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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

Buonasera Sud

Gli estremismi ideologici ambientalisti hanno un fiato cortissimo

foto di Nave con le cisterne per il trasporto del gas
Nave con le cisterne per il trasporto del gas

Si dice giustamente che questa guerra cambia il mondo. E ciò è vero soprattutto per noi europei che mai e poi mai avremmo immaginato di avere alle porte di casa una minaccia così grave come quella del rinascente imperialismo russo. Privi di un esercito comune degno di questo nome, ci siamo adagiati comodamente sotto l’ombrello di protezione americano e della Nato senza il quale oggi saremmo completamente indifesi dinanzi alla minaccia russa. Abbiamo pensato a una pace comoda e infinita. Purtroppo non è così e le vicende anche economiche di questi giorni dimostrano che nulla è gratis e che essere finiti in una completa dipendenza energetica dalla Russia soprattutto per alcuni Paesi come Austria, Germania e Italia è stata un’autentica follia. Cambierà il modo di concepire il mondo. Se nell’era della globalizzazione spinta è sembrato che tutto ruotasse intorno all’economia, alle convenienze degli scambi e delle produzioni nei paesi più competitivi, alle specializzazioni guidate dai vantaggi naturali e comparati, prescindendo da ogni altra questione, l’era che ci sta dinanzi sarà probabilmente un’era dominata dalle esigenze di sicurezza e strategiche.

Gli scambi avverranno principalmente tra cluster di Paesi reciprocamente affidabili dal punto di vista della democrazia e delle istituzioni, le catene logistiche si accorceranno per garantire la certezza degli approvvigionamenti, produzioni strategiche come quelle dei conduttori elettronici, delle apparecchiature biomedicali, dei beni alimentari si rilocalizzeranno tornando se possibile nei Paesi dell’Occidente con un processo che viene definito di reshoring. L’industria manifatturiera per tanto tempo considerata, soprattutto in Europa, da correnti di pensiero improntate a estremismo finanziario, mercatista e ambientalista se non proprio una Cenerentola certamente non come una priorità, tornerà in auge e bisognerà essere capaci di nuove politiche industriali in grado di coniugare esigenze di sicurezza ambientale (decarbonizzazione) ed esigenze di sicurezza strategica. La guerra russo-ucraina e la crisi energetica conseguente hanno dimostrato che l’approccio alla decarbonizzazione deve essere affrontato con pragmatismo e razionalità e che nuove religioni ed estremismi ideologici ambientalisti non risolvono i problemi dell’oggi e di domani e hanno un fiato cortissimo. L’indipendenza energetica si otterrà non solo con le rinnovabili ma con un mix di fonti e tecnologie dalle quali il gas nella transizione e domani un nucleare moderno e sicuro non possono essere esclusi.

Crescerà in Occidente la spesa per la sicurezza militare e cibernetica e ci dovremo abituare a fare sacrifici per fronteggiare lo shortage energetico almeno in una fase di passaggio ai nuovi equilibri. Draghi è stato molto criticato per la frase “dobbiamo scegliere tra la pace e i condizionatori”. Io francamente non capisco il senso della critica. Mi pare che il premier abbia soltanto ricordato che la sicurezza e la pace non sono gratis e che nei confronti di dittatori che mettono a repentaglio la sicurezza del mondo bisogna avere un comportamento di forte contrasto per impedire loro di fare ancor più male all’umanità. Non bisogna vergognarsi dei valori e della storia dell’Occidente. Abbiamo certamente fatto errori ma il mantenimento di istituzioni e sistemi democratici ha consentito di evitare tragedie più grandi mostrando che le democrazie sono sistemi molto migliori delle autocrazie e delle dittature. Una delle ragioni per le quali i popoli e le nazioni dell’ex blocco sovietico guardano a Occidente e ne chiedono la protezione è proprio questa. La storia e la cultura democratica ci insegnano a riconoscere oppressi e oppressori, carnefici e vittime, uomini e donne liberi e schiavi. I nostri padri hanno combattuto il nazi-fascismo con le armi in mano, in molti casi lanciate da inglesi e americani. La libertà, l’autodeterminazione, la resistenza dei popoli va sostenuta sempre, senza esitazioni ed equivoci.

Alfredo VENTURINI

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