rappresentare i bisogni della gente comune, della Comunità a cui appartiene. La politica è il fine della vita associata e per me è una dote innata. L’ho imparato da ragazzino, quando con Marino frequentavamo l’oratorio Don Bosco. E’ li che ho coltivato le prime amicizie fondate su valori semplici e importanti che sono state fondamentali nella mia formazione. Quei vecchi e nuovi amici dell’Oratorio, Enzo, Alfredo, Mimmo, Antonio, Salvatore, Stefano, mi hanno spinto ad accettare la sfida con Taranto Mediterranea. Una squadra di professionisti competenti. Gente qualificata, disponibile, che ha una visione da offrine a questa Città, e come primo obiettivo il bene comune. Mi trovo bene con loro e sono certo che lavoreremo bene per Taranto”.

Qual è l’impegno che ti proponi?
“Sono anni che a vari livelli mi occupo di sport, in particolare delle discipline più popolari. Credo che lo sport sia fondamentale per il recupero e la formazione dei ragazzi più emarginati. Ogni disciplina sportiva parte dalla conoscenza ed il rispetto delle regole, quindi fondamentale per il rispetto del prossimo, fondamentale per il vivere insieme. Bisogna mettere a disposizione di questi ragazzi lo sport e gli impianti necessari a praticarlo come insegnamento di vita”.

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