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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 12:56:00

Buonasera Sud

Mega tunnel Genova-Milano. E il ponte sullo Stretto?

foto di Mario Draghi in visita al terzo valico
Mario Draghi in visita al terzo valico

Il Terzo valico dei Giovi è una delle infrastrutture sostenibili più importanti tra quelle oggi in esecuzione in Italia. Mario Draghi ha visitato nei giorni scorsi uno dei 30 fronti di scavo su 12 grandi cantieri estesi dal Piemonte alla Liguria definendo l’opera “Impressionante”. Una struttura che, in termini di sostenibilità, favorirà una riduzione del 33% dei tempi di percorrenza tra Genova e Milano, con conseguente riduzione del 55% delle emissioni di Co2 rispetto al trasporto su gomma. Un cantiere che è anche un grande laboratorio per innovare, garantendo sicurezza per i lavoratori e formazione professionale. Il progetto è stato inserito nel programma ‘Scuola dei Mestieri’, l’iniziativa lanciata su scala nazionale da Webuild per favorire la formazione di operai specializzati e l’inserimento nel mondo del lavoro di nuove risorse nel settore costruzioni, a supporto dell’ampio piano di sviluppo infrastrutturale che il Governo sta realizzando anche attraverso il Pnrr.

Su tutto il percorso, sono state adottate diverse tecniche di scavo, in considerazione delle differenti caratteristiche dei terreni, secondo stringenti criteri di sostenibilità, dai cantieri integrati con l’ambiente, ai sistemi di riutilizzo dei materiali di scavo, alla salvaguardia delle sorgenti d’acqua. Una volta in funzione, l’opera permetterà di diminuire del 33% i tempi di percorrenza sulla tratta Genova-Milano e, rispetto al tradizionale trasporto su gomma, si abbatteranno del 29% i consumi energetici e si ridurranno del 55% le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Alla sua realizzazione contribuisce una filiera di oltre 2.300 imprese che dà lavoro a circa 5mila persone. Una volta ultimata, con i suoi 53km complessivi, accrescerà la competitività dell’Italia, conferendole maggiore centralità nei collegamenti trans-europei e permetterà l’integrazione della rete di Genova e del suo porto, rendendolo sempre più funzionale come hub internazionale, grazie alle interconnessioni verso Torino, Milano e l’Europa. La nuova linea ad alta capacità veloce collegherà Genova a Milano in meno di un’ora e rafforzerà i collegamenti dell’Italia con l’Europa, portando l’alta velocità fino al porto della città ligure, da cui ogni giorno oltre 100 treni potranno arrivare fino a Rotterdam.

Fa parte della rete Ten-T Reno-Alpi di collegamento con l’Europa, ed è uno dei 16 progetti della Rete Ten-T che il gruppo sta realizzando in Italia. Il tracciato è estremamente complesso e si sviluppa per il 70% in galleria, attraversando uno dei contesti geologici più complessi al mondo, che hanno comportato una attenzione ancora maggiore su tutte le misure messe in campo per garantire la sicurezza delle persone al lavoro nel cantiere in tutte le fasi di produzione. Il Governo intende puntare sulle infrastrutture con il PNRR per far ripartire l’economia dopo la crisi causata dal coronavirus e soprattutto alla luce dei nuovi equilibri geopolitici che si vanno determinando come conseguenza del conflitto in corso nel nord est europeo. Parte fondamentale del Core Corridor TEN-T Reno-Alpi, il più importante asse europeo di collegamento da nord a sud, su cui si muove il maggior volume di merci trasportate in Europa, attraversando i Paesi a maggior vocazione industriale Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera, Italia ed il Mediterraneo. il Terzo Valico consentirà di superare gli attuali ostacoli allo sviluppo del trasporto ferroviario tra Genova, Milano e Torino. Ma altrettanto strategico e decisivo rimane il Ponte sullo Stretto di Messina.

Nel 2020 il ministro Dario Franceschini, a valle del lavoro prodotto dagli Stati Generali, si disse convinto che l’’Alta velocità non potesse fermarsi a Salerno senza arrivare in Sicilia. L’Alta velocità per arrivare in Sicilia deve attraversare tre chilometri di mare. In passato il Ponte sullo Stretto è stato oggetto di una contesa ideologica. L’Alta velocità deve arrivare a Reggio Calabria, a Messina, Catania e Palermo. Quindi attraversare lo Stretto è la conseguenza di una scelta strategica. Si deve fare! Avendo deciso di realizzare una offerta ferroviaria ad alta velocità in Calabria ed in Sicilia all’interno del Pnrr non si può continuare a illudere il Mezzogiorno come negli anni Cinquanta quando l’autostrada A1 si fermò a Napoli e come negli anni Novanta l’Alta velocità ferroviaria si fermò a Salerno. Serve una proposta organica, soprattutto, di prospettare la possibilità di avviare la realizzazione del Ponte sullo Stretto articolandolo in due distinti capitoli per rispettare la scadenza del 2026: uno relativo alle opere a terra per un valore di circa 2,3 miliardi inserito nel Pnrr e l’altro, quello relativo al ponte, nel Piano complementare non vincolato alla scadenza del 2026. Mario Draghi sia consapevole che un’altra opera straordinaria e impressionante deve essere avviata: il ponte sullo stretto. Del resto l’Unione europea l’ha formalmente approvata includendola non solo in un apposito Corridoio ma eleggendo, addirittura, nel 2004, il progetto del ponte, tra i progetti chiave delle Reti Ten-T.

Mezzogiorno Federato

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