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Tutti in campo contro la strategia del terrore

LIZZANO – Forze speciali, antimafia, polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. Tutti in campo per porre un argine allo strapotere della criminalità, il cui obiettivo è palese: instaurare un clima di terrore nell’intera area orientale, colpendo politici, imprenditori, locali pubblici e, ora, anche i giornalisti.

La lunga sequela di attentati e “messaggi”, iniziata il 16 aprile scorso con l’attentato incendiario nel garage del sindaco di Sava, Dario Iaia (che abita, particolare di non poco conto, a Lizzano), è proseguito ieri con un inquietante episodio che ha colpito Lucia Iaia, giornalista, collaboratrice del “Nuovo Quotidiano di Puglia” e, altro particolare non casuale, forse, sorella del sindaco di Sava.

Tornando da mare, Lucia Iaia ha fatto in tempo ad accorgresi che la sua auto sbandava: un primo controllo, poi un secondo. Quindi la sensazione che qualcosa non andasse per il verso giusto. E, infatti, un propizio sopralluogo effettuato dal marito della giornalista confermava il sospetto: qualcuno aveva tolto i bulloni alle ruote dell’auto, e dunque c’è da ritenersi “miracolati”.

Del fatto sono stati messi subito al corrente i carabinieri, che hanno effettuato, a loro volta, un sopralluogo, annotando il tutto.

Ieri mattina la giornalista è stata ascoltata formalmente dai militari, per ricostruire l’episodio, davvero allarmante (a Lucia Iaia giunga la solidarietà di Taranto Buonasera, ndr).

Da Sava a Sava, dunque, passando per Maruggio (l’attentato al ristorante “Le Piccole Ore”, quasi completamente distrutto: nei giorni scorsi la riaprtura del locale), Lizzano (quasi tutti politici quelli finiti nel mirino, ma anche un vigile urbano e alcuni commercianti), Manduria (recente l’attentato nell’azienda dell’ex sindaco Antonio Calò. E poi San Giorgio Jonico (cinquecento cassonetti della “Monteco” dati alle fiamme), Carosino (dopo un anno, nuovo danneggiamento ai vigneti del sindaco. La lista è lunga e comprende anche altri episodi, molti dei quali neppure noti alle cronache.

Una vera e propria strategia del terrore che parte da una cabina di regia al cui interno agiscono professionisti del crimine. Locali? O si tratta di esponenti di spicco di altre potenti organizzazioni (Sacra Corona o ‘ndrangheta) che hanno in loco i loro alleati? Interrogativi legittimi ai quali occorre dare risposte immediate. Ecco perchè, in campo, c’è anche l’Antimafia.