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Riccardo Modeo sta male, domiciliari nel reparto oncologico

Ha ottenuto i domiciliari perchè in gravi condizioni di salute Riccardo Modeo. Da ieri 2 marzo è ricoverato nel reparto speciale di oncologia dell’ospedale “Moscati” di Taranto. Sessantatre anni, gran parte dei quali trascorsi dietro le sbarre, condannato a quattro ergastoli inflittigli a conclusione del maxi processo antimafia “Ellesponto” e ad altri 30 anni di reclusione per l’omicidio Galeone, Riccardo Modeo stava scontando il suo fine pena mai nel carcere di Campobasso.

A causa del suo stato di salute, il difensore, l’avvocato Maria Letizia Serra, ha chiesto e ottenuto che continuasse a saldare il suo debito con la giustizia ai domiciliari in una struttura ospedaliera. Richiesta accolta ma, lamenta il difensore, con molto ritardo (probabilmente anche a causa della situazione creata dal Covid in Italia) e con un danno per la salute del suo cliente. Infatti, il protrarsi della permanenza nella struttura carceraria, secondo i familiari di Modeo e secondo il difensore, l’avvocato Serra, avrebbero aggravato notevolmente il suo stato di salute già precario. L’ex boss tarantino, il cui nome è legato alla sanguinosa guerra di mala degli anni ‘80 e ‘90, da quanto si è appreso, è affetto da una serie di patologie che necessitano di cure specialistiche e ricoveri. Infatti, dallo scorso mese di gennaio, Modeo è stato costretto a peregrinare in diversi ospedali d’Italia, con inevitabili disagi causati dai trasferimenti.

Da quanto si è appreso, i suoi familiari e il difensore hanno intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per trattamento inumano e degradante, ritardo nella somministrazione delle cure e nel trasferimento (che, ritengono, non sia stato immediato) in centri specializzati per la cura delle sue patologie. Poichè, sostengono, ogni cittadino, anche se si è macchiato di crimini particolarmente gravi, ha diritto a ricevere cure adeguate e a scegliere in quali strutture e da quali specialisti farsi curare. La denuncia potrebbe essere firmata dallo stesso Riccardo Modeo. Comunque, da ieri, al Moscati, il detenuto sta ricevendo le cure adeguate. I suoi familiari sperano che non sia troppo tardi.

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