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Piano Sircom, «Ora basta, fateci costruire»

«Egregio signor Sindaco, poiché le nostre richieste di incontro con lei formalmente effettuate sono rimaste inevase ci siamo visti costretti a scrivere la presente “lettera aperta” nella speranza di poter richiamare la sua attenzione sull’argomento, ed indurla ad assumere le conseguenti decisioni».

Così esordivano i proprietari dei terreni sui quali potrebbe essere realizzato l’ex piano Sircom, o piano Cimino. Almeno, questa è la missiva che i proprietari o i legali rappresentanti degli stessi hanno inviato al sindaco Stefàno lo scorso aprile. Tre pagine che riassumono tutta la storia del piano che prevede la costruzione di case e negozi in zona Cimino. Un piano, da sempre osteggiato dai commercianti, tornato in auge dopo una seduta andata in scena nei giorni scorsi in commissione Assetto del Territorio.

«Già con nota del 7 maggio 2012 – i proprietari si rivolgono al primo cittadino – le comunicavamo testualmente quanto di seguito riportato: “Abbiamo appreso che il dirigente ed i tecnici della direzione Urbanistica – Edilità del Comune di Taranto, sin dal febbraio 2012, hanno ultimato la redazione dello Strumento Urbanistico Esecutivo in oggetto indicato. Desideriamo richiamare la sua attenzione sul fatto che il dirigente comunale al ramo, con propria nota, ci invitava – nella qualità di proprietari di alcun suoli ricadenti nel comparto n. 32, località Cimino, a comunicargli il nominativo “… un referente tecnico di fiducia per addivenire alla definitiva redazione di uno strumento urbanistico esecutivo, in forma partecipata che interessi l’intero Comparto in questione”.

Abbiamo aderito con entusiasmo alla iniziativa – dicono i proprietari – che come già detto è pervenuta alla conclusiva fase redazionale di un Piano Particolareggiato (P.P.) che riteniamo possa cogliere i seguenti obiettivi prioritari: la “ricucitura ed il riammagliamento” con la città consolidata di una vasta Area Urbana, attualmente caratterizzata da un mix abitativo – sociale frammentato e disorganico, localizzata in contrada “Manganecchia – Cimino”; la qualificazione delle infrastrutture e dei servizi esistenti ed il miglioramento del loro livello prestazionale; la realizzazione di nuove infrastrutture e di nuovi servizi e sottoservizi, con oneri limitatissimi e completamente sostenibili da parte del Comune, con l’incameramento delle risorse finanziarie rivenienti dalle somme che i privati dovranno versare, ai fini dell’ottenimento degli eventuali permessi a costruire, in ragione dei costi di costruzione e per gli oneri di urbanizzazione; la realizzazione delle dotazioni minime degli standards urbanistici di cui al decreto ministeriale n. 1444/1968, procedendo contestualmente al recupero qualitativo dei Nuclei “spontanei/abusivi” localizzati in larga misura intorno all’asse stradale di via Speziale; la coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti e con gli altri programmi/piani di Area Vasta e del Comune; il soddisfacimento del legittimo “jus edificandi” dei proprietari dei suoli, da concretizzarsi in termini di possibile immediata cantierizzazione, ma tali da non contrastare con i più generali indirizzi di strategia urbanistica sanciti dall’Amministrazione comunale; la conseguente configurazione di un mix abitativo – sociale che il Piano definisce come “Porta Est” della Città strutturata con residenze, servizi, grandi attrezzature commerciali, sedi di terziario avanzato, residenze e strutture sanitarie anche per l’assistenza a lungo degenti e anziani, utilizzando come “connettivo urbano” il verde pubblico e privato».

Quindi l’accusa: «Siamo rimasti nella fiduciosa attesa che il Comune di Taranto avrebbe portato quanto prima in discussione il piano particolareggiato in seno all’organo decisionale competente. Ma ciò – dicono i proprietari – non si è verificato probabilmente a causa delle inevitabili “turbolenze” connesse alla imminente tornata elettorale. Preoccupati, in ogni caso, che il nostro “silenzio” potesse essere interpretato come inerzia o disinteresse, desideriamo con questa nota formalmente ribadirle la ferma volontà di salvaguardare i nostri inalienabili diritti di proprietari di suoli che intendono realizzare opere in piena conformità allo strumento urbanistico generale vigente. Diritti che purtroppo, a nostro giudizio, sono stati fortemente compressi e penalizzati dai continui ricorsi del Comune di Taranto a varianti urbanistiche d peso così rilevante da creare ingiuste e non corrette turbative al mercato immobiliare. In definitiva la presente nota, affinché una volta insediata la nuova Amministrazione comunale si possa procedere alla discussione ed approvazione del piano».

Il pressing dei proprietari, partito a maggio 2012, è proseguito il 27 febbraio di quest’anno per concludersi lo scorso aprile. Il dossier, nei giorni scorsi, è approdato in Commissione Assetto del Territorio ed è stato messo all’attenzione del sindaco Ippazio Stefàno e dell’assessore all’Urbanistica Francesco Cosa.

Al momento non è chiara la volontà dell’amministrazione comunale, ma fonti attendibili parlano di una intesa trasversale tra consiglieri comunali di opposte fazioni politiche.