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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

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Per un’Alleanza verde e civica (AVEC)

In un Pianeta dove, negli ultimi 50 anni , la popolazione è raddoppiata raggiungendo gli 8 miliardi, i consumi di energia, per la gran parte di origine fossile, sono quasi triplicati e quelli di materiali sono quadruplicati , la transizione ecologica è ineludibile per affrontare la crisi climatica , la scarsità delle risorse naturali e per assicurare prosperità , per tanti e non per pochi, tutelando capitale naturale , biodiversità e servizi eco-sistemici, indispensabili per le presenti e le future generazioni. Per arrivare, in pochi decenni, ad azzerare le emissioni nette di gas serra e ad un’economia circolare e rigenerativa, dobbiamo realizzare cambiamenti epocali.

Per assicurare un benessere durevole e inclusivo, basato su una maggiore giustizia sociale e ambientale, urgono profondi cambiamenti dell’economia: per un’economia di mercato sociale ed ecologica e una crescita realmente sostenibile. Anche per sostener ed estendere conquiste fondamentali come le libertà democratiche e i diritti individuali e civili, dobbiamo fermare in tempo la drammatica accelerazione della crisi climatica ed ecologica. La pandemia da Covid-19 ci ha mostrato quanto siamo vulnerabili: un virus si è diffuso rapidamente causando numerose vittime e ingenti danni in tutto il mondo. Il fallimento della transizione ecologica ci esporrebbe a rischi ancora più devastanti. Questa consapevolezza è tanto più necessaria in questo momento drammatico della storia europea, con una guerra d’invasione in corso, finanziata anche con le nostre importazioni di gas, di petrolio e di carbone. Operare per la pace richiede oggi di accelerare la transizione energetica e climatica, con misure straordinarie per il risparmio, l’efficienza energetica, per la circolarità della nostra economia e per il rapido sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, necessario per abbattere le emissioni di gas serra e, visti i loro notevoli minori costi rispetto ai combustibili fossili e all’energia nucleare, anche per ridurre le bollette energetiche. Per prevenire le guerre e dare solidità alla pace è necessario rafforzare il ruolo delle istituzioni internazionali, l’iniziativa politica e diplomatica multilaterale, la cooperazione internazionale.

È necessario raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 21 delle Nazioni Unite, per uno sviluppo sostenibile, equo ed esteso, con la consapevolezza che sono i paesi più poveri e le fasce sociali più deboli ovunque a subire i danni maggiori. Nel rispetto della nostra Costituzione che ripudia la guerra come strumento di offesa di altri popoli e afferma il diritto a difendersi difronte ad un’aggressione, esprimiamo una ferma condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte del regime di Putin e delle atrocità commesse dalle forze armate russe, unitamente al nostro sostegno alla resistenza del popolo ucraino. Allo stesso tempo ribadiamo la nostra contrarietà nei confronti di una nuova corsa internazionale agli armamenti e alle armi nucleari. Andare verso una difesa europea comune può comportare una riduzione delle spese militari, attraverso un uso più razionale e condiviso delle risorse. La difesa comune richiede una riforma democratica della UE, contro veti e derive illiberali che le impediscono di dispiegare le sue migliori potenzialità in diversi campi. Difronte a una situazione di rischio e instabilità, la transizione ecologica rappresenta una grande opportunità di innovazione e di sviluppo sostenibile, alla base del Green Deal europeo. Questa opportunità deve essere colta con maggiore determinazione nel nostro Paese che è fra i leader europei del green economy e dispone di enormi potenzialità sottoutilizzate. Il made Italy e le eccellenze di diversi settori e produzioni non possono più prescindere da un’elevata qualità ecologica. Siamo convinti che per cogliere le potenzialità della transizione ecologica e superare resistenze e ritardi, serva anche in Italia una maggiore spinta politica nelle istituzioni a tutti i livelli.

In diversi Paesi europei tale spinta è più forte grazie ad una consistente presenza politica dei verdi che, a differenza di quanto accade in Italia, hanno ottenuto risultati elettorali a doppia cifra. Riteniamo ormai giunto il momento di superare questo ritardo. Per puntare ad avere una presenza politica elettoralmente consistente, di dimensione europea, riteniamo indispensabile cambiare profondamente il profilo politico e programmatico dei verdi in Italia, con un solido riferimento ai verdi europei, un’aggiornata elaborazione programmatica, la valorizzazione di adeguate competenze e di robuste conoscenze scientifiche, una maggiore capacità di dialogo con i cittadini, l’adozione di metodi di lavoro e di decisione trasparenti e inclusivi. Per affrontare le sfide impegnative che abbiamo difronte dobbiamo realizzare cambiamenti di vasta portata in tempi rapidi: cambiamenti che richiedono efficaci politiche e misure di governo. È quindi necessario candidarsi credibilmente a ruoli di governo, superando i limiti di un approccio identitario e minoritario, troppo spesso caratterizzato da tanti no in contrasto con obiettivi della transizione ecologica. Serve maggiore iniziativa per allargare l’interlocuzione politica. Cerchiamo il confronto e il coinvolgimento di persone provenienti da diverse esperienze culturali, associative e politiche. Vogliamo evitare recinti ideologici obsoleti e alleanze elettorali opportuniste e riduttive rispetto all’ampia interlocuzione necessaria per far avanzare la transizione ecologica. Il nostro progetto politico è complessivo, non settoriale, può contare su una cultura politica, presente in modo consistente in Europa, riformatrice e innovativa, all’altezza delle nuove sfide di questa nostra epoca.

La crescita in tutta Italia di liste civiche, impegnate anche sulle tematiche ambientali, è sintomo di una maggiore consapevolezza di un numero crescente di cittadini e della ridotta credibilità delle forze politiche tradizionali. L’ attenzione alla partecipazione, alle concrete esigenze dei cittadini e dei territori di molte liste civiche locali, presenta rilevanti convergenze con le migliori pratiche verdi in Europa. La transizione ecologica non si fa solo con le regole, ma modificando consumi, stili di vita, produzioni e processi produttivi. Consumi e stili di vita responsabili e sostenibili richiedono maggiore senso civico, consapevolezza degli interessi condivisi della comunità umana, impegno personale, esercizio attivo della cittadinanza. Produzioni e processi produttivi sostenibili richiedono responsabilità sociale delle imprese ed estesa dei produttori: verso la natura, la cittadinanza e le future generazioni. La valorizzazione della dimensione civica costituisce una parte rilevante dalla qualificazione del nostro progetto politico. Per realizzare la transizione ecologica è necessario avere una partecipazione più ampia e consapevole. Troppi, pur condividendo valori e obiettivi, stanno a guardare e non trovano le ragioni e i modi per impegnarsi politicamente. Puntiamo a promuovere un maggiore coinvolgimento dei cittadini, dei giovani in particolare, sempre più preoccupati per la crisi climatica e più attenti alla tutela dell’ambiente e della natura.

Diamo grande importanza al dialogo e al rapporto con le associazioni ambientaliste e con le organizzazioni del terzo settore. Convinti che la transizione ecologica generi, complessivamente, maggiore occupazione e richieda attenzione alle tematiche sociali e del lavoro, cerchiamo un attivo confronto con le organizzazioni sindacali. Riteniamo che sia giunto il tempo per dare adeguata rappresentanza politica al mondo delle imprese del green economy – ormai consistente in Italia in diversi settori, dell’industria e dell’agricoltura, dei servizi e dell’energia- che esprime grandi potenzialità e non trova adeguata ed efficace interlocuzione con le attuali forze politiche. Puntiamo a prestare maggiore attenzione anche al mondo dell’università, della ricerca, delle competenze tecniche e scientifiche, dove c’è una diffusa consapevolezza delle sfide epocali e delle possibilità di affrontarle e che, con un approccio multidisciplinare, punta ad avere maggior peso nelle scelte e nelle misure decise a livello politico ed anche nel cambiamento culturale in direzione della sostenibilità. L’Enciclica Laudato Sì ha espresso riflessioni e proposte che riteniamo di grande rilievo per un progetto di transizione ecologica, che non hanno trovato interlocuzione politica adeguata in Italia. Nel rispetto della laicità necessaria ad una politica democratica, intendiamo promuovere il confronto, la riflessione e valorizzare i contenuti dell’Enciclica Laudato Sì.

Per sostenere i valori, i contenuti e gli obiettivi di questa carta degli intenti ci impegniamo a promuovere una nuova e consistente Alleanza verde e civica. Alessandra Bailo Modesti, Danilo Bonato, Roberto Cavallo, Vittorio Cogliati Dezza, Annalisa Corrado, Lorenzo Fioramonte, Fernando Fioramonte, Monica Frassoni, Fabrizia Gasperini, Giovanni Graziani, Gianluca Guerra, Luca Iacoboni, Elisa Meloni, Giulia Mirra, Mario Motta, Rossella Muroni, Silvia Pettinicchio, Edo Ronchi, Simone Togni, Viviana Celastro

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