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Un chilo di coca nella ruota di scorta

Aveva nascosto oltre un chilo di droga nella ruota di scorta. Un presunto corriere è stato arrestato in una operazione condotta dalla Guardia di Finanza, alla periferia della città.

Nel pomeriggio di ieri i militari del Gruppo di Taranto, diretti dal maggiore Giuseppe Di Noi, hanno fatto cadere nella trappola Carmelo Bruno Scaramozzino, cinquantenne originario di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria.

Le Fiamme Gialle del Comando provinciale supportati da un’unità cinofila antidroga, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio e contrasto ai traffici illeciti a largo raggio, pianificata per la stagione estiva, hanno fermato sulla statale106 un’autovettura condotta dal cinquantenne calabrese. Durante le fasi di identificazione l’uomo è apparso particolarmente agitato. Appena i finanzieri hanno iniziato a porgli delle domande il cinquantenne ha mostrato chiari segni di nervosismo. Per tale motivo è stato approfondito il controllo con l’utilizzo del cane antidroga, il quale grazie al suo infallibile fiuto ha segnalato la presenza di sostanze stupefacenti.

Infatti durante una accurata perquisizione eseguita a bordo della macchina i militari hanno rinvenuto cocaina. In un involucro in cellophane c’erano un chilo e 100 grammi di sostanza stupefacente.

Scaramozzino è stato dichiarato in arresto per traffico di sostanze stupefacenti e condotto nella casa circondariale di largo Magli. In queste ore gli investigatori del Gruppo di Taranto, diretti dal magigore Di Noi ,stanno indagando per scoprire i canali di approvvigionamento e di spaccio della cocaina. Infatti i finanzieri lavorano per accertare se ci sia la criminalità organizzata dietro il traffico di droga scoperto sull’asse Taranto-Calabria. Oltre un chilo di cocaina acquistato nel capoluogo jonico da vendere anche sulle “piazze” calabresi.

Purtroppo da tempo Taranto viene scelta da trafficanti calabresi, lucani e brindisini per acquistare sostanze stupefacenti, soprattutto nella città vecchia e ai Tamburi.

Fiumi di cocaina ma anche di hashish per soddisfare le esigenze di tossicodipendenti di tutte le estrazione sociali compreso i cosiddetti “figli di papà”.

E proprio nei mesi scorsi dopo accurate indagini condotte con intercettazioni telefoniche e ambientale le forze dell’ordine avevano chiuso il cerchio attorno a presunti pusher tarantini che avrebbero fatto affari con trafficanti di droga che operano nel napoletano. In un anno erano stati seguiti gli spostamenti di persone coinvolte nel giro di stupefacenti scoprendo un carico di “fumo” destinato a numerosi acquirenti che bazzicano nei quartieri della città e che ogni mese sarebbe arrivato nel borgo antico.

Successivamente sarebbe stato ceduto agli spacciatori che erano incaricati della vendita in tutti i quartieri della città.

Si ipotizza che dietro il traffico illecito ci possano essere gli interessi della criminalità organizzata che vuol mettere le mani su tutte le attività illecite.