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Tares, a Taranto un solo giorno per pagare

Un solo giorno per pagare. E la Tares, la tassa per la spazzatura secondo la nuova nomenclatura che ha mandato in cantina la vecchia Tarsu, debutta tra le polemiche.

Tarantini inferociti, stamattina, hanno contattato la redazione di Taranto Buonasera. “Ho un’attività artigianale in centro” esplode una signora “ieri mattina ha ricevuto la cartella della Tarsu. 517 euro, la somma da pagare”. Ma quello che ha fatto strabuzzare gli occhi alla commerciante così come a tantissimi altri tarantini è la scadenza: il 30 giugno.

“Ma come” – protesta la nostra – “il Comune forse pensa che siamo tutti milionari. E’ vergognoso. Perché basta un giorno di ritardo e ti scattano gli interessi. Già ci hanno messo le mani in tasca” dice riferendosi a tutti i balzelli che incombono sul popolo dei tartassati. “Cosa ho fatto? Sono scappata alla posta ieri stesso per pagare. Ci manca pure che dobbiamo dare gli interessi”.

Come lei, parecchi, davvero tanti, tarantini hanno affrontato lo stesso dilemma. Con la cartella arrivata ad un giorno dalla scadenza e il festivo di mezzo hanno finito per affollare stamattina gli uffici postali.

La polemica diventa anche più aspra quando si accompagna ad una constatazione facilmente riscontrabile: “C’è da dire che, nonostante le tasse, la città fa schifo, in centro più che in periferia è sporco”. In mattinata le segnalazioni si moltiplicano.

“Perché il nostro ritardo dovrebbe essere ‘multato’ e quello del Comune nell’inviare le tasse no?” la domanda ricorrente di chi magari la corsa alla posta non l’ha potuta fare per impegni o semplicemente perché i soldi non ci sono.