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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

Buonasera Sud

Una visione strategica di Città della conoscenza creativa ed interdisciplinare

foto di Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

La città è un sistema complesso ed è costituito, in prima istanza, da un numero grande di elementi che hanno tra loro un numero ancora più grande di relazioni. Per l’appunto diventa un sistema costituito da un numero grande di persone e di cose (case, uffici, industrie, sistema dei trasporti) che hanno tra loro un numero enorme di relazioni. La città è dunque un sistema complesso che cambia e che trova, anche e soprattutto al suo interno, le forze per modificarsi e restare stabile. La complessità della città di Taranto è evidente. Dalla nascita di grandi gruppi industriali sul territorio tarantino si è generato un sistema di ingiustizia ambientale che si è sviluppato negli anni tra logica di produzione e subordinazione della riproduzione sociale di chi lo abita.

Ancora oggi le sfide per Taranto continuano a essere quelle della salvaguardia ambientale, del miglioramento della salubrità urbana, della lotta alle discriminazioni e alle diseguaglianze, il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi, la mobilità, l’attenzione alle periferie e il superamento delle differenze con il centro della città, la questione dei rifiuti, la cura del verde urbano. Necessita quindi partire dal presupposto della complessità per poter parlare di programmazione, pianificazione e riconversione del territorio tarantino. L’approccio non può essere semplicistico ma necessita considerare aspetti importanti della complessità che si risolvono con la interdisciplinarietà. Non possono essere solo gli urbanisti o gli architetti a risolvere i problemi di Taranto, ma vanno affiancati antropologi, storici, sociologici, climatologici, economisti e tante altre figure specialistiche. La interdisciplinarietà è una grande sfida, non ancora risolta. Alcuni, considerati esperti, pensano ancora in maniera monodisciplinare. Altri, in numero crescente, iniziano ad assumere un approccio multidisciplinare. La interdisciplinarietà è un’altra cosa: pretende un pensiero complesso, capace di costruire ponti tra i diversi sistemi disciplinari per affrontare il tema del fenomeno urbano.

Il PUG per la città di Taranto dovrà, nel confronto con gli stakeholder, affrontare un approccio sistemico complesso, fino ad oggi si è invece utilizzato un approccio di tipo analitico e conoscitivo. Il PUG deve poter considerare “Taranto” come un sistema complesso e metropolitano. I dati provenienti dal Piano Strategico del territorio tarantino, evidenziano le dimensioni territoriali del sistema Taranto su scala provinciale, regionale e interregionale, con un vasto legame di relazioni che rende unico lo stesso sistema, baricentro di interessi sovracomunali. La città è un ecosistema urbano, in termini biologici e culturali. È sul piano culturale, infatti, che la città si propone come un hot spot di diversità e, dunque, di creatività. La città è il luogo della creatività.

Molti sociologi della conoscenza sostengono che le città creative sono intrinsecamente interdisciplinari, luogo di circolazione delle idee e delle visioni strategiche. La programmazione e la pianificazione di Taranto per i prossimi anni dovrà quindi affrontare il problema con un approccio in termini di complessità, interdisciplinarietà e creatività. Non si possono immaginare soluzioni calate dall’alto. Al centro della vita pubblica necessita fare riferimento a un modello di partecipazione attiva al processo di elaborazione delle decisioni da parte di un pubblico attivo, con la costruzione dal basso della struttura urbana, partendo dal concetto di “BENE COMUNE”, termine più ampio rispetto a quello di “BENE PUBBLICO”. Taranto nella visione di medio e lungo termine può aspirare a diventare la “CITTA’ DELLA CONOSCENZA”. L’era della conoscenza ha due gambe, che fanno entrambe riferimento alla scienza: la produzione di nuova conoscenza e l’uso della nuova conoscenza prodotta che si reifica in tecnologia.

La scienza è dunque il motore della società della conoscenza.

Il progetto del “Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia” di Taranto, diventato un Polo di Eccellenza della Ricerca a livello internazionale, è nato da un’esigenza di capovolgere il paradigma di “Taranto/città inquinata” in quello di “Taranto/città per la ricerca sull’inquinamento”. Il Polo fa parte del Sistema di ricerca locale (Università degli Studi “Aldo Moro”, Politecnico di Bari, CNR, ARPA Puglia), con la formale adesione del Comune e della Provincia di Taranto, del Consorzio Area di Sviluppo di Taranto, della Confindustria e della Camera di Commercio. La città è purtroppo conosciuta, a livello nazionale ed anche internazionale, per lo stato di grave inquinamento che la caratterizza, sia terrestre (aria e suolo) che marino, a causa della presenza di industrie pesanti sul territorio (Acciaierie, Raffinerie, Cementifici, Tubifici, porto industriale ecc.). Fondamentale per la città investire in Ricerca e Innovazione Tecnologica, forti della presenza sul territorio di un sistema universitario e di ricerca nazionale: le due Università, il Politecnico, il CNR. La Legge di bilancio del 2019 dello Stato Italiano, ha istituito la Fondazione denominata “Istituto di Ricerca Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile a Taranto”, con “funzioni strumentali alla promozione della crescita sostenibile del Paese e al miglioramento del sistema produttivo nazionale. In questi anni sono stati reperiti i fondi ed è stato approvato lo statuto del Tecnopolo, con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta MISE, sentiti MIUR e MEF.

La Legge 145 ha stabilito altresì uno stanziamento iniziale di 3 ml/ anno (2019, 2020, 2021) per il Tecnopolo di Taranto. Il Tecnopolo del Mediterraneo diventerebbe quindi una importante occasione per Taranto per programmare una visione strategica di “Città della ricerca e della Conoscenza”, coinvolgendo tutti gli Stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In questo modello ci vengono in aiuto le risorse del PNRR per la ricerca e l’innovazione tecnologica. I presupposti per Taranto “Polo della Ricerca e dell’Innovazione” ci sono tutti. La prossima Amministrazione dovrà affrontare il problema, con la consapevolezza che non si può fare affidamento a interventi puntuali, ma si devono condividere programmi e strategie di azione e di sviluppo. Altro elemento di notevole importanza per lo sviluppo di Taranto è quello della Transizione Energetica e Ecologica. Il Comune di Taranto non ha ancora predisposto un Piano Energetico Comunale. La Transizione Energetica diventa quindi un processo con dimensioni e implicazioni molto più ampie.

La ‘decarbonizzazione’ è un percorso che coinvolge ogni settore industriale in ogni paese del mondo. Si tratta di una grandissima opportunità per Taranto e per tutta l’ltalia, perché catalizzerà gli investimenti di grandi imprese e rafforzerà un più ampio processo di innovazione tecnologica, con vantaggi per tutte le filiere”. Per questo motivazioni i Poli della Ricerca e della Conoscenza diventano gli strumenti per attuare un cambio di paradigma, necessario per sostenere un’economia verde. La transizione energetica dai combustibili fossili alle fonti di energia rinnovabili diventa un percorso necessario nella lotta al cambiamento climatico e nel porre le basi per una crescita economica sostenibile. Necessita voltare pagina. Non si possono rincorrere i finanziamenti senza avere una visione strategica generale, questo la Politica lo deve capire, affinché Taranto diventi una città sostenibile e resiliente, creativa e interdisciplinare, Polo di ricerca e innovazione tecnologica.

Vincenzo LA GIOIA
Architettopresidente sezione INBAR Taranto

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