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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 11:33:00

Buonasera Sud

PNRR e formazione: un approccio sistemico, innovativo e strategico per lo sviluppo del lavoro

foto di Luciano De Gregorio
Luciano De Gregorio

Luciano De Gregorio, una esperienza sindacale, politica, amministrativa, ma soprattutto umana maturata nel costante rapporto con la gente. Iniziata da giovanissino militante del Partito Socialista, poi da autoferrotranviere nel sindacato, da amministratore comunale e provinciale, da assessore con delega al lavoro ed alla Formazione Professionale. Fondatore costituente di Mezzogiorno Federato, candidato in TARANTO MEDITERRANEA con Rinaldo MELUCCI Sindaco.

A lui abbiamo chiesto come nasce l’idea di una lista tarantina con una identità mediterranea
La nostra storia racconta e descrive un intero mondo di scambi, relazioni, interrelazioni e utopie che percorre un intero bacino della geopolitica. Il ruolo cardine all’interno del territorio dell’arco Ionico, dal sistema costiero nord appulolucano al litorale e pianoro salentino, la sua collocazione baricentrica, cerniera non solo tra le realtà territoriali limitrofe ma anche tra le principali realtà mediterranee, balcaniche e medio-orientali. Taranto è un frutto del Mediterraneo. La Città Vecchia di Taranto, a partire dalla sua Cattedrale, è il mosaico spazio-temporale di epoche e progetti, composto da eredità elleniche, architetture medioevali, moli, palazzi rinascimentali, case per pescatori, borghi commerciali, chiese barocche, e aggiunte novecentesche. La Città Vecchia è, come le cento città costiere del Mediterraneo, un palinsesto di opere e di architetture, “depositate dalla storia in un fazzoletto di terra”.

La civiltà mediterranea che storicamente si è sviluppata sulle sponde del mare nostrum. Ma oggi che ruolo può giocare Taranto nel Mediterraneo?
Il Mediterraneo è sempre più un mare interno all’Europa e, nella sua complessa dimensione geo-economica e geo-politica, è diventato, per l’Europa, un’irrinunciabile opportunità. L’Italia capovolta è oggi l’Europa capovolta. Il Mezzogiorno, la Puglia e la nostra Taranto costituiscono un tassello fondamentale per la grande piattaforma economica e logistica euro-mediterranea, protagonista del nuovo modello di sviluppo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci riconosce.

In questa dimensione quale è il ruolo che l’Amministrazione civica deve svolgere?
Quello della “democrazia delle città”, espressione di una volontà di cambiamento, di riforma, di intervento nel presente, avendo memoria del passato e consapevolezza del futuro che si vuole costruire. Tra continuità amministrativa e critica propositiva non c’è spazio per l’avventurismo. E’ raro che si possa far Politica senza lo scudo delle idee, senza una visione della città che si vuole governare. Rinaldo Melucci, nel suo primo mandato ha incontestabilmente espresso questa visione della Città ed una forte volontà di cambiamento. Per questo siamo con lui!

E lei quale ruolo si propone di svolgere?
Quello dell’esperienza maturata per strada fra la gente comune, con la competenza acquisita con la mia storia personale. Chi mi conosce sa che il mio bagaglio l’ho riempito misurandomi sul campo, nel mondo del lavoro, da sindacalista, da amministratore, da militante politico. Don Lorenzo Milani diceva che se abbiamo un problema in comune e cerchiamo di uscirne da soli, si chiama “egoismo”, se cerchiamo di uscirne insieme si chiama “politica”. Un’attenzione particolare intendo dedicarla alla formazione professionale che considero una leva fondamentale per ripensare la PA e renderla il motore dello sviluppo del nostro territorio. Ci sono alcune questioni che vanno assolutamente affrontate, se è vero che la formazione deve essere una leva d’azione nell’attuazione del PNRR, questioni presenti parzialmente nel Piano, ma assenti da anni nelle strategie della governance.

Quali in particolare?
Metto in gioco la mia esperienza perché l’opportunità irripetibile del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza colga appieno per Taranto le misure per realizzare progetti formativi e di inserimento lavorativo nei settori della transizione ecologica e digitale. Prevede la possibilità di sottoscrivere accordi, fra autonomie locali, soggetti pubblici e privati, enti del terzo settore, associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Questi accordi hanno rappresentato l’idea guida che la regione Puglia ha inteso definire “Sistema Taranto” che attraverso la concertazione e i conseguenti protocolli d’intesa ha visto protagonisti l’Università, Assindustria, Confcommercio, l’Autorità Portuale e le organizzazioni sindacali attraverso l’indirizzo ed il coordinamento ed in particolare l’assessorato alle politiche del lavoro e formazione professionale da me diretto. La concertazione come strumento attivo e partecipato può e deve tutelare i mitilicultori tarantini, le loro imprese cooperative che esercitano la mitilicoltura nei mari di Taranto, la cozza tarantina meritoriamente considerata come l’oro di Taranto. Il tavolo già insediato dal Sindaco Rinaldo Melucci con i diversi Enti e Uffici a vario titolo coinvolti, il recente disciplinare per la produzione di mitili nei mari di Taranto contraddistinti dal marchio “Slow Food” possono e devono rappresentare una occasione per lo sviluppo di un settore identitario della nostra economia con i relativi addetti che giustamente rivendicano una regolarizzazione della propria attività per valorizzare il prodotto e dare dignità alle famiglie che lavorano in questo settore, ripristinando la legalità.

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